Nel settore immobiliare si registrano meno investimenti in lavori incentivati e poca valorizzazione delle prestazioni energetiche nelle transazioni, nonostante il loro impatto positivo sul valore degli immobili
Nel 2025 la spesa degli italiani per interventi legati ai bonus casa si è attestata a 32,1 miliardi di euro, segnando una riduzione di oltre 10 miliardi rispetto al 2024, un calo del 25%. I dati sono stati elaborati da Il Sole 24 Ore sulla base delle ritenute dei bonifici specifici usati per richiedere le detrazioni fiscali, che evidenziano un ridimensionamento di circa un quarto del mercato.
Il calo dipende da un insieme di normative che negli ultimi due anni hanno progressivamente ridotto la spinta degli incentivi. Tra i principali fattori ci sono: la riduzione graduale del Superbonus, lo stop definitivo alla cessione dei crediti, i nuovi criteri di accesso alle detrazioni sulla base dei redditi, la detrazione al 50% applicata solo per l’abitazione principale, e per gli altri immobili scesa al 36%. Per non perdere le condizioni più favorevoli molti proprietari hanno anticipato i lavori, registrando il picco nel mese di dicembre 2024.
Parallelamente all’importante calo della spesa per ristrutturazioni ed efficientamenti energetici, nel mercato delle compravendite l’efficienza energetica resta una priorità secondaria per chi acquista casa, anche a causa della percezione di costi elevati e scarsi vantaggi.
Un’analisi realizzata dal Centro Studi Fiaip insieme a ENEA e I-Com fotografa un mercato immobiliare in cui la prestazione energetica degli edifici non risulta essere un criterio determinante nelle transazioni. Nonostante l’attenzione crescente ai temi della sostenibilità, chi acquista una casa in Italia tende ancora a privilegiare altri elementi: posizione, tipologia dell’immobile, qualità dei servizi vicini e, a seguire, aspetti come esposizione e luminosità. La classe energetica, invece, resta spesso un fattore secondario. Il motivo principale è la percezione diffusa che gli interventi di efficientamento richiedano investimenti troppo elevati rispetto ai vantaggi attesi. Molti acquirenti preferiscono rinviare o minimizzare le opere dedicate al miglioramento delle performance energetiche.
I dati raccolti dal report mostrano inoltre che il 91% degli operatori rileva un aumento del valore degli immobili che hanno beneficiato di interventi di efficientamento, soprattutto dopo la stagione del Superbonus.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere