Ceramiche, pavimentazioni autobloccanti, vernici solide, pareti radianti,distributori di energia, laminati plastici, listoni in pietra ricostruita, dime di installazione a incasso, mattoni di vetri, serramenti e facciate. La componentistica edilizia entra in maniera regale nel salotto buono del disegno industriale italiano grazie alla nuova area tematica del Design dei Materiali e dei Componenti che arricchisce la decima edizione dell’ADI Design Index appena pubblicata dall’Associazione per il Disegno Industriale (vedi news).
L’operazione, rilevano Livio Salvadori e Alfredo Zappa, i curatori dell’area tematica, “riannoda il legame che storicamente ha trovato, nel panorama italiano, alcuni tra i suoi più significativi protagonisti. Da Ponti a Scarpa, da Zanuso a Mangiarotti a Giugiaro, solo per citarne alcuni tra i moltissimi che si sono misurati creativamente con materiali da cantiere, elementi costruttivi e componenti strutturati alla ricerca di una forma altra.
I criteri di selezione, aggiunge Alfredo Zappa, non sono stati legati solo all’aspetto visivo ed estetico, ma anche agli aspetti di funzionalità, di ecologia, di risparmio ed efficienza energetica, di innovazione spesso destinata ad essere celata alla vista.
Tre i prodotti del settore Facciate e serramenti che vengono accolti all’interno dell’area tematica Design dei Materiali e dei Componenti. E’ una prémiére che va salutata con soddisfazione che dà atto certamente al lavoro di chi – aziende e persone – ha concepito i prodotti selezionati ma che suona anche come implicito riconoscimento a un intero settore che è passato dall’anonimo artigianato a una statura di industria.
Il primo prodotto che incontriamo sfogliando la sezione è il “sistema per facciate ad appensione puntuale” Geco di Teleya, specialista in architettura dell'involucro di Reggio Emilia. Sviluppato dai “designer Fabio Frambati e Gianni Royer Carfagni” Geco è definito come “piccolo supporto puntuale che si aggancia direttamente all’interstrato plastico posto all’interno del vetro stratificato e lo trasforma in elemento strutturale portante. Tale soluzione consente di ottenere superfici vetrate continue senza fori o elementi metallici di sostegno aggiuntivo. Geco risolve i problemi della stabilità dei bordi e della de laminazione propri dei normali vetri stratificati e offre significativi riscontri in termini di sicurezza nel comportamento post-rottura del vetro”.
I AM, frutto della Ricerca &Sviluppo di Piavevetro, è invece una finestra e porta finestra a cellula strutturale monolitica che fa scomparire alla vista il telaio dell’anta dell’infisso. I AM è composto da una telaio fisso da 55 mm e da un’ “anta/vetrocamera” da72 mm che annega i profili in alluminio a taglio termico. I meccanismi di azionamento sono celati alla vista da una serigrafia personalizzabile a richiesta. Il prodotto è stato realizzato a partire da un sistema per finestre e porte finestre Schüco che è stato personalizzato. Piavevetro è un'azienda di Treviso (Villorba), specialista nelle lavorazioni del vetro piano per edilizia e arredamento.

Anche il terzo prodotto dell’area Serramenti selezionato per ADI Index 2009 si pone e si propone come sfida di trasparenze. E’ la porta finestra alzante scorrevole Live di Pro.s.it, azienda di Ercolano (NA), “designer Angelo Senatore”, che assicura “a parità di luce architettonica, una maggior superficie vetrata”. Questo grazie al sottilissimo accoppiamento centrale delle due ante di soli 17 mm. Ridotto pure l’ingombro frontale del profilo di anta che è di soli 64 mm. Materiali utilizzati: legno lamellare, vetroresina, profili di alluminio.
E’ interessante notare come tutti e tre i prodotti selezionati affrontino e risolvino, ognuno a modo proprio, il problema della trasparenza dei componenti finestrati e della dematerializzazione delle strutture all’insegna della miniaturizzazione della componentistica e della essenzialità, spesso totale.
L'aver giustamente valorizzato con un'apposita area tematica dell'ADI Design Index 2009 la componentistica per edilizia ed architettura, non potrà che essere stimolare ulteriormente l'industria a perseguire con maggior intensità lo sforzo di ricerca e sviluppo nell'infinita area del disegno industriale.
L’ ADI Design Index 2009, a cura di Oscar G. Colli e con l’art direction di Italo Lupi, è frutto di un lungo lavoro collettivo (oltre 100 gli esperti che vi hanno lavorato) che raccoglie circa 140 tra prodotti e servizi usciti sul mercato nel corso del 2008 e individuati per le loro caratteristiche quali esempi di eccellenza del design italiano. Assieme al volume precedente e a quello successivo, andrà a comporre una triade del design italiano che permetterà a una giuria internazionale, di scegliere i meritevoli di ricevere il XXII Premio Compasso d’Oro che si terrà nel primo semestre 2011. (e.b.)
ADI Design Index 2009, Fondazione ADI per il Design Italiano, ADI Associazione per il Disegno Industriale, Editrice Compositori, 2010, pp. 384, € 40. ISBN 978-88-7794-713-0
L’ADI riunisce e rappresenta i principali protagonisti del Sistema del Design Italiano: progettisti, imprese, distributori, scuole e università , molti esperti di design attivi nei centri di formazione e di ricerca, nelle case editrici ed inoltre scrittori, storici, critici e giornalisti, altri enti ed associazioni. ADI è stata fondata nel 1956 a Milano su iniziativa di un gruppo di architetti, designer e imprenditori impegnati a rivoluzionare l'estetica industriale della modernità. Essa è stata e rimane protagonista e interprete di una nuova cultura del progettare, del produrre, dal distribuire e del consumare. L’ADI ha contribuito notevolmente a posizionare il design italiano e il made in Italy all’avanguardia del gusto contemporaneo, consentendo al nostro paese di acquisire una riconosciuta leadership internazionale.
Per ulteriori informazioni: http://www.adi-design.org/