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02 dicembre 2016

Architettura e sostenibilità. Progettisti, accademia e industria fanno il punto a Milano sul primo anno di legislazione NZEB

250 i partecipanti al Convegno “Progettare a Enrgia quasi zero” di The Next Building tenutosi alla Stelline



Legislazione NZEB-Near Zero Energy Building un anno dopo in Italia e soprattutto in Lombardia dove la legislazione è stata introdotta il 1° gennaio di quest’anno. Questo il grande tema di fondo del convegno “Progettare a energia quasi zero” organizzato dalla testata The Next Building, consorella di Nuova Finestra, al Palazzo delle Stelline. Vi hanno preso parte oltre 250 partecipanti la stragrande maggioranza progettisti.

Tra i relatori esponenti delle Istituzioni, dell’università, delle associazioni e dei mondi della progettazione e dell’industria. Il coordinamento generale è spettato al prof. Sergio Croce del Politecnico di Milano che ha aperto i lavori dopo i saluti dell’arch. Trivelli dell’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia e del dott. Francesco Briglia di DBInformation, mentre Ennio Braicovich, sempre di di DBInformation, ha moderato l'incontro.

Perno centrale dell’incontro è stata la presentazione del progetto della Torre Generali a Milano CityLIfe da parte dell’arch. Paolo Zilli di Zaha Hadid Architects con significativi contributi dell’arch. Francesco Catalano di Arup, del prof. ing. Paolo Rigone e dell’ing. Aroldo Tegon dell’impresa di costruzioni CMB.

Un progetto unico per complessità e sfide tecnologiche giunto quasi a conclusione. Entro l’anno il costruttore cinese di involucri, facciate e serramenti CNYD Yuanda porterà a termine l’opera di rivestimento con una facciata a doppia pelle dalla complessa geometria in cui migliaia di pannelli in vetro e alluminio, uno diverso dall’altro, vengono collocati in posizione attraverso un calibrato e accuratamente studiato processo di cold forming (piegatura a freddo). La costruzione peraltro, ha sottolineato l’arch. Zilli, pur essendo stata concepita più di 10 anni fa, è ancora antesignana per prestazioni energetiche, complessità progettuale e creatività geometrico-matematica. Non a caso, aggiungiamo noi, Zaha Hadid era laureata anzitutto in matematica all'università di Beirut.

Il Convegno è stato occasione perfetta per il bilancio del primo anno di legislazione NZEB in Regione Lombardia. Un bilancio articolato e complesso alla luce di una legislazione nazionale (i tre decreti del 26 giugno 2016) non facile, scritta in maniera difficoltosa e talvolta incoerente, che ha già dato vita a due corposi interventi ministeriali di precisazioni (FAQ). I problemi non mancano ha sottolineato l’ing. Valentina Sachero di Regione Lombardia, anche se la legislazione NZEB comincia a dare i suoi primi positivi frutti. Sachero ha anche ricordato gli strumenti messi a disposizione dei progettisti per affrontare al meglio la complessità regolamentare, da quelli informatici ai convegni e ai corsi di formazone.

E che i problemi non manchino lo hanno evidenziato gli esperti termotecnici con l’intervento dell’ing. Valeria Erba di Anit, dei costruttori di facciate e serramenti rappresentati dal prof. ing. Paolo Rigone, direttore tecnico di Unicmi e dell’arch. Alessandro Trivelli intervenuto a nome dell’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia. Spicca fra tutti lo spinoso argomento del coefficiente H’t denunciato sia da Erba che da Rigone come illogico e antistorico, ma, ahinoi, difficile da smuovere visto che è stato scolpito in un decreto ministeriale. A nome dei progettisti Trivelli ha denunciato l’irrazionale e smisurato crescere della complessità regolamentare e documentale che tradisce sostanzialmente lo spirito con cui si dovrebbe operare ai fini di un’architettura sostenibile e che alla fine schiaccia creatività e operatività di architetti e ingegneri.

