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22.02.2010
di Susanna De Ciechi
tratto da 'Nuova Finestra'
La crisi economica impone nuove regole: i 353 serramentisti (metallo e pvc) che fino a ieri hanno raggiunto gli obiettivi di fatturato con la vendita delle finestre, ora ragionano su come reimpostare la loro attività valutando differenti possibilità di diversificazione dell’offerta.
Una delle prime opzioni prese in esame indica nella commercializzazione di porte per interni uno sbocco che pare quasi naturale e relativamente facile da mettere in atto.
Ma le semplificazioni sono sempre rischiose: infatti, quello delle porte per interni è un universo che i serramentisti conoscono poco e di cui talvolta sottovalutano le caratteristiche di complessità. Inoltre le strutture interessate a introdurre la vendita dei serramenti per interni spesso sono di piccola dimensione e hanno a disposizione uno spazio espositivo contenuto, se non quasi assente, per un prodotto che ha ormai conquistato a pieno titolo il ruolo di elemento d’arredo e come tale viene illustrato all’interno di eleganti show room, numerosi e competitivi nella proposta.
È evidente che prima di “aprire alle porte” occorre che il serramentista rifletta e valuti con attenzione diversi fattori a partire dal tempo che intende dedicare ad acquisire una buona conoscenza del prodotto porta per poi articolare un servizio coerente e una proposta centrata su soluzioni non in sovrapposizione tra loro, rappresentative rispetto a ciò che la produzione offre e il mercato chiede e in linea con le caratteristiche della domanda che si intende soddisfare.
Insomma, ci vuole un occhio alle tendenze della domanda e uno alle proprie capacità tecniche rispetto al prodotto, al rilievo in cantiere - da non sottovalutare - e alle tecniche di posa.
Il rilievo della situazione muraria, gli spessori, le mani d’apertura, il controtelaio, porte a battente, scorrevoli a scomparsa e in aggetto, a tutta altezza, in curva, porte-pareti sono tante le situazioni in cui bisogna saper dare la giusta indicazione e operare la scelta corretta.
Occhio al rilievo in cantiere e alla posa
Una classificazione possibile delle varianti per tipologie muraria è strettamente connessa all’esistenza del controtelaio, sia esso di legno o ferro, presente o meno, in relazione al fatto che si vada a intervenire in un edificio di nuova o recente costruzione, piuttosto che nell’ambito di ristrutturazioni di stabili, magari antecendenti agli anni ’50, epoca in cui difficilmente si utilizzava il controtelaio.
In questo caso è buona norma procedere riquadrando il muro con un controtelaio oppure valutare la possibilità di salvare la porta esistente, avvalendosi dell’opera di un restauratore esperto, ovviamente se ne vale la pena.
Si consiglia di evitare qualsiasi intervento intermedio (es. sostituire il battente e tenere il telaio) di complessa e spesso impossibile realizzazione.
Nel caso il controtelaio sia esistente per la posa di una nuova porta non sarà necessaria alcuna opera muraria. È importante verificare con attenzione lo spessore dei tavolati (solitamente da 10,5/11 per tavolato intonacato, maggiore se rivestito con piastrelle o altro su uno o ambedue i lati) e la presenza del punto di cambio pavimento tra un locale e l’altro per evitare che, impostando la porta in modo inadeguato, si creino situazioni esteticamente inaccettabili. Occorre anche controllare le eventuali variazioni di quota dovute a differenti spessori per pavimenti di legno, marmo, moquette, ecc., e la mano d’apertura avendo cura di giudicare l’effettiva possibilità di manovra in relazione alle diverse tipologie d’apertura.
Nel caso in cui si debbano sostituire con porte scorrevoli le porte a battente esistenti occorre verificare la fattibilità in relazione agli ingombri; è buona norma anche segnalare la presenza di interruttori o altro per predisporre il sistema 353 controtelaio più adatto.
L’installazione delle porte per interni risulta meno complessa di quella dei serramenti esterni, perché sostanzialmente abbraccia un numero inferiore di elementi variabili, ma non è mai da trascurare.
Il posatore dovrà conoscere e distinguere i metodi di posa indicati in relazione a ciascuna tipologia di porta sia essa a battente, a bilico, scorrevole entro o fuori muro, rasomuro, ecc. In questi anni le aziende produttrici hanno lavorato sulla progettazione di soluzioni che oltre che al design guardano anche alla semplificazione delle operazioni di posa in opera: tale obiettivo in molti casi è stato felicemente colto, ma non sempre. Pertanto nella scelta dei prodotti da commercializzare è opportuno controllare che l’azienda partner fornisca le indicazioni specifiche e illustri gli accorgimenti utili per la corretta istallazione dei propri prodotti sia con idonea documentazione cartacea sia attraverso corsi di formazione dedicati.
