All’evento “Diamo forma al futuro” organizzato da EdilegnoArredo dedicato alle sfide dell’abitare, il settore delle finiture fa il punto su mercato, normative e prospettive
Progettare il domani dell’abitare significa oggi tenere insieme impresa, materia, cultura del progetto e capacità di fare sistema. Questo è stato il filo conduttore dell’evento promosso da EdilegnoArredo il 4 marzo alla Triennale di Milano, che ha riunito imprese, associazioni e protagonisti del settore per confrontarsi sulle prospettive del comparto, in un contesto segnato da nuove normative europee, evoluzione dei mercati, cambiamento dei modelli di consumo e crescente attenzione alla sostenibilità.
Piemonte: “Oggi serve coraggio”
In apertura lavori, Carlo Piemonte, Direttore Generale di FederlegnoArredo, ha sottolineato come il settore viva una fase complessa e in continua trasformazione. “Serve coraggio per affrontare scenari internazionali in evoluzione e per valorizzare qualità, competenze e saper fare, elementi che rendono il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”, ha dichiarato.
I numeri della filiera
Il comparto delle finiture per edilizia ha superato nel 2025 i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con il mercato interno pari a circa 3,9 miliardi e un’esportazione in crescita dell’11%, pari a 455 milioni di euro. Le porte, finestre e serramenti in legno e legno-alluminio rappresentano la quota principale, con un fatturato alla produzione vicino ai 3,8 miliardi di euro e un export in crescita dell’8% (260 milioni di euro). Francia, Svizzera, Stati Uniti e Corea del Sud tra i mercati principali.
Il comparto delle pavimentazioni in legno, dopo il picco del 2022, registra una ripresa con 570 milioni di euro di fatturato (+7%), trainata soprattutto dall’export.
Il mercato: stabilità dopo gli anni degli incentivi
Secondo quanto emerso durante l’incontro, il settore sta gradualmente ritrovando un equilibrio dopo le dinamiche generate dai bonus edilizi e dal superbonus. “Gli incentivi hanno sicuramente sostenuto molte aziende”, è stato ricordato durante il dibattito, “ma hanno anche in parte drogato il mercato”. Oggi il comparto si muove verso una fase più stabile: i dati indicano una sostanziale tenuta, con un andamento attorno allo +0,3%, segnale di consolidamento dopo gli anni di forte crescita. Nel comparto specifico delle pavimentazioni in legno, dopo il picco registrato nel 2022 e il successivo rallentamento del mercato, il 2025 segna una ripresa: il fatturato ha superato i 570 milioni di euro, con una crescita del 7% rispetto al 2024. A sostenere la ripresa è soprattutto l’export, che ha raggiunto 196 milioni di euro, con mercati particolarmente dinamici come Stati Uniti e Corea del Sud.
Norme europee e regolamenti
Uno dei momenti più tecnici dell’evento è stato l’intervento di Rita D’Alessandro, dell’Ufficio Normative di EdilegnoArredo, che ha ricostruito il complesso percorso normativo che coinvolge il settore.
Tra i principali provvedimenti citati:
- il Regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti, pubblicato nel 2023 e applicabile dal dicembre 2024, che introduce nuovi obblighi per i produttori in termini di valutazione della sicurezza, tracciabilità e documentazione tecnica;
- il nuovo Regolamento sui prodotti da costruzione, destinato a sostituire quello attuale e a introdurre requisiti più stringenti su sostenibilità, emissioni e uso delle risorse naturali;
- il Regolamento europeo sulla deforestazione, la cui entrata in vigore è prevista per il 30 dicembre 2026, che introdurrà l’obbligo di dichiarazioni di dovuta diligenza per garantire la tracciabilità delle filiere.
Il processo di revisione normativa è particolarmente articolato e, in alcuni casi, tra revisione, approvazione e applicazione delle nuove norme, i tempi potrebbero arrivare fino al 2031 o oltre.
Il valore sensoriale del legno
La dimensione culturale del progetto è stata affrontata dall’architetto Alessandro Longo, che ha parlato del ruolo della materia nell’architettura contemporanea. “Il legno è una materia viva”, ha spiegato. “È superficie che si lascia toccare, annusare, ascoltare. Conserva la memoria del tempo e delle mani che lo hanno lavorato”. Secondo Longo, nell’epoca dei render e delle simulazioni digitali è fondamentale recuperare il rapporto diretto con la materia reale: il progetto deve partire dall’esperienza fisica e sensoriale dei materiali.
L’importanza di fare sistema
Nel corso della tavola rotonda conclusiva, il presidente di EdilegnoArredo Andrea Bazzichetto ha richiamato l’attenzione su uno dei temi centrali per il futuro della filiera: la necessità di rafforzare il lavoro di sistema tra le imprese.
Il comparto delle finiture del legno rappresenta oggi una realtà produttiva ampia e articolata, composta da circa 7.000 aziende che esprimono competenze industriali e manifatturiere riconosciute a livello internazionale. Un patrimonio che, secondo Bazzichetto, deve però confrontarsi con uno scenario economico e normativo in continua evoluzione. “Viviamo in un contesto di grande trasformazione”, ha spiegato. “Saltano continuamente certezze e strategie e ogni giorno dobbiamo reinventarci come imprenditori”. In questo contesto diventa fondamentale rafforzare la dimensione di filiera. Oggi nessuna impresa può pensarsi isolata: il sistema produttivo coinvolge fornitori, subfornitori, progettisti, installatori e rivenditori fino all’utente finale.
Proprio per questo EdilegnoArredo sta lavorando per offrire strumenti concreti di supporto alle imprese: manuali tecnici, attività normative, percorsi formativi e momenti di confronto tra imprenditori.
Le fiere in evoluzione continua
Nel dibattito è intervenuta anche Paola Sarco di Fiera Milano, che ha illustrato come il mondo fieristico stia cambiando per rispondere alle nuove esigenze delle imprese e del mercato. Negli ultimi anni le fiere hanno attraversato una trasformazione significativa: da semplici luoghi espositivi si stanno progressivamente trasformando in piattaforme di relazione e contenuto. “Una volta la fiera era il luogo dove le aziende esponevano e aspettavano il visitatore”, ha spiegato. “Oggi è necessario prepararsi, conoscere il pubblico e progettare la partecipazione in modo strategico”. Per questo motivo le manifestazioni fieristiche stanno puntando sempre più su contenuti, incontri professionali e momenti di approfondimento dedicati alle diverse filiere. Accanto agli eventi fisici cresce inoltre il ruolo delle piattaforme digitali, che permettono di mantenere attiva la relazione tra imprese e professionisti anche oltre i giorni della manifestazione. In questo scenario, la parola chiave diventa sinergia: collaborazione tra imprese, associazioni, progettisti e organizzatori di eventi per rafforzare la competitività del sistema italiano sui mercati internazionali.
Proprio da questa visione condivisa parte il percorso per dare forma al futuro dell’abitare, un futuro in cui qualità, sostenibilità e capacità di fare sistema guideranno ogni scelta del settore.

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