Dopo le indiscrezioni diffuse nelle scorse settimane, il Ministero delle Sviluppo Economico e quello dell'Ambiente hanno varato due schemi di decreti ministeriali in materia di energie rinnovabili che definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). Il nuovo schema – il terzo dal 2010 - entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico.
Per il Conto energia lo schema di decreto prevede una spesa annuale che salirà di 500 milioni, arrivando a 6,5 miliardi. Tra le novità anche la richiesta di iscrizione degli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 Kw agli appositi registri del Gse nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, con un criterio di priorità a favore delle installazioni sugli edifici. Sul versante delle altre fonti non rinnovabili, la novità sarà che gli impianti oltre i 5 Mw (soglia che sale a 20 per l'idroelettrico e il geotermico) accederanno agli incentivi tramite aste al ribasso nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, mentre quelle di potenza compresa tra i 50 Kw e i 5 Mw avranno accesso alle tariffe previa iscrizione ad appositi registri del Gse. Obiettivo della misura è quello di controllare la potenza annua installata. Con questi interventi il Governo punta a stabilizzare 'incidenza degli incentivi sulla bolletta, producendo una riduzione di spesa di circa 3 miliardi di euro allanno rispetto al costo inerziale che si sarebbe raggiunto con il precedente regime.
“Il nuovo regime – comunica il Ministero dello Sviluppo in una nota - pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare”.
Da sottolineare che i due provvedimenti, che ora saranno passati all'esame dell’Autorità dell’Energia e della Conferenza Stato-Regioni, sono stati sviluppati senza confrontarsi con le associazioni del settore. Un approccio che sta già provocando contestazioni.“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato infine i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese”.
In allegato il pdf con la presentazione dei decreti diffusa dal Ministero dello Sviluppo Economico.
(e.o.)