Il mercato serramenti e facciate 2026 dovrebbe tornare a crescere in misura contenuta dopo la flessione registrata nel 2025. Secondo l’aggiornamento del Centro Studi UNICMI, il comparto sarà sostenuto soprattutto dal non residenziale, dalle infrastrutture e dalla domanda di serramenti in alluminio
Prosegue il ridimensionamento del recupero residenziale, ma non emergono segnali di crollo del mercato.
Nel 2026 la domanda complessiva di serramenti e facciate torna lievemente positiva, mentre per il 2027 si prevede un rafforzamento della crescita.
Il comparto dell’alluminio beneficia della tenuta del non residenziale e aumenta ulteriormente la propria quota di mercato.
L’Ufficio Studi Economici di UNICMI ha presentato il 14 luglio 2026, nel corso di un evento trasmesso in live streaming, il consueto aggiornamento semestrale del Rapporto sul mercato dell’involucro edilizio, contenente le previsioni per il 2026 e il 2027 relative al settore italiano delle costruzioni e al mercato dei serramenti e delle facciate continue.
Scenario economico: crescita debole e nuove pressioni inflazionistiche
Le più recenti previsioni indicano per l’Italia una crescita del PIL limitata allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027. Il quadro macroeconomico rimane pertanto fragile, anche per effetto della debolezza della produzione industriale e della prevista contrazione dei consumi delle famiglie nel 2026. Particolare attenzione deve essere riservata all’andamento dell’inflazione, stimata al 3,2% nel 2026, prima di una possibile discesa all’1,8% nel 2027. L’aumento dei prezzi energetici, l’inflazione importata e la possibilità di un nuovo incremento dei tassi di interesse rappresentano i principali fattori di rischio e potrebbero determinare una revisione al ribasso delle attuali previsioni.
Costruzioni: il non residenziale e le infrastrutture sostengono il mercato
Nel 2026 gli investimenti complessivi nel settore italiano delle costruzioni cresceranno, in termini nominali, di circa il 3,2%, con un ulteriore incremento del 3,6% nel 2027.
La dinamica dei diversi comparti rimane tuttavia fortemente differenziata. Gli investimenti residenziali registreranno una contrazione dell’1,9% nel 2026, per poi tornare a crescere dell’1,9% nel 2027. Il recupero residenziale, dopo la forte riduzione del 2024 e il calo dell’8,5% registrato nel 2025, diminuirà ancora del 3% nel 2026, mentre nel 2027 è attesa una moderata ripresa dell’1,5%. Il nuovo residenziale manterrà invece un andamento positivo, con una crescita del 3% nel 2026 e del 3,5% nel 2027.
Il comparto non residenziale continuerà a sostenere il mercato, con un incremento complessivo del 4,7% nel 2026 e del 3% nel 2027. All’interno di questo segmento, il nuovo non residenziale crescerà del 5,5% nel 2026 e del 3,5% nel 2027, mentre gli interventi di rinnovo aumenteranno rispettivamente del 4% e del 2,5%.
Rimarrà rilevante anche il contributo delle infrastrutture, i cui investimenti sono previsti in crescita del 14% nel 2026 e del 9% nel 2027.
I dati congiunturali confermano la tenuta complessiva del settore: l’indice della produzione nelle costruzioni si mantiene su livelli elevati e le compravendite immobiliari sono aumentate nel 2025. Si rileva tuttavia una diminuzione dei permessi di costruire, , che potrebbe condizionare la domanda futura.
Serramenti e facciate: ritorno alla crescita nel 2026
Dopo la contrazione dell’1,2% registrata nel 2025, il mercato italiano dei serramenti e delle facciate continue tornerà moderatamente positivo nel 2026, con una crescita dello 0,7%, destinata a rafforzarsi al 2,3% nel 2027. Il valore complessivo del mercato dei serramenti e delle facciate è stimato nel 2026 in oltre 8,3 miliardi di euro.
La domanda residenziale di serramenti continuerà a risentire del ridimensionamento degli interventi di recupero, passando da circa 4,88 miliardi di euro nel 2025 a 4,78 miliardi nel 2026, con una contrazione di circa il 2%. Nel 2027 è atteso un ritorno alla crescita, pari a circa l’1,8%. Il mercato della sostituzione residenziale scenderà da circa 4,10 miliardi di euro nel 2025 a 3,97 miliardi nel 2026, per poi recuperare moderatamente nel 2027. Continuerà invece a crescere la domanda generata dal nuovo residenziale, che raggiungerà circa 805 milioni di euro nel 2026 e 834 milioni nel 2027.
