Attualità

Le reti d’impresa si confermano uno strumento efficace per la competitività

Secondo l’Osservatorio Nazionale dedicato, le reti d’impresa sono in continua crescita e coinvolgono oltre 50 mila realtà

Dall’edizione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, risulta che le reti d’impresa sono in continua crescita.  Nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi (+7,6% rispetto al 2024), con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in aumento del 5,2%.

I numeri del report confermano il ruolo centrale delle reti d’impresa come leva strategica per la competitività e la crescita del sistema produttivo italiano. Il modello si dimostra solido e diffuso, capace di generare valore sia in termini economici sia occupazionali. Le imprese che operano in rete rappresentano infatti una componente significativa del tessuto produttivo nazionale, coinvolgendo complessivamente oltre 1 milione e 743 mila addetti.

L’analisi dei dati evidenzia come le principali obiettivi delle reti sono stati l’aumento del potere contrattuale nei confronti di clienti e fornitori, la condivisione di risorse, competenze e know-how e una maggiore capacità di accedere a bandi pubblici e appalti.

Fabrizio Landi, presidente di Retimpresa, ha commentato i risultati dichiarando che “Il Rapporto dell’Osservatorio ci invita a rafforzare innovazione e competenze nelle reti. Per questo è fondamentale puntare su strumenti concreti, come la codatorialità, che consente di condividere competenze qualificate, e la detassazione degli utili reinvestiti nei progetti di rete, appena introdotta dalla Legge annuale PMI. Si tratta di misure che abbiamo fortemente sostenuto e che vanno nella giusta direzione: riconoscere il valore delle aggregazioni e accompagnarle con politiche efficaci per generare nuovi investimenti e lavoro qualificato”.

Dal punto di vista dimensionale, le reti d’impresa mantengono una struttura prevalentemente snella. La grande maggioranza è composta da meno di dieci aziende, con una forte presenza di micro-aggregazioni formate da due o tre imprese. Questo conferma la flessibilità dello strumento, particolarmente adatto alle PMI, che possono così collaborare senza rinunciare alla propria autonomia.

La diffusione territoriale delle reti risulta capillare su tutta la penisola, con la regione Lazio che si conferma prima per numero di imprese in rete, seguita da Lombardia, Veneto e Campania.

A livello settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%).

Tra le priorità strategiche individuate dalle reti emergono digitalizzazione, ICT, sostenibilità e marketing. Tuttavia, il rapporto segnala difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in percorsi di formazione strutturati.