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Fakro festeggia il 25.mo anniversario. Dalle finestre da tetto agli schermi solari e ora le finestre ‘verticali’

Celebrato a Varsavia il 25.o anniversario di fondazione del Gruppo che vale 300 milioni di euro, impiega 3300 persone in 12 stabilimenti produttivi e opera in oltre 50 paesi

In 500 da 31 paesi –i più lontani venivano dall’America del Nord e dall’Australia – sono arrivati a Varsavia per celebrare con una grande festa il 25.o anniversario di fondazione di Fakro, la società polacca che si è fatto un nome nel campo, molto competitivo, delle finestre da tetto. Oggi l’azienda fattura 300 milioni di euro con 3300 dipendenti (di cui oltre 100 progettisti) e oltre 100 brevetti.

E’ una case history da manuale con accenti biblici, da Davide contro Golia, visto che il settore delle finestre da tetto è sempre stato dominato da una azienda quasi monopolista. Così era pure 25 anni fa in Polonia quando il mercato era sì dominato dal grande produttore ma lasciava spazio anche a 25 piccoli produttori. E Fakro era proprio uno di questi. Così ricorda ai partecipanti Ryszard Florek, il 62enne presidente e co-fondatore dell’azienda assieme alla moglie Krystyna e al socio Krzyszstof Kronenberger sottolineando che il nome Fakro nasce dalla combinazione delle lettere dei nomi dei fondatori.

La località era Nowy Sacz, a due ore di macchina da Cracovia, ai piedi dei Monti Tatra, nel sud del paese. Terra di boschi, di legname e di legno. Il padre era del resto falegname. E Florek stesso ha tutta l’allure di uomo del legno. E nonostante qualche concessione al pvc, le finestre sono ancora principalmente in legno ben protette da lamiere in alluminio.

Allora, nel 1991, non si sapeva ancora che una finestra da tetto su tre prodotta al mondo oggi, 2016, sarebbe stata prodotta proprio in Polonia. Infatti negli anni novanta gli allora primi due produttori decisero che la terra di Chopin era il posto giusto per produrre le finestre da tetto.

Poi, adagio adagio, la selezione naturale ha sortito il suo effetto. Grazie all’innovazione intesa come principio base della propria attività– e gli oltre 100 brevetti lo stanno lì a dimostrare – all’affidabilità dei prodotti e a una oliata organizzazione industriale e commerciale accompagnata da tanta artigianalità, Fakro è riuscita a diventare il numero due al mondo del settore con 12 stabilimenti produttivi (uno anche in Cina), esportazioni in oltre 50 paesi, 16 società di distribuzione (spesso in joint-venture con partner locali).

Da 15 anni è rappresentata in Italia da una società interamente controllata, Fakro Italia Spa, basata a Verona con direttore Bruno Pernpruner e amministratore delegato Jarek Stadnik (qui al centro di una foto coi cofondatori Florek e Kronenberger), convenuti a Varsavia con alcuni agenti (tutti ritratti assieme al direttore export Jacek Kulpa nella foto in gallery).

Le esportazioni valgono oggi più del 70% delle vendite. Innovazione, affidabilità e organizzazione in un mercato molto concentrato a livello mondiale dove i nomi dei competitor si contano sulla punta delle dita, l’azienda polacca vanta con orgoglio di essere salita sul podio guadagnando da qualche anno la seconda posizione con il 15% del mercato mondiale.

Tra le innovazioni che hanno fatto colpo sul mercato la finestra preSelect che diventa bilico o vasistas semplicemente agendo su un selettore a slitta. Oppure la finestra da tetto piano in vetro strutturale perfettamente calpestabile dal look da oggetto da design o la finestra FTT U8 con Uw record pari a 0,58 W/m2K e un Ug da 0,3. O i tanti fuori standard come le finestre da tetto curve. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

I risultati economici non mancano. Lo scorso anno l’aumento di fatturato è stato dell’8% rispetto al 2014 con una profittabilità del 20%. Non pago dei risultati raggiunti Ryszard Florek l’ha gettata come battuta durante i discorsi ufficiali affermando che gli piacerebbe festeggiare il 50.o anniversario raggiungendo il 50% del mercato. Battute a parte, nel corso del tempo il fondatore ha imposto una costante quasi ossessiva diversificazione di prodotto. Così le finestre da tetto sono state declinate in tutte le maniere possibili, dalle normali agli evacuatori di fumo, alle versioni per tetti piani –pure calpestabili-, ai lucernari tubolari, alle ampie strutture da tetto inclinate e verticali, ai collettori solari, aggiungendo le scale da soffitta e le motorizzazioni. Oggi, ci dicono i tecnici Fakro, il 30% delle finestre esce motorizzata con il relativo buon valore aggiunto. Presto l’azienda produrrà i propri attuatori.

Da un paio d’anni si sono aggiunte le schermature solari esterne verticali, ovvero le schermature per le normali finestre, nelle versioni manuali e motorizzate, anche alimentate da pannellini fotovoltaici incassati nei cassonetti. Ora comandabili con una app da smartphone via bluetooth 4.0.

La grande novità annunciata durante la celebrazione del 25.o anniversario è il lancio di una gamma di finestre normali, le verticali come le chiamano in Fakro, per distinguerle da quelle inclinate da tetto. Finestre in legno-alluminio a battente proposte in tre versioni estetiche e in una versione da casa passiva (qui sotto nell’immmagine) con Uw pari 0,75 W/m2K e l’immancabile alzante scorrevole. Fakro entra così nel grande mercato delle finestre finite promettendo di giocare un ruolo da protagonista.

(eb)