Cessione del credito

Credito al consumo per pagare la metà dei serramenti

Il rivenditore milanese, che ha sperimentato positivamente la formula del credito al consumo lo scorso anno come linea Maginot contro l’ondata dello sconto in fattura, la ripropone quest’anno all’insegna de “la metà dei serramenti ti costa meno di un caffè al giorno”.

Credito al consumo o cessione del credito per venire incontro ai clienti abbagliati dallo sconto immediato e dall’idea di “pagare la metà” i serramenti? Quale opzione è la migliore per il rivenditore e il serramentista? E per il cliente finale?  Mentre il mondo del serramento sembra dirigersi verso la cessione del credito e lo sconto in fattura ex DL Rilancio, qualcuno tiene duro sulla linea “no alla cessione del credito” via Esco vedendola costosa e rischiosa alla luce della complessità del nostro sistema fiscale. È il caso del rivenditore Thermoinfissi di Milano di Andrea e Marziale Bonasio: in sintesi, tre showroom nel capoluogo e una officina di produzione per serramenti in alluminio e legno/alluminio. Dopo aver sperimentato positivamente la formula del credito al consumo lo scorso anno come linea Maginot contro l’ondata dello sconto in fattura, i Bonasio la ripropongono quest’anno all’insegna de “la metà dei serramenti ti costa meno di un caffè al giorno”.

Infatti, finanziare la metà dell’acquisto di serramenti può costare meno di un caffè al giorno grazie a un accordo stretto con Fiditalia, una delle maggiori società di credito al consumo nel nostro paese.

Il finanziamento proposto da Thermoinfissi va in parallelo alla detrazione fiscale su 10 anni delle spese per l’acquisto di serramenti. L’esempio è un acquisto/spesa di € 10.000,00. L’ipotesi è che il cliente paghi il 50% cioè 5000€ oggi.

Sulla proiezione di € 5.000,00 di finanziato su 120 rate, il costo di interessi è di soli € 13,19 al mese. La cifra nasce dalla differenza, su base mensile, tra la detrazione fiscale annua (500€, ovvero 41,67€ al mese) e il rimborso del finanziamento di 5000€ (54,86€ al mese).

Alla fine, tenuto conto del costo dell’acconto di € 5.000,00 + gli interessi € 1.582,80 (€ 13.19 x 120 mesi), il cliente paga in totale € 6.582,80.

“Con la nostra proposta di pagamento di metà della spesa con il credito al consumo – dicono i due rivenditori milanesi – il costo degli interessi è inferiore al costo di un caffè al giorno. Con la cessione del credito ecobonus ed i relativi costi, una spesa di € 10.000 lieviterebbe a 13.000-14.000 €, secondo le due opzioni più correnti. In questo modo il cliente spende di più subito (6500-7.000€ contro i 5.000). Poi, non dimentichiamo il tempo da dedicare a tutta la burocrazia che c’è dietro la pratica della cessione del credito e l’aumento del debito dello stato che si trova a finanziare 1500-2000€ di più. E poi, si diventa “schiavi” delle potenti Esco del caso che hanno schiere di avvocati pronti a darsi da fare e a trovare cavilli. Con il nostro sistema …. forse abbiamo più tempo per parlare di finestre e torniamo a fare il nostro mestiere!”

Come testimonia nel video Andrea Bonasio, la formula del credito al consumo comporta anche una riduzione di tempi e di costi del personale: 30 secondi per una pratica e nessuna persona dedicata. E poi, il credito al consumo si rivela una fonte preziosa di liquidità come scoprirete da voi stessi. In finale, sigla Andrea Bonasio: “Le nostre persone devono parlare di serramenti, di contenuti, di prestazioni e non di questioni finanziarie. Quello è il nostro mestiere”.

Considerazione finale: i numeri parlano chiaro e confermano la nostra opinione di sempre. Tra tutte le opzioni di finanziamento è preferibile quella del credito al consumo. Certamente, se proprio il cliente sbava dalla voglia dello sconto subito, gli si dìa pure quello. Oggi, una volta convertito in legge il DL Rilancio, le condizioni saranno nettamente migliori di quelle dello sconto in fattura versione 2019. Quanto alle cifre finali per il consumatore credo sia dovere di tutti gli operatori pubblicare in maniera trasparente i costi veri dell’operazione cessione del credito. Magari con tanto di Tan e Taeg.

Ennio Braicovich