Normativa

Guida Bonus Facciate dall’Agenzia delle Entrate

La documentazione pensata per gli utenti finali ricalca le interpretazioni e le disposizioni della Circolare 2/E

Il Bonus Facciate ora ha anche una Guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate poco dopo aver diramato la Circolare 2/E (vedi news) che fornisce i primi chiarimenti di carattere interpretativo e di indirizzo operativo agli uffici dell’Agenzia ma utili anche agli operatori dell’edilizia e ai committenti finali.

La Guida è invece rivolta prettamente, come le altre Guide sull’Ecobonus e sul Bonus Casa, essenzialmente al contribuente che intende approfittare, solo per il 2020, di una opportunità davvero unica. Ovvero realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentale potendo recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa. Del Bonus Facciate possono beneficiarne tutti, sottolinea la Guida: inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese. Con una importante precisazione: “A differenza di altri benefici sulla casa, non è consentito cedere il credito né richiedere lo sconto in fattura al fornitore che esegue gli interventi”.

La Guida, che ricalca sostanzialmente le interpretazioni e le disposizioni della Circolare 2/E, consta di 16 pagine suddivide in quattro capitoli: l’introduzione – l’agevolazione – modalità di pagamento e adempimenti – normativa e prassi.

L’agevolazione riguarda gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e in particolare:
a-di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata
b- su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura
c-sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Sono escluse le spese effettuate per interventi sulle superficie confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico e sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.

Non viene fatta specifica menzione delle chiusure oscuranti e delle schermature solari che pur fanno parte del decoro della facciata e che sono parti opache della facciata. Certamente le chiusure oscuranti hanno influenza dal punto di vista termico. Il che potrebbe far pensare che esse rientrino sotto la voce c) citata in precedenza. La questione merita un adeguato approfondimento. Sicuramente lo spirito del legislatore era quello di stimolare il recupero o il restauro dell’intera facciata, e non solo delle parti opache in muratura.

a cura di Ennio Braicovich