Il FPC digitale può trasformare le registrazioni previste dal controllo di produzione in informazioni utili per analizzare i processi, individuare le criticità e orientare le decisioni aziendali
Il Factory Production Control è spesso considerato soprattutto uno strumento necessario per documentare la conformità dei prodotti e rispondere ai requisiti della marcatura CE. La digitalizzazione permette però di utilizzare le informazioni raccolte anche per osservare l’andamento della produzione, valutare i fornitori e comprendere l’origine di difetti, reclami e non conformità.
Adottare un FPC digitale non significa necessariamente introdurre sistemi complessi. Il livello di informatizzazione dovrebbe essere proporzionato alle dimensioni dell’impresa, alle risorse disponibili e agli obiettivi che si intendono raggiungere. Il punto di partenza non è quindi la scelta del software, ma la definizione dei dati realmente utili per migliorare i processi.
Anche la qualità delle registrazioni resta centrale: informazioni incomplete o raccolte con criteri differenti possono produrre analisi poco affidabili. Tecnologia, competenze e organizzazione devono quindi procedere insieme, affinché il dato diventi un supporto concreto alle decisioni e non un ulteriore adempimento.
Per approfondire il tema del FPC digitale, della gestione delle informazioni e dell’evoluzione dei requisiti normativi, leggi l’articolo completo di Lorenzo Folco nello sfogliabile di Nuova Finestra luglio/agosto.
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