Realizzato all'interno del campus della Bovisa del
Politecnico di Milano,
Veluxlab è definito un“edificio a energia quasi zero”, traduzione dell'espressione inglese
NZEB (Nearly Zero Energy Building) e quindi in linea con quanto previsto a partire dal 2020 dalla direttiva europea 2010/31/UE. Un modulo sperimentale che, nelle intenzioni dei progettisti, sarà in grado di fornire una risposta “attiva” al mutare delle condizioni climatiche esterne garantendo comfort ed efficienza energetica.
Partendo dal progetto architettonico originario di ACXT/IDOM realizzato a Bilbao nel 2008 sempre per Velux, lo studio
Atelier 2 di Milano ha riprogettato completamente l’involucro esterno e il layout degli spazi interni, concependo il nuovo edificio come un modulo sperimentale ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Il progetto, promosso dalla prof.ssa
Manuela Grecchi, prorettore con delega all’edilizia del Politecnico di Milano e dal prof.
Marco Imperadori del
dipartimento BEST del Politecnico di Milano, è stato interamente finanziato da Velux, che ha anche fornito le
finestre da tetto e i
collettori solari. Al di là delle caratteristiche architettoniche, di particolare interesse è l'utilizzo a cui è destinato l'edificio: Veluxlab sarà destinato ad attività di ricerca dei dipartimenti BEST ed Energia del Politecnico di Milano e sarà utilizzato come laboratorio per testare nuove tecnologie e materiali per l’efficienza energetica in edilizia e per lo studio della luce e ventilazione naturale.

Infatti, VeluxLab sarà costantemente monitorato nel tempo per valutare non solo i reali consumi energetici, ma anche il comportamento termico dinamico dell'involucro progettato e validare così i modelli analitici adottati. E' stato, infatti, predisposto un sistema di sensori di temperatura superficiale e di intercapedine, basato su una rete di acquisitori dati senza fili, che, insieme a ulteriori contatori, fornirà il calcolo del consumo energetico finale dell'edificio. Il progetto di coordinamento e di messa a punto del software di acquisizione dei dati è stato seguito dal prof.
Gianpaolo Cugola del Dipartimento di Elettronica ed Informazione del Politecnico di Milano.
L’attenta progettazione dell’involucro unita alla progettazione energetica ed impiantistica svolta in sinergia tra i dipartimenti BEST ed Energia del Politecnico di Milano guidati dai prof.
Marco Imperadori e prof.
Mario Motta, ha consentito di minimizzare il fabbisogno energetico dell’edificio ottenendo la pre-certificazione energetica secondo il metodo
Cened in classe A con consumi di energia primaria pari a 4,80 Kwh/m2a.
Per quanto riguarda i serramenti, oltre a Velux che si è ovviamente occupata delle finestre a tetto, il progetto ha visto anche la partecipazione dell'azienda altotesina
Kaser che ha realizzato i serramenti verticali esterni in alluminio con il sistema
Schüco AWS75.SI. In virtù di un
triplo vetro bassoemissivo (Ug= 0.5 W/m2K) realizzato dalla vetreria Valentini, i serramenti sono dichiarati con trasmittanza termica Uw= 1.05 W/m2K.
(e.o.)
Per approfondire l'argomento guarda la videointervista al prof. Marco Imperadori
a questo link