La legislazione sull’efficienza energetica sta imprimendo una svolta all’edilizia italiana. Ma ben prima del suo arrivo, Lombardia e Milano sono da più di 10 anni terreno fertile di sperimentazione di ardite architetture e di tecnologie d’avanguardia. La Regione si sta rivelando un vero e proprio laboratorio di sperimentazione all’avanguardia a livello nazionale. Come sta cambiando il volto della nostra edilizia? Quali le innovazioni di prodotto, processo e di progettazione germogliate? Quali le problematiche, i limiti del nuovo quadro regolamentare e normativo?

A queste domande ha tentato di offrire risposta la sessione dedicata alla innovazione tecnologica e normativa con numerosi interventi. Come la relazione su “La progettazione parametrica per il contenimento dei consumi energetici” a cura dell’ing. Alberto Speroni, dell’ing. PhD Andrea G. Mainini e della prof. Tiziana Poli del Dipartimento ABC - Politecnico di Milano, che si è focalizzata sulle schermature solari. Di marcatura Ce volontaria utile per affrontare problemi complessi e non previsti dalla normativa armonizzata ha riferito il prof. Antonio Occhiuzzi, direttore di ITC-CNR, che ha anche presentato la nuovissima e inedita apparecchiatura per le prove di resistenza al sisma su elementi di facciata continua. Occhiuzzi ha dato l’annuncio del recentissimo varo di una commissione tripartita CSLLPP-ITC-CNR e UNI, incaricata di redigere una norma cogente per regolamentare le strutture vetrate e le facciate continue (vedi news). L’innovazione che avanza in edilizia è anche inevitabilmente tecnologica digitale. Il che significa anche BIM, Building Information Modeling, tema affrontato dall’ing.Edmondo Occhipinti che sul BIM lavora da dodici anni avendo operato a fianco dell’arch. Frank Gehry. Per ora investe i grandi progetti ma inevitabilmente scenderà ‘a valle’ per permeare l’intero settore dell’architettura e dell’edilizia.

Altro argomento molto attuale è quello dell’economia circolare affrontato dall’ing. Andrea Lupo coautore della relazione assieme all’ing. Marco Piana di PVC Forum. Al di là degli obblighi di legge, il riciclo è un nuova opportunità di ricchezza per la società e la filiera delle costruzioni in modo particolare.

Infine ma non ultimi gli interventi dell’industria.  L’ing. Luca Fioravanti di Zehnder ci ha narrato di progetti realizzati a Viterbo (e non nella solita Bolzano) in cui condomini per la climatizzazione estiva e invernale pagano poco più di 100 euro all’anno. Di ristrutturazione integrale di una casa rurale nelle Marche ha raccontato Pierluigi Santarelli, responsabile dei sistemi per edilizia di Indinvest, che ha evidenziato come i serramenti in alluminio abbiano oramai raggiunto le prestazioni termiche di altri prodotti. Dell’ancora antesignano e innovativo progetto di facciata a doppia pelle del Vodafone Village di Milano ha riferito con ampiezza di dettagli Ugo Favaretto, direttore tecnico di Wicona. Una storia unica di progettazione e di sperimentazione sul campo e in laboratorio per individuare il comportamento ottimale sia in termini di risparmio energetico che di confort utenti.

L’edilizia e l’architettura innovativa oggi in termini fieristici vogliono dire Made expo, momento non più solo commerciale ma anche grande momento collettivo di informazione e formazione rivolto in modo particolare al mondo della progettazione. Questo particolare aspetto di Made expo è stato focalizzato dal direttore del Salone Giovanni Grassi che ha anticipato i contenuti principali dell’edizione 2017.

Gran chiusura a cura del prof. Sergio Croce con una relazione dal titolo “Attraverso e oltre gli Near Zero Energy Building. L’adattamento resiliente della città e degli edifici al cambiamento climatico”. In sintesi: la tecnologia dell’architettura moderna può fare molto ma non tutto. Occorre che l’aiuti una progettazione urbanistica all’insegna di un verde diffuso in maniera intelligente che permea l’intera città e che riduca il tremendo effetto delle isole di calore che ammalora i centri urbani di tutto il mondo.

Prossimo appuntamento dei convegni di The Next Building sarà Roma a fine febbraio

(eb)

 

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