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Ecobonus 2018. Sarà un minus per produttori e rivenditori di finestre e schermature solari

Legge di Bilancio 2018: manovre per abbassare dal 65 al 50% la detrazione fiscale per i serramenti esterni e gli schermi solari e ridurre i valori di trasmittanza termica delle finestre e delle porte esterne

Avanza il cosiddetto restyling, noto anche come rimodulazione, delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico come la sostituzione delle vecchie finestre e l’inserimento delle schermature solari. Ne danno conto in maniera insistente diversi siti e blog nonché articoli di stampa soprattutto a partire dalle ultime dichiarazioni dei ministri Gian Luca Galletti (Ambienti) e Graziano Del Rio (Infrastrutture). Senza dimenticare i pressanti interventi di Ance che ha pubblicato nei giorni scorsi un nuovo libro bianco su Ecobonus e Sismabonus. Il tamtam è unidirezionale: occorre favorire gli interventi di ‘riqualificazione globale’ degli edifici che risultano più promettenti e efficaci di altri (come la sostituzione delle finestre, ad esempio) stando a Enea.

Quali potrebbero essere i punti della rimodulazione? Tra le varie proposte al vaglio vi sono:

– la riduzione dal 65 al 50% delle detrazioni fiscali per le finestre e le schermature solari;

– la riduzione dei valori limite di trasmittanza termica per le finestre e le porte esterne giudicati oramai ‘vecchissimi’ mentre la Regione Lombardia e la provincia di Trento hanno adottato valori ben più bassi allineati a quelli dei decreti del 26 giugno 2015.

Insomma la Legge di Bilancio rischia di trasformare l’ecobonus in un minus per il settore dei serramenti e delle schermature solari.

In compenso si estenderebbe la cessione del credito (a fornitori o altri soggetti) riservata ora solo ai condomini per interventi sulle parti comuni degli edifici a tutti coloro che intervengono sulle loro abitazioni.Questa estensione è stata richiesta molti, vedi la recente presa di posizione di CNA.

Questo ampliamento della cessione del credito (che in sé è un fattore positivo), nella formulazione attuale, richiederebbe però l’istituzione di un complesso sistema di garanzie a tutela dei creditori e dello Stato. Il rischio evidente è quello di bloccare il mercato per mesi e mesi in attesa che lo Stato si organizzi e che arrivino le circolari esplicative. A giorni avremo risposte più certe ai dubbi dei tanti.

(eb)