Il fotovoltaico: le cifre della crescita italiana
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02.03.2010
Dietro il raggiungimento della pietra miliare del GigaWatt di potenza installata vi è la rapidissima crescita di un settore che solo 5 anni fa non esisteva di fatto. Lo dimostrano le cifre e i grafici del GSE che qui riprendiamo.

A fine 2009 gli impianti certificati in esercizio dal GSE, Gestore Servizi Elettrici, sono quasi 70 mila. Esattamente 69 437 che erogano una potenza di 1, 032 GigaWatt. Prima per numero di impianti è la Lombardia che ne conta 10 502 (15,1% del parco nazionale) seguita da Veneto con 6 635 e quindi Emilia Romagna (6 481), Piemonte (5 620) e Puglia (5176).
Quest'ultima regione è tuttavia prima per potenza installata con 149 858 kWatt. Seconda per potenza installata è la Lombardia che ne produce 115 456. Quindi la Puglia privilegia i grandi impianti mentre la Lombardia preferisce i piccoli e medi.
Decisamente sorprendenti le cifre relative alle installazioni. Fino al 2005 la penisola poteva contare solo su 103 impianti. Dal momento in cui parte il primo “conto energia”, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, varato nel 2005 dal Governo Berlusconi, inizia una crescita esponenziale: 1409 nel 2006, 6278 nel 2007, 24 098 nel 2008 e 37 446 nel 2009. Simile andamento per la potenza annualmente installata: soli 20 MegaWatt prima del 2006, 10 MW nel 2006, 70 nel 2007, 338 nel 2008 e ben 574 nel 2009. 
Il fotovoltaico è diventato in un quinquennio un settore che conta. Tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l’industria fotovoltaica nazionale annovera circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore fotovoltaico.
In tanta crescita i problemi non mancano. Due in particolare: lo sviluppo al rallentatore del fotovoltaico integrato in architettura (che stenta a decollare) e sopratutto il 'ritocco' delle tariffe agevolate che il Governo vuole introdurre, e che potrebbe tarpare le ali a un settore che produce occupazione e ricchezza, che con gli impianti attuali evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonn equivalente petrolio.


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