Prezzo & convenienza
In questi anni l’evoluzione del prodotto porta è stata importante sia sotto l’aspetto tipologico, dei materiali e delle finiture. La carrellata di prodotti che vi proponiamo sintetizza appunto tali elementi e vuole anche presentare alcune delle soluzioni d’arredo che la scelta di una tipologia di porta rispetto a un’altra può risolvere; è da tenere presente che talvolta le soluzioni di design di tendenza, di grande impatto visivo, sono talvolta tecnicamente più complesse.
Il consiglio per chi inizia ora è comunque di scegliere con cura un ventaglio di proposte differenziate e complementari rispetto a ciò che esige una ristrutturazione di medio livello.
Oltre ai consueti servizi che il fornitore deve garantire al proprio rivenditore (formazione, rispetto dei tempi di consegna che devono essere veloci, ecc,), nella scelta del marchio da trattare occorre anche valutare il rapporto qualità-prezzo di ciascun prodotto, un dato che oggi non è per niente scontato, anzi sta assumendo un particolare valore nel momento in cui alcuni produttori hanno iniziato a offrire porte interessanti in relazione ai materiali, alla cura per il dettaglio e al design, a un prezzo significativamente competitivo.
Una chance in più per la vendita che evidenzia il vantaggio di condurre i giochi al di fuori di una politica che riconduce alla scontatissima, e sempre perdente, mera guerra del prezzo.
Infine, ricordiamo a chi vuole testare il business delle porte per interni in modo immediato e veloce, che esiste una via diversa da quella che passa necessariamente dall’investire nella selezione dei marchi da proporre in esposizione e dal contatto con più produttori per poi acquistare magari pochi pezzi.
Infatti, è possibile sperimentare la vendita di porte sfruttando come partner i centri di distribuzione all’ingrosso, spesso dotati di sala mostra a disposizione dei rivenditori che qui possono portare i loro clienti.
Il rapporto con il grossista può essere gestito in diversi modi, secondo necessità:
si mostrano al proprio cliente le porte a catalogo (la vendita a catalogo pare un grande ritorno di questi tempi), si compera dal grossista che magari ha anche lo show room in cui il cliente finale può visionare i vari modelli e le si va a posare.
Poi, in relazione ai numeri che si realizzano, si può continuare così oppure… crescere.
Materiali, colori e finiture
Sul fronte dei prodotti c’è solo l’imbarazzo della scelta. La selezione deve essere comunque valutata con attenzione, sulla base della esigenze della clientela di riferimento e su criteri di differenziazione rispetto all’offerta dei competitor presenti all’interno della propria zona d’influenza.
Acem
Basic09 offre una serie di dodici varianti basate sul disegno dell’anta che gioca con i dettagli modulari del tranciato. Ideata da Acem-Studio Design, la nuova collezione punta anche sull’innovazione tecnologica: nuovo il segno dell’attacco kit stipite-coprifilo, serratura magnetica, reversibilità dell’anta, cerniera a bilico cromo-satinato con apertura a 180°, il tutto a un prezzo veramente competitivo.
Agoprofil
La raffinata collezione Resin-A, design Emanuele Baleri, è il risultato di un mix di ingredienti come i minerali naturali, le calci idrauliche, le polveri di marmo, le sabbie naturali e i leganti a base acquosa, che ha portato all’ottenimento di un prodotto di copertura dalle elevate caratteristiche di aggrappaggio, durezza, flessibilità. Il particolare ciclo di finitura garantisce alle resine della collezione, lavabilità, idrorepellenza e resistenza chimica.
Barausse
La collezione Art Nouveau, disegnata da Massimo Iosa Ghini, è caratterizzata da un motivo floreale.
Nella versione ad anta piana, denominata Fiorella P, la finitura bianca enfatizza il decoro a bassorilievo; da notare che la porta è a “cornice invasa”, quindi la pantografatura scavalca il perimetro del pannello per proseguire nel telaio.
Bluinterni
B-Move è la nuova linea di scorrevoli che permette di personalizzare, oltre che la dimensione anche l’impatto estetico del pannello, dando forza e carattere alla porta secondo il proprio gusto. Oltre l’ampia scelta di finiture proposta a catalogo da Bluinterni, è prevista anche la possibilità di riprodurre sul pannello qualsiasi immagine fornita dal cliente.
Cristal
Agorà - design Marcello Gennari e Lorella Boiani - è la porta scorrevole in vetro stratificato e temperato di sicurezza da 10 mm con mantovana in alluminio anodizzato. Le due lastre di vetro di cui si compone, unite dalla stratificazione, racchiudono il tessuto di puro lino grigio e il decoro ottenuto con una verniciature a effetto sabbiato.
Bertolotto Porte
Chapeau, modello di porte a cornice laccata lucida in poliestere. Come preannunciato dal nome, la porta presenta un'anta a capello incastonata in una cornice in noce nazionale. Proprio la cornice è il fulcro dello stile del prodotto, con ornamenti e decorazioni dal sapore barocco scolpite a mano seguendo il design firmato da BC&I. Apertura a battente di circa 180 gradi.
