La Legge 234/2026 del 31 marzo ha introdotto il sistema EDI, una piattaforma nazionale digitale pensata per gestire in modo unitario e strutturato l’intero ciclo dei procedimenti edilizi, attraverso l’utilizzo del BIM
Pubblicata il 31 marzo in Gazzetta Ufficiale la Legge 234/2026 recante Delega al Governo per la riforma organica del Testo Unico dell’edilizia di cui al DPR 380/2001, che introduce oltre alla gestione del patrimonio esistente anche la digitalizzazione dei procedimenti edilizi.
Destinata a incidere sul lavoro di professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni, la delega introduce il sistema EDI (Edilizia Digitale Integrata), una piattaforma nazionale digitale pensata per gestire in modo unitario e strutturato l’intero ciclo dei procedimenti edilizi.
Il sistema EDI consente interoperabilità con le banche dati catastali, integrazione con gli strumenti urbanistici vigenti, accesso agli archivi dei titoli edilizi e tracciabilità delle trasformazioni edilizie. La gestione digitale unificata delle pratiche mira a migliorare trasparenza, tempi procedimentali e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel processo edilizio.
Elemento centrale della legge delega è l’obbligo di utilizzo del BIM (Building Information Modelling) per qualsiasi intervento edilizio. Ogni progetto dovrà essere accompagnato da un modello informativo digitale interoperabile, in grado di dialogare con le banche dati pubbliche e di rappresentare in modo completo lo stato di fatto e lo stato di progetto.
L’obbligatorietà del BIM si inserisce in un percorso avviato con il D.Lgs 50/2016 (Codice degli Appalti) e reso operativo dal 1° gennaio 2025 per le opere pubbliche di importo superiore ai 2 milioni di euro. L’obbligo riguarda la progettazione, l’organizzazione, i procedimenti amministrativi e la gestione dell’intero ciclo di vita dell’opera. Per gli edifici storico-artistici la soglia di applicazione è elevata alla rilevanza euro-unitaria, mentre sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo casi specifici.
Il 20 febbraio 2026, la Commissione per il monitoraggio BIM ha poi emanato le nuove Linee Guida con chiarimenti importanti su: ambito di applicazione e finalità della gestione informativa digitale; azioni necessarie per l’applicazione della gestione informativa digitale; ruoli e responsabilità; ambiente di condivisione dati; interoperabilità e formati aperti.
Le stazioni appaltanti devono inoltre investire in formazione del personale, organizzazione interna e dotazioni hardware e software.

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