La proroga dei bonus edilizi resta sul tavolo della prossima Legge di Bilancio, ma sarà strettamente legata all’andamento dei conti pubblici. È quanto emerge dalle dichiarazioni del viceministro dell’Economia e felle Finanze, Maurizio Leo, intervenuto all’assemblea di Confedilizia
Secondo il MEF la conferma del doppio binario – detrazione al 50% per le prime case e al 36% per le seconde, a cui associare la riproposizione del Bonus mobili – sarà valutata solo dopo le verifiche di Eurostat sull’andamento dei conti riferiti al 2025, attese per settembre. Solo in presenza di adeguate coperture finanziarie sarà possibile ipotizzare una nuova proroga delle agevolazioni.
L’approccio resta improntato alla prudenza: l’Esecutivo sottolinea la necessità di mantenere equilibrio nei conti pubblici, rendendo inevitabile l’uso del condizionale sulle misure fiscali a sostegno dell’edilizia. In questo scenario, prende quota anche la possibile riproposizione del Bonus mobili, strumento rilevante per la filiera dell’arredo.
“È necessario stare attenti soprattutto nella situazione emergenziale da shock energetico di questi mesi. Ma la prudenza non può far dimenticare la necessità di venire incontro al mondo delle imprese e delle famiglie”, ha dichiarato il viceministro Leo.
Tuttavia, la prospettiva 2027 resta incerta: senza ulteriori interventi, il sistema incentivante potrebbe ridursi, con impatti diretti sulla domanda di interventi di ristrutturazione, sull’indotto dei materiali e sulla filiera edilizia.
Salvo nuove proroghe, nel 2027 i bonus edilizi saranno più contenuti (36% per le prime case e 30% per le seconde), con impatti diretti sulla domanda di ristrutturazioni e sulla pianificazione degli attori del comparto.
Per imprese, progettisti e operatori il monitoraggio della prossima manovra sarà quindi determinante. La sostenibilità delle agevolazioni fiscali si conferma un fattore chiave per orientare investimenti, pianificazione cantieri e strategie commerciali nel medio periodo.
La proroga degli incentivi fiscali non solo rappresenta una leva strategica per aumentare il valore degli asset e migliorare le performance energetiche, ma anche fondamentale per raggiungere gli obiettivi della Direttiva Case Green (EPBD), vincolanti per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, imponendo agli stati UE una riduzione dei consumi di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035, fino al raggiungimento delle emissioni zero al 2050.

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