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Direttiva EPBD: Rete Irene smonta le false credenze e chiede chiarezza sull’attuazione in Italia

La Direttiva EPBD definisce il percorso europeo verso edifici più efficienti e meno energivori, ma in Italia persiste confusione normativa e ritardi nell’attuazione. Rete Irene interviene con un documento informativo che smonta le principali false credenze e invita le istituzioni a fornire regole chiare. L’iniziativa, riconosciuta anche a livello europeo, contribuisce a diffondere una lettura corretta della direttiva e a promuovere interventi di riqualificazione accessibili e sostenibili

L’aumento dei costi energetici degli ultimi anni ha reso urgente per milioni di famiglie europee la necessità di ridurre i consumi domestici. La Direttiva EPBD nasce proprio per favorire la decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, promuovendo interventi di riqualificazione efficaci e sostenibili. In molti Paesi, però, la direttiva è ancora poco compresa e viene interpretata attraverso letture distorte che alimentano paure, rallentano le decisioni e frenano la transizione energetica del settore edilizio.

Il ritardo dell’Italia e l’appello di Rete Irene

In Italia la situazione è particolarmente complessa. Rete Irene evidenzia la mancata presentazione del piano di attuazione entro dicembre 2025, segnalando un ritardo che mette a rischio il percorso nazionale verso la riqualificazione energetica. L’associazione chiede alle istituzioni di predisporre rapidamente la documentazione necessaria per garantire un quadro normativo coerente e comprensibile. Secondo il Presidente Manuel Castoldi, la chiarezza normativa è essenziale affinché cittadini e operatori possano cogliere l’opportunità del rinnovamento energetico e sismico, considerato un diritto e non un privilegio.

“10+2 false credenze”: la guida che chiarisce cosa prevede davvero la direttiva

Per rispondere al bisogno di informazione corretta, Rete Irene ha realizzato con Legambiente, Altroconsumo, Per un Salto di Classe e il progetto europeo HORIS un documento pensato per cittadini e professionisti. La guida affronta i dubbi più diffusi, chiarendo temi spesso travisati come i costi della riqualificazione, il presunto divieto di vendita o affitto, la questione delle caldaie a gas, l’impatto sugli edifici storici e la disponibilità di incentivi. Il lavoro si basa su dati ufficiali e restituisce una visione equilibrata e pragmatica della Direttiva EPBD.

Una missione di divulgazione riconosciuta anche in Europa

L’iniziativa di Rete Irene ha trovato eco anche sul piano europeo. HORIS, progetto finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, ha scelto la guida “10+2 false credenze sulla Direttiva EPBD” come riferimento informativo per il proprio network internazionale. I one-stop shop digitali sviluppati da HORIS hanno l’obiettivo di sostenere i cittadini nei processi di ristrutturazione, riducendo le barriere informative che ancora ostacolano molti interventi. La collaborazione conferma il valore divulgativo della guida come strumento chiave per facilitare scelte consapevoli.

Una transizione che è anche un’opportunità per cittadini e mercato

Al di là dei timori diffusi, la Direttiva EPBD rappresenta un’opportunità concreta per migliorare il comfort abitativo, ridurre la dipendenza energetica e aumentare il valore degli immobili. Come sottolinea Manuel Castoldi, la riqualificazione non è un’imposizione, ma un investimento che si ripaga nel tempo. L’impegno di Rete Irene si inserisce proprio in questa visione: accompagnare famiglie e professionisti verso interventi sostenibili, accessibili e capaci di generare un beneficio reale per l’intero patrimonio edilizio italiano.