Quasi un centinaio tra finitori dell’alluminio (verniciatori e ossidatori) e i loro fornitori (spesso aziende di taglia multinazionale) si sono ritrovati a ottobre all’Hotel Galileo di Padova per la tradizionale Assemblea generale annuale. Per chi non la conoscesse Aital - Associazione Italiana Trattamenti Superficiali Alluminio, con sede a Novara, Cameri, è una di quelle associazioni di cui ricco il nostro Paese, di quelle che lavorano senza far tanto chiasso ma che operano fattivamente per la crescita della qualità del prodotto e del settore. Di solito le assemblee Aital hanno un impronta fortemente tecnica, normativa ed economica. Quest’anno, forse grazie anche al clima Paese in cui siamo immersi, l’incontro ha avuto un andamento decisamente diverso grazie ai significativi interventi di Confindustria Metalli e Uncsaal rispettivamente rappresentate dal vicepresidente Mario Bertoli e dal direttore generale Pietro Gimelli.
Prospettive di apertura
Bertoli ha illustrato le finalità di Confindustria Metalli, rappresentata come un nuovo strumento per affrontare le continue nuove sfide garantendo una forte rappresentanza contro l’eccessiva polverizzazione delle associazioni di settore. Così il vicepresidente di Confindustria Metalli apre ad Aital che vedrebbe bene all’interno della neonata Federazione confindustriale.
Una forte Federazione permette di essere interlocutore serio e credibile per il legislatore, italiano ed europeo, sempre avendo in mente che l’Unione Europea tende a trasformare l’Europa da potenza industriale ad area di servizi “mentre noi vogliamo continuare a fare industria, anche con i nostri figli”. Quindi, attenzione agli alti costi dell’energia (la paghiamo 30% in più rispetto ai colleghi europei), attenzione all’ambiente (e al mercato della CO2 che potrebbe costarci 4800 miliardi di euro se non stiamo attenti mentre abbiamo la più bassa emissione di CO2 pro-capite in Europa). Attenzione ai dazi e alle politiche commerciali che tendono a favorire i grandi player. Attenzione ai materiali competitori nell’area del serramento come pvc e legno e a legislazioni come le Norme
Tecniche per le Costruzioni che stanno recando “un grave pregiudizio all’impiego dell’alluminio
nelle applicazioni strutturali”.
Per Pietro Gimelli la crisi congiunturale attuale pone tre sfide alle imprese dell’involucro edilizio: crescita e capitalizzazione, innovazione e strategie internazionali. E, ahinoi, a questo appuntamento l’industria è arrivata “con comodo, soddisfatta e sazia delle posizioni raggiunte” mentre il mercato cambiava radicalmente e “chiedeva prodotti più performanti e prezzi più semplici”. E quindi ora si tratta di ragionare in maniera rapida attorno al prodotto finito, ai tempi e modi di produzione, per ottenere prodotti da show room.
Uno show room che è in maniera crescente la chiave di 354 volta del processo decisionale dell’acquirente di oggi. E quindi, ha evidenziato Gimelli, il ragionamento va affrontato in termini di filiera di prodotto che è ben rappresentata da Uncsaal che sta facendo grandi sforzi per difendere un sistema industriale in affanno. Vedi l’attacco alle categorie specialistiche nelle leggi sugli appalti. Vedi la stessa marcatura CE che l’80% dei produttori non ha ancora e che pone un grande problema alla filiera. Vedi i limiti troppo bassi di trasmittanza termica per le finestre per le detrazioni fiscali del 55% nel 2010. Il che ha tirato la volata al tema lanciato alla scorsa Assemblea generale di Uncsaal: l’etichetta energetica vista come sistema di qualificazione di prodotto più reale e serio del sempliceUw. Infine, proprio per l’urgenza e l’importanza di questi argomenti, l’appello del direttore di Uncsaal a essere ‘più vicini’ e a collaborare ancor più strettamente che in passato.
Una ricca attività
In precedenza, assistito dal direttore Giampaolo Barbarossa, aveva introdotto i lavori il Presidente Corrado Baroni che ha passato in rassegna il lavoro dell’associazione nel campo della comunicazione: la rivista Oxit, il sito www.aital.eu, il Dvd sull’anodizzazione, le schede tecniche, gli articoli scientifici, i convegni.
E i lavori in ambito tecnico con i gruppi di lavoro “Prodotti vernicianti” ed “Ecologia” e”Pretrattamento”. Positiva la collaborazione con il Qualital, rappresentato dal presidente Cesare Muccio e dal direttore Riccardo Boi, e quella in ambito Alubuild assieme a Centroal, Uncsaal e Qualital. Come pure l’attività in sede internazionale in ambito Estal, la Federazione europea dei finitori. Insomma, l’attività non manca in casa Aital.
Nel corso della mattinata è stato eletto il nuovo direttivo. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con le relazioni su studi e ricerche dei gruppi di lavoro Aital.
Infine, proprio per l’urgenza e l’importanza di questi argomenti, l’appello del direttore di
Uncsaal a essere ‘più vicini’ e a collaborare ancor più strettamente che in passato.