Entrare a Klimahouse 2026 significa fare ogni anno un passo nel futuro del costruire, ma quest’anno, più che mai, il futuro non viene solo mostrato: viene messo in discussione, aprendo una domanda aperta su come vogliamo abitare, costruire e vivere negli anni a venire
La 21ª edizione di Klimahouse 2026, inaugurata il 28 gennaio a Bolzano, va oltre la semplice esposizione di soluzioni, materiali o tecnologie. Quest’anno si propone un obiettivo più complesso e fondamentale: interrogarsi su come rendere la sostenibilità accessibile a tutti, sia dal punto di vista ambientale sia economico, proteggendo le tasche di cittadini e imprese, e al tempo stesso socialmente equa, in un contesto segnato dall’aumento dei costi, dall’incertezza normativa e dai profondi cambiamenti geopolitici.
Costruire bene per vivere bene
Con oltre 400 espositori, Fiera Bolzano torna a essere il punto di riferimento nazionale per l’edilizia responsabile e l’efficienza energetica. Ma fin dalle parole inaugurali è chiaro che Klimahouse 2026 vuole essere qualcosa di più di una fiera: un laboratorio, un ecosistema, uno spazio di riflessione condivisa su cosa significhi oggi costruire bene – e quindi abitare – in modo sostenibile. “Gli edifici, infatti, durano più a lungo delle decisioni che li hanno generati” sottolinea bene Greti Ladurner Presidente di Fiera Bolzano. Un’affermazione che resta impressa, perché racchiude il senso profondo di questa edizione e continua: “E proprio per questo oggi non si inaugura solo una manifestazione, ma un luogo in cui interrogarsi su come vogliamo vivere nel futuro” .
Negli anni, Klimahouse ha accompagnato l’evoluzione del concetto di qualità edilizia: dai materiali solidi e dalla buona artigianalità, alla centralità dell’efficienza energetica, fino ad arrivare oggi a una sostenibilità a 360 gradi. Non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Una complessità crescente che rispecchia quella del mondo reale. Lo sottolinea sempre la Ladurner, ricordando come in oltre vent’anni Klimahouse sia diventata non solo una vetrina, ma un vero laboratorio nazionale del costruire del futuro.
Prodotti e sistemi visti in fiera
Camminando tra i padiglioni, la sostenibilità raccontata da Klimahouse 2026 prende forma in una pluralità di soluzioni concrete, capaci di tradurre i grandi temi ambientali in applicazioni reali per l’abitare quotidiano e per il cantiere. Grande spazio è dedicato ai sistemi smart per l’edificio, che permettono una gestione integrata ed efficiente degli impianti, così come alle soluzioni per la protezione solare, dai sistemi a cassonetto alle schermature evolute, pensate per migliorare il comfort interno e ridurre i consumi energetici.
Non mancano le soluzioni legate all’involucro edilizio: porte d’ingresso e portoncini ad alte prestazioni, maniglie di design che uniscono tecnologia e raffinatezza estetica, con ampie possibilità di personalizzazione, a dimostrazione di come efficienza e qualità formale possano convivere. Ampio rilievo anche ai prodotti per fissaggio, sigillatura e isolamento termoacustico, fondamentali per una posa in opera dei serramenti corretta e duratura, nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).
Il percorso espositivo prosegue con vetrate panoramiche, porte battenti e balaustre che ridefiniscono il rapporto tra interno ed esterno, valorizzando luce naturale, trasparenza e continuità visiva, senza rinunciare a prestazioni tecniche elevate. A completare il quadro, le soluzioni digitali: software e piattaforme per la gestione e la digitalizzazione delle attività di cantiere, dalla progettazione al controllo dei processi, che testimoniano come l’innovazione tecnologica stia diventando un alleato imprescindibile per rendere l’edilizia più efficiente, tracciabile e sostenibile.
Queste soluzioni concrete mostrano come innovazione, efficienza e design possano convivere, ma evidenziano anche le complessità e le sfide del settore, temi che hanno trovato naturale proseguimento negli interventi istituzionali.