Door 2000
Disponibili in bianco e avorio, le porte della collezione Olimpo propongono uno stile misurato e razionale. Grazie al rivestimento polimerico (pvc) che - a differenza della laccatura - aderisce perfettamente alle scanalature della pantografatura, evidenziandone ogni dettaglio della lavorazione, sono protette dall’umidità e dall’acqua.
DoDia
Il gioco incrociato delle venature del legno e la finitura spazzolata del pannello contraddistinguono i modelli della collezione Tiama. Il legno utilizzato è il massello di Taeda con lavorazione Relief, che ne esalta le venature al tocco e alla vista. Oltre alle finiture legno, sono disponibili le laccature bianco, bianco antidato, roccia e le esclusive oro, rame e grafite.
L’Invisibile by Portarredo
La porta è una parete traslante planare, realizzata con un telaio composto da profili estrusi trattati per essere verniciabili con idropitture e smalti preservandoli da processi di screpolatura e distaccamento dell’intonaco, anche in seguito a utilizzo prolungato.
Il movimento di apertura e chiusura del pannello è determinato da due camme, che scostano il pannello stesso dal nucleo in alluminio in senso verticale e gli permettono di scorrere all’interno della parete. Il funzionamento è determinato da una guida con carrelli di supporto per il pannello, azionato da un motore a bassa tensione, il tutto alloggiato in una struttura in alluminio. L’apertura avviene tramite un pulsante sempre a filo muro. Il pannello può essere predisposto anche per l’apertura manuale, grazie a maniglie ad incasso, anch’esse a filo muro.
Lualdi
Nile in pelle e Kyoto in cuoio di Bartoli Design, sono studiate per permettere il migliore utilizzo delle materie prime e interpretare materiali classici con un linguaggio contemporaneo, che è sottolineato dall’abbinamento a stipiti con un’anima tecnologica (in estruso di alluminio).
Per Nile sono impiegate pelli di grande formato trattate all’anilina (nei colori bianco e nero), che vengono utilizzate con sfridi molto bassi. La porta Kyoto ha un disegno creato da strisce orizzontali di cuoio pieno fiore (nei colori naturale o bianco) in differenti altezze, composte per rivestire totalmente il pannello.
Movi
Uni_Verse - design Castiglia Associati - è posizionata sull’interasse dello stipite con la stessa estetica dentro/fuori. In questo modo lungo un corridoio le porte risultano perfettamente allineate, indipendentemente dal verso di apertura. Stipite e porta hanno sezione trasversale a onda, senza battute e guarnizioni, eppure dalla chiusura ottimale. La porta è disponibile oltre che nella finitura legno e laccato lucido e opaco, anche in vetro laccato stratificato, vetro stratificato con pellicola trasparente colorata e vetro temperato con inserimento di rete metallica.
Tre P & Tre Più
Scultura è la nuova finitura per le collezioni Radarnuova e Sintonia, che si esprime in una particolare lavorazione che esalta la naturale venatura del legno, donando matericità alla porta, per un effetto che diventa tridimensionale. Disponibili nelle finiture laccato bianco Più e laccato colori della gamma Tre P, Palissandro e noce canaletto.
Umidità, prevenire è meglio…
L’umidità in bagno è di casa. Per evitare spiacevoli inconvenienti su porte e telai oggi alcune aziende propongono soluzioni ad hoc.
Barausse propone un Kit Antiumidità, che serve a proteggere le porte; in particolare è consigliato per quelle del bagno, di taverne e scantinati e, in generale, in tutti gli ambienti umidi. Esso contiene un prodotto isolante, un bicchiere e un pennellino per l’applicazione e si applica sul piede dell’anta, del telaio e dei coprifili. Per una massima protezione, è consigliabile applicarlo
per 10/15 cm nella parte posteriore (parte nascosta) del telaio e dei coprifili. In nessun caso deve essere applicata sulla parte finita (impiallacciata). Con ogni kit si possono trattare circa 10/15 porte, tuttavia l’applicazione deve avvenire in tempi stretti, approssimativamente entro 24 ore dall’apertura del barattolo di vernice, poichè il prodotto si secca rapidamente.
Eclisse ha risolto i problemi legati al deteriorarsi dei controtelai metallici in ambienti umidi, proponendo un trattamento anticorrosione applicabile a tutti i sistemi Eclisse per intonaco, a eccezione del modello Syntesis. Questo trattamento permette di contrastare l’eventuale insorgenza della ruggine, assicurando una lunga durata al controtelaio, anche quando viene installato
in ambienti particolarmente soggetti a umidità. Lo speciale controtelaio preverniciato, realizzato in lamiera con tre strati di protezione (zincatura, primer e vernici epossidiche) e con profilo sottoporta in acciaio inox, ha superato una permanenza di 240 ore in camera di nebbia salina (tasso di umidità 95% e 5% NaCl) senza subire alcun processo di ossidazione.
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