Piano Casa e Atto di Indirizzo 2026 2028: le leve per sbloccare cantieri e investimenti

L’integrazione tra il Piano casa e l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale 2026-2028 apre nuove opportunità per il settore dell’edilizia, grazie a risorse più stabili, partnership pubblico privato e una cornice fiscale più chiara e orientata allo sviluppo

Il Decreto-legge sul Piano casa è atteso oggi (6 marzo) in Consiglio dei ministri. Ad annunciare il provvedimento è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, al convegno dell’Ance “Città da vivere”.

Il Decreto-legge metterà a disposizione 950 milioni di euro sulla ristrutturazione di due pilastri che sono sostanzialmente legati all’edilizia residenziale pubblica e di un terzo pilastro che sta elaborando a Palazzo Chigi sul tema invece della parte privata.

Per l’edilizia residenziale pubblica l’obiettivo del governo è quello di riqualificare circa 60mila alloggi inutilizzati, aprendo i primi cantieri già nel 2026.

La parte privata avrà al centro la realizzazione di immobili nuovi a prezzi accessibili per chi non ha i requisiti per le case popolari ma non può permettersi di rivolgersi al mercato libero.

Sul fronte dell’Unione europea la Commissione dovrebbe inoltre presentare nel corso del 2026 il Construction Services Act, un pacchetto di misure per sostenere la costruzione di nuove unità, la ristrutturazione e il riuso.

Attori del settore edilizio hanno espresso apprezzamento per la decisione di utilizzare le risorse liberate dal PNRR per rilanciare l’edilizia sociale, ma il comparto chiede la fine dell’incertezza normativa e di trasformare gli incentivi edilizi da misure d’emergenza in uno strumento strutturale di politica economica e sociale.

Così come Ance sottolinea la necessità di riforme che garantiscano la stabilità degli investimenti e propone una revisione della fiscalità immobiliare volta a incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, anche Confedilizia auspica una programmazione pluriennale che permetta a imprese e proprietari di pianificare gli interventi senza l’incertezza dei continui cambi normativi. L’associazione ha sottolineato come sia indispensabile definire un sistema stabile di incentivi edilizi, commentando l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028 (firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze il 25 febbraio 2026), che preannuncia un’attività di riordino delle spese fiscali in un’ottica pluriennale che consentirà di definire un sistema di agevolazioni fiscali basato sui principi di programmazione.