Il DL 200/2025 estende a 48 mesi la validità di permessi, SCIA e convenzioni edilizie, su richiesta al Comune, per evitare blocchi dei cantieri e sostenere il settore
Il Decreto Milleproroghe 2026 (DL 200/2025), approvato in via definitiva il 25 febbraio dopo il passaggio al Senato, introduce un pacchetto di misure rilevanti anche per il comparto edilizio, tra cui l’estensione della validità dei titoli abilitativi fino a un massimo di quattro anni.
La norma nasce dall’esigenza di garantire maggiore stabilità agli operatori del settore in una fase caratterizzata da oscillazioni dei costi dei materiali, difficoltà di approvvigionamento e instabilità nel panorama internazionale.
Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno esaminato e modificato il testo, confermando la proroga a 48 mesi per permessi di costruire, SCIA, autorizzazioni paesaggistiche e convenzioni di lottizzazione rilasciati entro il 31 dicembre 2025.
Si tratta di un ampliamento significativo rispetto al regime ordinario previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), che stabilisce l’avvio dei lavori entro 12 mesi e la loro conclusione entro 36 mesi. Negli ultimi anni, tali termini sono stati oggetto di proroghe straordinarie per evitare la decadenza dei titoli già assentiti in un contesto economico instabile.
L’obiettivo principale delle disposizioni contenute nel Milleproroghe 2026 rimane quello di ridurre anche il rischio di blocco dei cantieri e limitare la necessità di riattivare procedimenti autorizzativi per interventi già programmati ma non ancora avviati. L’estensione fino a quattro anni, tuttavia, non opera automaticamente: il titolare del titolo deve presentare una comunicazione formale al comune prima della scadenza naturale, consentendo all’amministrazione di verificare la compatibilità dell’intervento con eventuali nuovi strumenti urbanistici o vincoli sopravvenuti.
Il decreto interviene anche sugli strumenti urbanistici attuativi, prorogando di 48 mesi la validità delle convenzioni di lottizzazione, i termini di inizio e fine lavori in esse previsti e le scadenze dei piani attuativi e degli atti collegati. Questa estensione mira a garantire continuità ai processi di trasformazione urbana, evitando che ritardi non imputabili ai soggetti attuatori compromettano la realizzazione degli interventi pianificati.

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