E’ da almeno una trentina d’anni che vivo nel settore delle macchine utensili. E mi fa piacere avere l’opportunità, in occasione del trentennale di Finestra, tracciare alcune mie considerazioni sulla trasformazione che in questi anni ho visto e che credo di poter interpretare per il prossimo futuro nel mercato, appunto, della macchina utensile dedicata al serramento e dei vari “attori” ad esso collegati.
Nuove tecnologie
Non c’è dubbio che, alla base della citata evoluzione, ci siano alcuni punti fondamentali che hanno contribuito al cambiamento:
- la globalizzazione della produzione;
- le tecnologie;
- le normative che condizionano il prodotto.
E’ sicuramente molto lontano il tempo in cui per il serramentista il concetto di “piccolo è bello” funzionava a meraviglia, o dove il margine operativo, lordo o netto, consentiva sprechi e, comunque, una costante crescita del mercato. Oggi, la situazione è cambiata e il serramentista deve “mentalmente” fare un grosso salto: passare da “artigiano” a “imprenditore industriale”. Come è evoluto tutto questo? In questo ultimo decennio, i produttori di tecnologia e macchine hanno fatto un enorme lavoro. Si è passati, infatti, da macchine prettamente dedicate alle serie di profilo (leggi pressette pneumatiche) a macchine universali in grado di programmare qualsiasi lavorazione su ogni tipo di profilo e, poi, a software dedicati alle stesse lavorazioni che evitano errori e/o coinvolgimento di personale qualificato in officina, trasportando e memorizzando il know-how nella memoria dei “computer gestionali”.
Questo anche alla luce di evoluzioni già fatte in precedenza dal mondo della meccanica e della lavorazione del legno e del vetro.
Scenari di mercato
In questa premessa, credo che sia logico inserire anche alcune valutazioni sui mercati. Infatti, se fino a pochissimi mesi fa il mercato europeo, con piccole differenze tra i vari Paesi, era fiorente e per lo più collegato alla costruzione di nuove abitazioni, oggi si sta sempre più trasformando in un mercato del rinnovo, con l’applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico e il rispetto ecologico dell’ambiente. D’altro canto, il vero mercato di volumi si sta man mano spostando verso la parte Sud dell’emisfero, toccando sempre più economie emergenti, quali l’America Latina - in primis il Brasile -, l’India, la Cina e tutto il Sud Est asiatico.
Qui, però, cominciano le dolenti note per il mondo dei costruttori di macchine. I Paesi summenzionati, causa probabilmente anche la scarsa propensione all’investimento fuori da mura amiche dei nostri principali attori, si stanno attrezzando in proprio, saltando in un sol balzo decenni
di investimenti e creatività messi sul campo dalle nostre aziende eprendendo spazi di mercato sempre più importanti.
Perché questo? Cosa agevola la nascita e lo sviluppo di questo tipo di concorrenza? Credo che, alla base di tutto, ci siano alcuni aspetti mal analizzati e cioè: l’interpretazione del “mercato globale”; i dazi di protezione che, di fatto, “limitano” l’accesso delle tecnologie in questi Paesi a favore di produttori locali; il credito alle imprese serramentistiche da sempre sottocapitalizzate e, quindi, scarsamente in grado di accedere a finanziamenti per rinnovarsi; il software e i sistemi di comando e controllo delle macchine.
Alcuni punti critici
Ma vediamo i singoli punti.
- Interpretazione del “mercato globale. Interpretato come ”posso andare col mio prodotto dappertutto” invece di “posso fabbricare il mio prodotto dappertutto”. Da mercato Global a mercato Glocal, risolvendo così anche le problematiche legate alle esigenze “locali” ed evitando, invece, di voler imporre il proprio modo di pensare.
- I dazi di protezione. Soprattutto in America Latina, questa condizione sposta molto in su il costo totale di acquisto di nuove tecnologie, dando nel contempo spazio a produttori locali che, piano piano, si fanno sempre più aggressivi e preparati.
- Il credito alle imprese. E’ ovvio che l’evoluzione delle imprese passa attraverso la tecnologia e gli investimenti. E’ altrettanto certo che, alla luce degli ultimi avvenimenti finanziari mondiali, molti Paesi sono molto in difficoltà e la concessione del credito è molto scarsa.
- Il software. Un signore molto saggio, con cui ho lavorato per tanti anni, mi ha sempre detto che, se anni fa una buona meccanica la faceva da padrone sulle macchine, oggi il software e i vari particolari elettronici ad esso collegati sono in grado di trasformare un prodotto anche mediocre in un prodotto che acquisisce sempre maggiore spazio sul mercato.
Cogliere l’attimo
Personalmente, ritengo che si debba vedere il bicchiere mezzo pieno e considerare quali sono le basi su cui poggiare la nostra forza per la difesa della postazione. E’, infatti, riconosciuta a italiani e tedeschi una qualità di gran lunga superiore a quella di qualsiasi altro competitore presente sul mercato.
Il nostro successo può, quindi, passare solamente attraverso:
- una presenza “locale” dove fare anche la parte di istallazione e/o piccoli lavori di completamento;
- una assistenza in loco, con ricambi e competenze, che eviti fermo macchina e/o costi enormi di spedizione e lungaggini burocratiche che stressano il cliente finale;
- uno strumento finanziario di supporto all’acquisto che agevoli le operazioni di fornitura da parte del cliente.
E’ chiaro che la trasformazione del mercato da “artigianale” a “industriale” spinge sempre di più verso macchine e impianti ad alta tecnologia, integrati tra loro, trasformando in complementari quei macchinari che fino a poco tempo fa erano considerati “fondamentali”e dove il supporto post vendita, la reperibilità veloce dei ricambi e i costi contenuti degli stessi giocano un ruolo importante. Tocca a noi cogliere l’attimo. E non credo sia ancora troppo tardi.