Il Piano casa punta su recupero immobili e housing sociale

Edilizia popolare, housing sociale e investimenti privati sono le tre leve strategiche del Piano casa che mira a immettere sul mercato circa 100 mila nuovi alloggi nei prossimi dieci anni

Il Piano casa varato dal governo prevede investimenti di 10 miliardi in 10 anni per ristrutturare immobili esistenti a uso abitativo.

Il Piano casa si fonda su tre leve strategiche – edilizia popolare, housing sociale e investimenti privati – con l’obiettivo di immettere sul mercato circa 100 mila nuovi alloggi tra abitazioni pubbliche e soluzioni a canone calmierato nei prossimi dieci anni. L’iniziativa si configura come un intervento strutturale per affrontare l’emergenza abitativa, stimolare il settore delle costruzioni e favorire politiche di sviluppo sostenibile.

Secondo la ricognizione aggiornata al 2025 del patrimonio immobiliare pubblico non in uso, sono 53mila le unità abitative non utilizzate delle quali circa 44 mila potrebbero tornare sul mercato con interventi manutentivi soft mentre altri 9 mila, invece, richiedono lavori più consistenti di ripristino. Il tutto per oltre 9,4 milioni di metri quadrati complessivi. Tra gli strumenti di attuazione ci sono anche il censimento e la possibile riconversione di questi immobili.

Confartigianato esprime un giudizio positivo, definendo il Piano strategico per rispondere alle esigenze sociali ed economiche del paese. Il presidente Marco Granelli sottolinea come rappresenti un’opportunità concreta per artigiani e PMI dell’edilizia, soprattutto nella fase successiva agli investimenti legati al PNRR.

Sul piano finanziario, il Piano casa mobilita fino a 10 miliardi di euro tra risorse pubbliche e strumenti di attivazione del mercato. Il primo pilastro riguarda un programma nazionale straordinario di recupero e manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. L’obiettivo è rendere disponibili circa 60 mila alloggi attraverso interventi di ristrutturazione e rigenerazione urbana.

Il secondo pilastro si focalizza sullo sviluppo dell’housing sociale e sulla gestione dell’emergenza abitativa. Con un budget superiore a 3,6 miliardi di euro, questa linea punta alla creazione di nuovi alloggi a canone calmierato, favorendo modelli di abitare accessibile e inclusivo.

Il terzo pilastro mira a coinvolgere il capitale privato mediante semplificazioni burocratiche e incentivi. Il meccanismo prevede che, a fronte delle agevolazioni statali, almeno il 70% degli alloggi realizzati rientri nell’edilizia convenzionata, con prezzi ridotti di circa il 33% rispetto ai valori di mercato. Un modello di partenariato pubblico-privato orientato a incrementare l’offerta abitativa sostenibile e competitiva.