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Sostenibilità in edilizia declinata in modi diversi per Interni Think Tank

inserito il: 14.04.2010


In un momento di globalizzazione, l’approccio alla cultura del progetto sostenibile si configura come un tema di sopravvivenza più che un fatto stilistico e compositivo, e design e sistema produttivo che lo sostiene può contribuire a definire nuovi innovativi scenari nel paesaggio domestico e collettivo. Così attraverso installazioni sperimentali, la mostra alla Università Statale di Milano intende offrire una grande composizione spettacolare sul tema. Ne abbiamo scelte alcune.

Paolo Caputo con Just home ovvero semplicemente casa risolve il prototipo abitativo che nasce dall’evoluzione delle residenze di carattere temporaneo costituite da container attrezzati. I moduli abitativi sono realizzati a partire dalla struttura costituita da telai metallici. Al telaio sono applicati i tamponamenti modulari costituiti da pannelli in vetro fotovoltaico, legno, policarbonato, sandwich finiti con lastre in rame ossidato o corten, Corian, pietra, ceramica strutturale, oltre che i serramenti modulari forniti da Okalux (vetro) e Solarlux.

Alfabeti di Mario Trimarchi e Frida Doveil è una riflessione sulla bellezza. Grafica e design diventano materia architettonica attraverso paraventi leggeri in alluminio ricamato che modulano l’ombra, la penombra e la luce con l’espressività di una pelle.

Arlecchino urbano di Marco Zanuso Jr. con Giuseppe Raboni è una sorta di pensilina. La forma a cui si ispira è l’origami, l’arte giapponese di piegare la carta, realizzata utilizzando grandi fogli di alluminio strutturale Doluflex tagliati, piegati e assemblati grazie alla tecnologia IronX (brevettata da Donati Group).

Golden Fleece (Il Vello d’oro) di Jacopo Foggini è una realizzazione Nice, produttore di automazioni, ed è composta da 1700 moduli tridimensionali di metacrilato trasparente, fissati su una struttura di rete metallica elettrosaldata con uno scheletro interno di tubi calandrati. È illuminata da proiettori che diffondono i colori dell’oro e dell’argento.

Think Station di Philippe Nigro è realizzata per De Castelli e Listone Giordano. Qui grandi scatole di diverse dimensioni, accumulate, sovrapposte, intrecciate, che formano un luogo di passaggio o dove fermarsi per osservare e pensare. Composte da lamelle di metallo color ruggine realizzate da De Castelli, a volte verticali e a volte orizzontali, le scatole si sovrappongono creando un insieme etereo e un effetto ottico che mette alla prova la percezione. Ogni hall è definita dal suo territorio in legno di Listone Giordano.

Terra (cotta) Box, infine, è l’installazione di Mauricio Cardenas per Vivaterra. Una rielaborazione del tradizionale utilizzo del “cotto” Il Palagio” declinata in chiave contemporanea.


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