La sfida di oggi
Queste sfide trovano conferma nelle parole di Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano che, durante la conferenza stampa di apertura ha dichiarato: “Il settore edilizio in Italia vale circa 200 miliardi di euro ed è composto in gran parte da piccole e medie imprese. Si tratta di un settore frammentato, che deve affrontare molte sfide: la fine di incentivi come il superbonus, la carenza di manodopera specializzata (i giovani che non vogliono più fare questo mestiere), una digitalizzazione ancora incompleta dei cantieri (in parte si lavora ancora con carta e matita), un contesto normativo in continuo cambiamento e complesso, e, allo stesso tempo, l’irruzione di tecnologie come l’intelligenza artificiale. Un settore che deve navigare tante complessità al momento”. Ma la domanda è: possiamo ancora permetterci la sostenibilità nell’edilizia nel contesto attuale?
A rispondere è ancora Ladurner, spostando l’attenzione dal costruire all’abitare: “Passiamo circa il 90% della nostra vita in spazi chiusi. Questo dato cambia il punto di vista: non conta solo come costruiamo, ma come viviamo. La sostenibilità deve migliorare concretamente la qualità della vita delle persone”.
Costruire sostenibile, senza escludere nessuno
Sul tema dell’accessibilità della sostenibilità è intervenuto anche il Sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, sottolineando il ruolo centrale delle istituzioni locali:
“Il Comune crede fortemente in questo approccio. È significativo che Klimahouse riprenda un concetto che negli anni è emerso con sempre maggiore chiarezza: se la sostenibilità vuole essere davvero tale, deve essere accessibile a tutti. Questo significa partire dai cittadini e comprendere le difficoltà concrete che oggi molte famiglie incontrano nel raggiungere una soluzione abitativa adeguata”.
Secondo il Sindaco, un’abitazione sostenibile non può prescindere dalla dimensione economica: “Gli edifici devono rispondere a parametri climatici avanzati, ma allo stesso tempo essere compatibili con le possibilità economiche delle famiglie e con le capacità operative dei nostri artigiani e delle imprese del territorio”.
Un approccio che non comporta alcun arretramento sul fronte ambientale:
“Non significa abbassare l’attenzione verso il clima o la tutela della nostra terra e del pianeta. Questa sensibilità fa ormai parte del nostro DNA. Significa piuttosto individuare soluzioni alternative e concrete, capaci di tenere insieme sostenibilità, fattibilità ed equità”. Ed ancora in merito al discorso nuovo costruito, patrimonio esistente: “Non dobbiamo concentrarci solo sulle nuove edificazioni, ma anche sulla riqualificazione dell’esistente, riportando gli edifici a standard che non siano energivori”.
Il tema centrale resta il clima
A rappresentare l’impegno della Provincia autonoma di Bolzano sui temi della sostenibilità è intervenuto l’Assessore provinciale alla protezione dell’ambiente, della natura e del clima, all’energia, allo sviluppo del territorio e allo sport, Peter Thun.
“Il tema centrale resta il clima: clima, clima e ancora clima. Ma accanto a questo affrontiamo con forza anche la questione dell’abitare”, ha spiegato Thun, richiamando la riforma provinciale della Housing come uno degli strumenti chiave in questa direzione. “Si tratta di una riforma che, oltre agli aspetti ecologici e ambientali, punta in modo deciso sulla finanziabilità della casa, in particolare della prima casa. L’obiettivo è molto concreto: restituire alle persone la possibilità reale di potersi permettere un’abitazione di proprietà”.
Un percorso che, secondo l’Assessore, non può essere affrontato solo a livello istituzionale: “Questa sfida coinvolge l’intera filiera del costruire: architetti, ingegneri, professionisti e operatori del settore, che qui a Klimahouse trovano uno spazio di confronto, competenze e collaborazione”. Il tutto si inserisce in un cambiamento culturale più ampio.
Alla fine della cerimonia inaugurale, mentre si spengono i microfoni e la fiera prende davvero vita, resta la sensazione che Klimahouse 2026 non offra risposte definitive. E forse è proprio questo il suo valore più grande: ricordarci che costruire bene significa, prima di tutto, continuare a farsi le domande giuste.

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