Economia

Poste Italiane e Banche troppo rigide sui crediti

Nonostante il recente decreto sulla cessione dei crediti il sistema bancario e Poste Italiane hanno introdotto criteri e procedure penalizzanti specie nei confronti di piccole e medie imprese. Protesta delle due Confederazioni di pmi e artigiani

“Ci pensiamo noi” dicevano Poste Italiane lanciando la campagna di acquisto dei crediti, come si vede dall’immagine di copertina. Ora Poste Italiane e il sistema bancario in generale, non ci pensano tanto né alle famiglie né alle imprese. Infatti, nonostante il recente decreto antifrodi, stanno mostrando eccessive rigidità nell’acquisto dei crediti derivanti da bonus edilizi. E limitare il credito ha immediati riflessi negativi sulla vita delle famiglie e delle imprese. E’ la denuncia di CNA e Confartigianato a tutela di PMI e artigiani dell’edilizia che si ritrovano di conseguenza in gravi difficoltà.

CNA denuncia rigidità delle banche

CNA evidenzia che il recente decreto approvato dal Governo per sbloccare il mercato dei crediti legati ai bonus edilizi non sta producendo gli effetti attesi.  il sistema bancario e Poste Italiane mostrano rigidità ingiustificate dalla normativa nell’acquisto di crediti. Non solo ma stanno introducendo criteri e procedure penalizzanti soprattutto nei confronti di micro e piccole imprese. Pertanto CNA chiede al Governo un intervento vigoroso nei confronti del sistema degli intermediari finanziari per riattivare in modo efficace il mercato della cessione dei crediti d’imposta.

Confartigianato contro Poste Italiane

Sulla stessa lunghezza d’onda è la lettera che il presidente di Confartigianato Marco Granelli ha scritto all’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante. In essa chiede di riconsiderare le nuove modalità di gestione delle acquisizioni di crediti legati ai bonus edilizi.

Granelli fa rilevare le ripercussioni negative per le imprese derivanti dalla decisione di Poste di abbassare il plafond di crediti cedibili ad un massimo di 150.000 €, a fronte dei precedenti 500.000€, e di accettare soltanto le prime cessioni di crediti. Tutto questo, senza alcuna preventiva comunicazione che consentisse alle aziende una adeguata riprogrammazione della propria attività, magari verso altri operatori intermediari.

I problemi delle imprese

Il risultato è che oggi gli imprenditori si vedono rifiutate, senza alcuna motivazione, pratiche già avviate. Strozzati da inattese esigenze di liquidità, rischiano di veder compromessa la propria attività. Problemi analoghi per tutte le imprese che avevano già ceduto un primo Stato di Avanzamento Lavori a Poste. Ora si vedono non accettati i successivi. Le nuove modalità decise da Poste Italia – sottolinea il presidente di Confartigianato – stanno coinvolgendo numerosissime imprese che, dopo aver subito gli effetti delle ripetute modifiche normative in tema di bonus edilizia, ora, pur disponendo di ingenti crediti fiscali non smobilizzabili, devono fronteggiare questo cambiamento di modalità operative già definite con gravi conseguenze in termini di liquidità che si ripercuotono sui pagamenti di fornitori e dipendenti.

a cura di Ennio Braicovich