NOTIZIE – PRODOTTI E TECNOLOGIA

11 gennaio 2017

Vetro cellulare: Foamglas T3+ con lambda di 0,036 W/mK

Incremento del valore lambda oltre il 12% per il nuovo vetro cellulare Foamglas T3+ realizzato in Belgio utilizzabile come isolante in edilizia



Il nuovo vetro cellulare Foamglas T3+ vanta un valore lambda di 0,036 W/mK, con una crescita rispetto al suo predecessore di un abbondante 12%. “Grazie a questa innovazione, possiamo offrire ai nostri clienti le peculiari proprietà del vetro cellulare, arricchite con un inedito valore aggiunto termico ed economico, senza costi extra”, sottolinea Domenico Scialli, Managing Director Italia di Foamglas.

Il vetro cellulare Foamglas è ampiamente conosciuto nel settore dell’edilizia come una lastra di schiuma rigida che unifica alcune proprietà come l’elevata resistenza alla compressione, la capacità di isolamento termico a lunga durata e l’incombustibilità. Il vetro cellulare è anche in grado di prevenire ponti termici dato che la sua resistenza alla compressione consente di costruirci direttamente sopra. Queste proprietà si mantengono per generazioni, in quanto è impermeabile all’acqua e ai vapori, indeformabile, resistente alle muffe, alla corrosione o agli sbalzi di temperatura. Foamglas è applicabile all’intero involucro edilizio, dai tetti ai muri sotterranei e per altri molteplici utilizzi (tetti carrabili per parcheggi alle piscine fino agli ambienti ad elevata criticità e particolari esigenze di sicurezza come gli ospedali e le industrie chimiche).

Lo sviluppo di Foamglas T3+ apre le porte a nuove possibilità. Dopo oltre 4 anni di Ricerca e Sviluppo, il team di Foamglas di Tessenderlo in Belgio, azienda del Pittsburgh Corning Group, ha sviluppato e applicato una tecnologia innovativa al nuovo prodotto. Quale risultato, la capacità di isolamento di Foamglas T3+ è stata incrementata di più del 12% (da λ=0,041 a 0,036 W/mK). Quindi, è allo stesso livello di altri materiali minerali di isolamento.

Il vetro cellulare si crea quando viene data una struttura cellulare, al vetro attraverso la gasificazione del carbone. La materia prima per il Foamglas è, per almeno il 60%, il vetro riciclato, a cui si aggiungono delle sostanze minerali come la sabbia, dolomite e ossido di ferro. In un forno fusorio il composto si scioglie nel vetro, viene poi polverizzato in una macina ed infine mescolato con una piccola quantità di polvere di carbonio. In un secondo forno, questo composto in polvere è riscaldato ancora una volta e qui sviluppa milioni di piccolissime cellule di vetro, cellule chiuse ermeticamente, provocando un “sollevamento” fino a raggiungere la forma di una schiuma rigida. Sono queste cellule di vetro, non intercomunicanti tra loro, che conferiscono a Foamglas le sue qualità

Foamglas espone a Klimahouse 2017 / (pad C stand 19-24) e a Made expo 2017 (pad 6 stand C33). 

 

 

 

PhotoGallery

×