Le tre archistar Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind non saranno per niente contente a dover ritoccare i progetti dei loro grattacieli per il complesso CityLife che sorgerà (a gran fatica) là dove sorgeva la vecchia fiera di Milano. Ma sarà così dopo l'incontro di qualche giorno fa con l'ing. Claudio Artusi, ad di Citylife, la società partecipata da Generali Properties, Gruppo Allianz, Immobiliare Lombarda e Lamaro Appalti che gestisce il processo di riqualificazione dell'ex complesso fieristico.
Già in primavera Silvio Berlusconi aveva preso di mira i loro progetti definendoli 'storti e sbilenchi' spiazzando tutti, promotori, Comune, costruttori. Ma con il gran plauso (interessato) dei residenti nelle aree circostanti il complesso. Dopo qualche mese di ripensamento, CityLife è tornata sul tema del ritocco dei grattacieli che riguarda sopratutto quello 'pendulo' di Libeskind, che aveva suscitato non poche ironie al suo apparire, e che dovrebbe essere destinato principalmente a un albergo extralusso. Le osservazioni dei promotori immobiliari sono sopratutto sulla fruibilità e sull'efficienza di funzionamento e, detto tra di noi, sulla 'vendibilità' dei progetti. Ora la parola passa alle tre archistar che dovranno raddrizzare le loro creature. Quindi, i progetti ripasseranno sotto il vaglio degli amministratori comunali e magari del Consiglio comunale. Insomma, la cosa rischia di farsi davvero lunga.