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Maniglioni antipanico non sicuri. No di Assoferma/Anima alla proroga retroattiva del DM 3 novembre 2004 entrato in vigore l’11 febbraio

27.07.2011
Maniglioni antipanico non sicuri. No di Assoferma/Anima alla proroga retroattiva del DM 3 novembre 2004 entrato in vigore l’11 febbraio







Il 5 luglio si è riunito a Roma il Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, organismo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che ha il compito di elaborare ed aggiornare le normative di prevenzione incendi e che ha funzione consultiva (ovvero è un organismo che non decide ma suggerisce i propri pareri al Ministro dell’Interno). Tra le decisioni prese vi è la proposta, rivolta al Ministro dell’Interno, di prorogare di 24 mesi l’entrata in vigore del DM 3 novembre 2004 che impone I'obbligo di sostituzione dei maniglioni antipanico sulle porte installate su vie di fuga entro sei anni dall'entrata in vigore del provvedimento stesso.

Il DM è già entrato in vigore l’11 febbraio scorso (vedi news). La proroga sarebbe quindi retroattiva, fatto gravissimo. Grandi suggeritori della proroga pare siano stati Confindustria e Confcommercio. Se dovesse malauguratamente essere accolta la proposta di proroga (con pubblicazione del relativo DM prevista per settembre/ottobre), questo significherebbe una ipotetica entrata in vigore del DM 3 novembre 2004 spostata al 18 febbraio 2013. Come dire che la sicurezza delle persone in questo Paese è un optional.

Da qui la lettera di protesta di Anima, la Federazione delle Associazioni nazionali dell’Industria meccanica varia e affine, di cui fa parte Assoferma, l’Associazione di riferimento del settore ferramenta, serrature e maniglioni. E’ in atto, scrive il direttore generale di Anima Andrea Orlando, al Ministro dell’Interno Roberto Maroni “il tentativo di privare di ogni efficacia un provvedimento, già emanato dal Ministero dell'lnterno, il cui unico scopo è quello di adeguare lo stato di sicurezza delle vie di fuga in caso di pericolo e incendio”.

Negli ultimi sei anni molti edifici sono stati messi in sicurezza ma tanti restano da adeguare alla norma. Di fatto, continua Orlando, “la proroga del provvedimento indebolirebbe ogni sforzo per sostenere l'importanza di mantenere in efficienza la sicurezza antincendio negli edifici e consentirebbe a chi non ha ancora rispettato I'obbligo previsto nel decreto di prolungare impunemente la propria inerzia. ll Ministero si assumerebbe la responsabilità di avallare il comportamento di chi non ha ritenuto di adempiere ad un obbligo di legge nei termini temporali previsti, con le possibili conseguenze dei rischi derivanti dalla mancata manutenzione delle vie di fuga e la necessaria sostituzione dei maniglioni antipanico”.

Assoferma/Anima ha già preso contatto le associazioni Uncsaal e UCCT trovando piena sintonia di intenti. Si starebbe vagliando una linea di azione comune per impedire, permetteteci il poco elegante termine, “una vera porcata legislativa”. (eb)

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