FOCUS DEL MESE. Cambiamento Climatico ed edifici

La sicurezza climatica degli edifici è stata l’argomento centrale della 50° edizione dei Rosenheimer Fenstertage organizzati da IFT. Molti gli interventi sul tema e gli spunti che ne sono derivati

Durante il consueto appuntamento di Rosenheim organizzato dall’istituto ift lo scorso anno, il cambiamento climatico è stato al centro del dibattito, con un focus sul mercato tedesco.

Gli interventi di Christian Stolte dell’Agenzia tedesca per l’energia (Deutsche-Energie-Agentur – dena), Robert Krippahl (ift Rosenheim) e Jörn P. Lass (ift Rosenheim), completati da una tavola rotonda con Joachim Oberrauch (Finstral) e Christian Kehrer (ift Rosenheim) moderata da Olaf Vögele (media4technologies UG), hanno esplorato la questione di requisiti e condizioni indispensabili per un’edilizia sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici.

 

Concentrarsi sulla ristrutturazione

Christian Stolte (dena) ha chiarito che per raggiungere gli obiettivi climatici nel settore edile occorrerebbe triplicare la quota delle ristrutturazioni, passando dall’attuale 0,8% al 2,4% annuo. Le possibili misure, come la decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento (p.es. mediante pompe di calore, teleriscaldamento, ecc.), nonché la riduzione della domanda di riscaldamento attraverso l’aumento dell’efficienza e la riduzione delle superfici riscaldate (unità abitative più piccole) sono state spiegate in dettaglio sulla base di dati e informazioni aggiornate. L’entità delle ristrutturazioni (in termini di dimensioni e qualità dell’involucro edilizio) deve perseguire obiettivi ambiziosi ed evitare le “ristrutturazioni con il pennello”. A differenza della Germania, i meccanismi del Green Deal messi in atto in altri paesi dell’UE sembrano più ambiziosi. In Italia, ad esempio, i progetti di efficientamento energetico saranno ancora sovvenzionati al 70% a partire dal 2024, garantendo così una riduzione delle emissioni e buoni ordini per il settore edile. L’introduzione delle norme sugli edifici nuovi a emissioni zero (direttiva EPBD sulle prestazioni energetiche nell’edilizia) e l’obbligo di ristrutturazione (normativa MEPS sui livelli di efficienza minimi) per gli edifici residenziali più inefficienti da parte dell’UE sono attualmente oggetto di un acceso dibattito, il cui esito non è affatto scontato. Nel frattempo, la situazione in Germania non sembra propositiva e piuttosto pare frenare l’attuazione delle nuove norme.

 

Protezione dagli agenti atmosferici

Di seguito, Robert Krippahl (ift Rosenheim) ha spiegato in dettaglio come gli edifici possono essere meglio protetti da forti piogge, inondazioni, grandine e uragani. Sebbene in Germania vi sia una legge per la “disciplina del bilancio idrico”, essa copre solo gli aspetti della gestione delle acque e della protezione dalle inondazioni su larga scala (dighe, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, ecc.) e non contiene disposizioni specifiche per la protezione dalle inondazioni di edifici od opere edilizie. La direttiva VDS 3855 sui sistemi di protezione contro le inondazioni e la difesa degli immobili, fissa requisiti più specifici per la protezione diretta e indiretta degli edifici. Riguardo agli elementi edilizi (finestre, porte e portoni) sono previste tre classi di tenuta all’acqua, che vanno da A (0,1-1 l/hm) a C (< 0,01 l/hm). La direttiva ift FE-07 “Finestre e porte resistenti alle inondazioni” descrive in dettaglio i metodi da adottare nei test compatibili con i requisiti della direttiva VDS 3855 e altri criteri rilevanti per la prassi quotidiana (rottura di vetri e componenti portanti, specifiche di installazione, ecc.). I risultati dei test e le classificazioni possono quindi essere utilizzati per l’ottimizzazione e la commercializzazione di prodotti atti a soddisfare la crescente domanda di componenti edilizi resistenti alle inondazioni. I dati riguardanti i carichi del vento hanno stupito la maggior parte dei partecipanti, perché il carico di un uragano di classe 4/5 con velocità del vento di 250 km/h è due volte più elevato di quello di una burrasca forza 12. Questo significa che in futuro nell’ambito della progettazione statica di finestre e facciate occorrerà prevedere l’esecuzione di test a una pressione dinamica di circa 3.000 Pa, indicativa delle pressioni che prossimamente potremmo aspettarci in Europa qualora le acque del Mediterraneo si riscaldassero con più frequenza oltre i 26,5°C (fino alla profondità di 50 metri) con la formazione di uragani. Per questo motivo, ift Rosenheim ha adattato le proprie strutture adibite alle prove per essere in grado di eseguire test secondo gli standard statunitensi ASTM E 1996, 1886 e 996. Quindi, sulla base della cooperazione esistente con le agenzie statunitensi, i risultati dei test potranno essere utilizzati anche per ottenere le corrispondenti certificazioni.

 

Efficienza sovvenzionata ed EPD

Nell’incontro dedicato alla “Pratica edilizia” sono stati presentati il marchio di qualità QNG e la revisione della norma DIN 4108-2 sull’isolamento termico estivo. Florian Stich (DGNB Auditor, GROPYUS Technologies) ha spiegato molto chiaramente che cosa c’è dietro il marchio di qualità QNG e QNGplus per gli edifici sostenibili e come questo marchio può essere utilizzato in Germania per accedere alle sovvenzioni previste dal programma federale di efficientamento energetico degli edifici (BEG). La situazione attuale mostra chiaramente la grande importanza dell’efficienza energetica per gli investimenti nell’edilizia residenziale, dal momento che il marchio QNGplus dà diritto a sovvenzioni significativamente più elevate nel quadro del programma BEG. L’iter per accedere alle sovvenzioni impone anche la presentazione di un certificato di sostenibilità che dimostri il rispetto dei requisiti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) durante l’intero ciclo di vita dell’immobile (GHG del ciclo di vita < 24 kg CO2eq./m2/anno e della domanda di energia primaria non rinnovabile nel ciclo di vita < 96 kWh/m2/anno) nonché di altri requisiti per la sostenibilità e per la salute (materie prime rinnovabili, prevenzione delle sostanze inquinanti, accessibilità, ecc.). Ciò significa che i gas serra diventano rilevanti anche nelle fasi della produzione (energia grigia), utilizzo (guadagni solari, manutenzione, pulizia, ecc.) e smaltimento (riciclo). Per questo motivo, per i fabbricanti di prodotti da costruzione diventa sempre più importante fornire i dati richiesti, ad esempio attraverso una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) o il certificato klima.sicher.bauen.

 

Isolamento termico estivo

Nella sua relazione, Stephan Schlitzberger (Ingenieurbüro Prof. Dr. Hauser) ha fornito un interessante aggiornamento sulla revisione della norma DIN 4108-2 sull’isolamento termico estivo (in forma “breve” ed “estesa”), la cui pubblicazione è prevista per il 2027. Questo perché è urgente tenere conto dei requisiti significativamente più elevati imposti dai cambiamenti climatici. La base della revisione della normativa consiste nell’elaborazione di previsioni per i futuri anni da parte del servizio meteorologico tedesco (DWD) con dati relativi al numero di giorni con clima estivo (temperatura dell’aria esterna >25°C), giorni caldi (>30°C) e notti tropicali (>20°C). In Germania il numero di giorni estivi/caldi dovrebbe raddoppiare in media fino a tre volte nelle future estati calde (26 giorni invece dei 5 giorni in media tra il 1988 e il 2007). Secondo le prime previsioni, entro il 2045 solo le regioni delle montagne centrali, le alte quote delle Alpi e le regioni costiere rientreranno nelle zone climatiche A e B. Il resto della Germania rientrerà quindi nella zona climatica estiva calda C, con ondate di calore più prolungate e più frequenti. Simulazioni dettagliate da parte di IB Hauser basate sui dati climatici di previsione e i dati medi degli edifici indicano che il numero di ore di sovratemperatura Gh26, il valore chiave per il benessere termico negli edifici (in presenza di un valore g di 0,6), è destinato a più che raddoppiare (da 1.182 a 2.549 ore). Anche se non sono ancora fissati i requisiti per l’ammodernamento del parco immobiliare attuale, ad eccezione degli ampliamenti, se la superficie aggiunta è superiore a 50m2 o se si ricorresse alle sovvenzioni BEG per l’efficientamento energetico delle abitazioni, anche le nuove costruzioni e le ristrutturazioni dovrebbero effettivamente conformarsi alle condizioni climatiche del futuro. Per una revisione fondamentale dei requisiti e dei metodi di certificazione, Schlitzberger ha proposto la norma EN 16798-1 come base di un nuovo metodo per la valutazione del comfort, che potrà essere utilizzato per determinare l’ombreggiamento ottimale. Una simulazione dettagliata dei parametri (10.206 simulazioni singole basate sui metodi di valutazione secondo la norma EN 16798-1, e prendendo in considerazione diverse aree ed esposizioni per le finestre, valori Uw, valori g, valori Fc, dati climatici e geometrie degli ambienti) ha consentito di consigliare un valore Fc minimo di 0,5. Si raccomanda pertanto di modificare il sistema dei requisiti limitando il numero delle ore di sovratemperatura Gh25/26/27 a 263 ore/anno (3%), e modificando di conseguenza le condizioni al contorno sulla base dei nuovi dati climatici futuri. I requisiti nelle future zone climatiche della Germania saranno i seguenti:

  • Zona climatica A (alte quote Alpi e montagne centrali) pressoché invariati
  • Zona climatica B (regione costiera e montagne centrali) inasprimento da lieve a moderato
  • Zona climatica C (resto della Germania) inasprimento severo

 

In futuro, potrebbe essere possibile determinare la protezione solare necessaria su base locale tenendo conto anche dell’inquinamento causato dalle isole di calore locali (urbane), dal momento che attualmente il servizio meteorologico tedesco sta sviluppando un metodo di registrazione molto più preciso dei dati meteorologici basato su di una griglia a risoluzione chilometrica al posto delle zone climatiche (A-C).