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Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici riporta al centro il tema delle Case Green. ANFIT interviene nel dibattito sottolineando l’importanza di una strategia nazionale chiara per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

 

L’intervento di ANFIT

Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».