La domanda non residenziale di serramenti e facciate crescerà del 4,7% nel 2026 e di circa il 3% nel 2027, raggiungendo rispettivamente 3,56 e 3,66 miliardi di euro. Il mercato delle facciate continue raggiungerà un valore prossimo a 996 milioni di euro nel 2026, con una crescita del 2,9%, per superare il miliardo di euro nel 2027, quando è previsto un ulteriore incremento dell’1,1%. La componente relativa alle facciate destinate alle nuove costruzioni rappresenterà circa 797 milioni di euro nel 2026, il mercato del recladding e del recupero raggiungerà circa 199 milioni. Più sostenuta sarà la dinamica delle finestre destinate agli edifici non residenziali, il cui valore passerà da circa 2,43 miliardi di euro nel 2025 a 2,56 miliardi nel 2026, con una crescita del 5,4%, per raggiungere circa 2,66 miliardi nel 2027.
Cresce la quota dell’alluminio
Il comparto dei serramenti metallici beneficerà della crescita del mercato non residenziale. Il fatturato dei serramenti in alluminio è previsto in aumento da circa 2,70 miliardi di euro nel 2025 a 2,79 miliardi nel 2026 e a 2,90 miliardi nel 2027. L’alluminio aumenterà la propria quota sul mercato complessivo dei serramenti, passando dal 37% del 2025 al 38% nel 2026 e al 38,5% nel 2027. Il PVC, maggiormente esposto alla domanda di sostituzione residenziale sostenuta dagli incentivi fiscali, vedrà invece la propria quota ridursi dal 42% nel 2025 al 40% nel 2026, fino al 39,5% nel 2027. La quota del legno si attesterà intorno al 22%. Nel 2025 le importazioni di serramenti in PVC hanno subito un forte ridimensionamento. I dati relativi ai primi tre mesi del 2026 mostrano una significativa ripresa rispetto allo stesso periodo del 2025, pur mantenendosi ancora inferiori ai livelli particolarmente elevati registrati nel 2024.
Redditività: rallentano i serramentisti, migliorano i facciatisti
I primi dati di bilancio disponibili per il 2025 mostrano una riduzione generalizzata della redditività delle imprese produttrici di serramenti. Nel comparto dell’alluminio, il ROS medio passa dal 10,4% del 2024 all’8,7% nel 2025, mentre il ROIC diminuisce dal 18,5% al 10,5%. La flessione è particolarmente marcata per i produttori di serramenti in PVC, il cui ROIC passa dal 19,9% del 2024 al 5% nel 2025. Anche il comparto del legno registra una redditività più contenuta, con un ROS pari al 6,1% e un ROIC del 6,6%. In controtendenza, le imprese specializzate nelle facciate continue evidenziano un significativo miglioramento delle performance, con un ROS che raggiunge il 5,8% e un ROIC pari all’11,7% nel 2025.
Il commento di Carmine Garzia, UNICMI
“Il quadro che emerge dall’aggiornamento di luglio presenta segnali più favorevoli rispetto alle precedenti previsioni. Dopo la contrazione del 2025, il mercato dei serramenti e delle facciate tornerà leggermente a crescere nel 2026 e dovrebbe rafforzarsi nel 2027», ha commentato il Prof. Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’Ufficio Studi Economici di UNICMI. “Il principale motore della domanda continuerà a essere il comparto non residenziale – anche grazie agli appalti pubblici -che sosterrà sia le finestre sia le facciate continue e favorirà un ulteriore incremento della quota di mercato dell’alluminio. Il recupero residenziale rimarrà invece debole anche nel 2026, ma i dati attualmente disponibili non indicano un collasso del sistema: nel 2027 è attesa una moderata inversione di tendenza. È tuttavia necessario mantenere un atteggiamento prudente. L’aumento del costo dell’energia, le nuove pressioni inflazionistiche e un’eventuale risalita dei tassi di interesse potrebbero comprimere i consumi e gli investimenti, determinando una revisione al ribasso delle previsioni. Nel non residenziale sarà inoltre importante valutare gli effetti dei rallentamenti autorizzativi e delle incertezze che interessano i grandi progetti di rigenerazione urbana”

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