Compravendite immobili d’impresa: il mercato nel primo trimestre 2026

Nei primi tre mesi del 2026 gli uffici registrano un lieve aumento delle transazioni, mentre diminuiscono gli scambi di capannoni e immobili commerciali

Nel primo trimestre del 2026, le compravendite immobili d’impresa hanno mostrato andamenti differenti a seconda della tipologia di immobile. I dati elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulla base delle rilevazioni dell’Agenzia delle Entrate indicano una lieve crescita per gli uffici e una riduzione degli scambi nei comparti produttivo e commerciale.

Le transazioni relative agli immobili produttivi sono passate da 3.837 a 3.616, mentre quelle degli immobili commerciali sono diminuite da 11.109 a 10.873. Gli uffici hanno invece registrato 3.127 compravendite, rispetto alle 3.091 dello stesso periodo del 2025.

Il quadro complessivo descrive quindi un mercato sostanzialmente stabile, ma caratterizzato da esigenze diverse tra investitori, imprese e utilizzatori diretti.

 

Uffici in lieve crescita

Il comparto degli uffici ha registrato un incremento delle compravendite dell’1,2%. Il dato segnala un moderato recupero dopo le difficoltà osservate negli anni precedenti.

Secondo le agenzie del Gruppo Tecnocasa, l’interesse riguarda sia gli investitori sia le persone e le imprese che acquistano un immobile per utilizzarlo direttamente. Una parte delle operazioni è inoltre collegata alla possibilità di trasformare gli uffici in abitazioni, soprattutto nelle grandi città dove sono presenti immobili non utilizzati e l’offerta residenziale è limitata.

In alcuni casi il cambio di destinazione può essere orientato anche all’utilizzo turistico, sempre nel rispetto delle norme urbanistiche locali.

Tra le città con gli aumenti più rilevanti nel numero di scambi si segnalano Genova, con una crescita del 48,2%, e Milano, con un incremento del 25,1%.

 

Capannoni e negozi in rallentamento

I capannoni hanno registrato la diminuzione più consistente, pari al 5,7%. La riduzione delle transazioni è legata anche al rallentamento di alcune operazioni di sviluppo, influenzate dall’aumento dei costi delle materie prime.

La domanda, in particolare da parte delle attività logistiche, rimane presente, ma incontra una disponibilità limitata di immobili adeguati. Questa situazione favorisce le costruzioni realizzate su richiesta e gli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti. In questo contesto, la provincia di Roma ha mostrato un andamento differente rispetto alla media nazionale, con un aumento degli scambi del 58,5%.

Anche le compravendite di immobili commerciali sono diminuite, con una flessione del 2,1%. Nei comuni capoluogo il calo ha raggiunto il 5,2%.

I negozi continuano comunque a essere valutati come forma di investimento, in particolare quando offrono rendimenti lordi annui intorno al 9-10% o quando esiste la possibilità di un cambio di destinazione d’uso. Le trasformazioni in abitazioni o box devono però confrontarsi con regolamenti urbanistici che, in diversi territori, sono diventati più restrittivi.

Tra le grandi città, Palermo ha registrato una crescita delle transazioni del 36,9%, mentre Bari ha segnato una diminuzione del 26,9%.