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La UE richiama 19 paesi sul Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti di 19 stati membri, tra cui l’Italia, per il mancato invio entro il 31 dicembre scorso del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, previsto dalla Direttiva EPBD, nota anche come Direttiva Case green

La Direttiva EPBD rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo e introduce nuovi strumenti di pianificazione per guidare la transizione energetica degli edifici. L’obiettivo è la progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, con target intermedi di riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali pari al -16% entro il 2030 e al -20/22% entro il 2035. Una quota rilevante di questi risultati dovrà essere conseguita attraverso la riqualificazione degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche, con importanti ricadute per la filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e dell’energia.

Il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici è un passaggio strategico nell’attuazione delle politiche europee per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione del settore edilizio. Rappresenta un documento chiave con cui ogni stato deve definire la propria strategia di lungo periodo. Il Piano deve includere obiettivi nazionali di riduzione dei consumi energetici, una strategia per la riqualificazione degli edifici più energivori, strumenti finanziari e meccanismi di incentivazione e una mappatura aggiornata dello stato energetico del patrimonio edilizio.

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguarda il recepimento e l’applicazione coerente delle norme EPBD, necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, che oggi sono responsabili di circa il 40% dei consumi energetici e di una quota significativa delle emissioni di CO2.

Allinearsi alle direttive europee implica interventi coordinati su regolamenti edilizi, norme tecniche, sistemi di certificazione energetica e politiche di incentivazione, con impatti diretti su imprese, investitori e operatori del mercato immobiliare.

Nel pacchetto di decisioni sulle infrazioni pubblicato l’11 marzo 2026, la Commissione ha formalizzato l’inadempienza, inviando agli Stati interessati una lettera di costituzione in mora. I paesi coinvolti hanno ora due mesi di tempo per trasmettere il progetto di Piano nazionale o fornire osservazioni ufficiali, evitando l’inasprimento della procedura e sanzioni successive.

Al riguardo avevamo pubblicato una dichiarazione di Marco Rossi, presidente di ANFIT