Rosenheimer Fenstertage 2026: l’involucro edilizio del futuro

Dai 60 anni dell’istituto ift alle prospettive per il 2027: innovazione tecnologica, edilizia circolare, benessere abitativo e nuovi scenari economici e geopolitici al centro dei Rosenheimer Fenstertage 2026

Il settore dei serramenti e delle facciate si trova oggi di fronte a un bivio decisivo. In occasione dei 60 anni di attività dell’istituto ift di Rosenheim, le Giornate della finestra 2026 hanno rappresentato un’importante occasione di confronto per riflettere sulle trasformazioni che attendono la filiera. Guardare al futuro significa coniugare il patrimonio di conoscenze maturato in decenni di esperienza industriale con le sfide della transizione ecologica, economica, digitale e geopolitica. Attraverso il contributo di esperti, accademici e analisti di mercato, l’evento annuale organizzato da ift ha offerto spunti e prospettive per accompagnare imprese, sistemisti e progettisti verso le sfide dei prossimi anni.

 

I pilastri dell’innovazione e la svolta circolare

Come ha affermato il Prof. Winfried Heusler (Director of Institute ift Rosenheim) durante la sua presentazione, “l’evoluzione di finestre e facciate, dal passato fino alle soluzioni contemporanee, dimostra come molte intuizioni pionieristiche non si siano tradotte immediatamente in un successo commerciale”. I modelli della teoria dell’innovazione e i livelli di maturità tecnologica evidenziano un principio fondamentale: le singole tecnologie faticano ad affermarsi sul mercato se non vengono integrate in sistemi coordinati, affidabili e pronti per l’applicazione in cantiere.

La sfida consiste nel trovare il giusto equilibrio tra trasparenza, fabbisogno energetico e sostenibilità economica, attraverso un’ottimizzazione capace di conciliare prestazioni elevate e costi competitivi.

Per le aziende, questo scenario richiede una scelta strategica di posizionamento. Da una parte c’è il segmento base, orientato all’edilizia seriale e modulare, in cui l’efficienza dei processi, la gestione delle tolleranze e la robustezza dei dettagli costruttivi sono essenziali per ridurre gli errori in cantiere. Dall’altra si trova il segmento premium, caratterizzato dall’unicità del progetto e dalla libertà creativa dell’architettura, che richiede soluzioni tecnologiche integrate e sviluppate su misura.

La trasformazione del settore si articola quindi attorno a tre pilastri:

  • Tecnologico: digitalizzazione supportata dall’intelligenza artificiale, modellazione BIM avanzata e automazione dei processi.
  • Economico: passaggio dal ruolo di semplici fornitori di componenti a quello di partner capaci di offrire soluzioni integrate e ad alto valore aggiunto.
  • Ecologico: circolarità dei materiali e tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, anche attraverso strumenti come il passaporto digitale.

È proprio sul fronte della sostenibilità e della circolarità che si concentrano alcune delle sfide più rilevanti per il futuro di finestre e facciate, tra nuove responsabilità progettuali, requisiti normativi e necessità di ripensare il ciclo di vita dei prodotti.

 

Economia circolare: progettare serramenti per durare

Questa prospettiva emerge chiaramente dall’analisi di Norbert Sack (ift Rosenheim) nel suo intervento dedicato all’edilizia circolare, “l’economia circolare non si limita al riciclo a fine vita, ma richiede un approccio integrato che consideri l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla progettazione orientata alla durabilità alla riparazione e al recupero dei materiali”. Le nuove disposizioni europee contro il greenwashing – la pratica di presentare un prodotto o un’azienda come più ecologici o sostenibili di quanto sia possibile dimostrare -, tra cui la direttiva Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo), rafforzano le regole sulle dichiarazioni ambientali. Definire un serramento o un materiale «verde» o «ecologico» non può essere una semplice scelta di marketing: le affermazioni sui benefici ambientali devono essere accurate, non fuorvianti e supportate da elementi adeguati, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Questa direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Le nuove regole, applicabili dal 27 settembre 2026, rafforzano la tutela dei consumatori contro le dichiarazioni ambientali ingannevoli e l’uso di espressioni generiche. (Ndr)

L’economia circolare va oltre il riciclo a fine vita e considera l’intero ciclo di vita dei prodotti, secondo un approccio che comprende la riduzione del consumo di risorse vergini, la progettazione orientata alla durabilità, il riuso, la riparazione e il recupero dei materiali, in linea con i principi delle 9R. In questo contesto, la riparabilità dei serramenti assume un ruolo centrale: favorire la disponibilità dei ricambi, dalle guarnizioni alla ferramenta, fino ai vetri e alle finiture, può contribuire a prolungare la vita utile dei prodotti e a ridurne l’impatto ambientale. Un approccio in linea anche con i principali sistemi internazionali di certificazione della sostenibilità degli edifici: DGNB (Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen, organizzazione tedesca per l’edilizia sostenibile), BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method, metodo britannico di valutazione ambientale degli edifici) e LEED (Leadership in Energy and Environmental Design, sistema statunitense per la certificazione degli edifici sostenibili).

 

Costruire per l’utente e per l’ambiente

La sostenibilità dell’involucro edilizio, tuttavia, non si esaurisce nella scelta dei materiali o nella possibilità di recuperare i componenti. Come progettare edifici capaci di rispondere alle esigenze delle persone e, allo stesso tempo, di ridurre l’impatto sull’ambiente? La risposta richiede un’attenta considerazione della fisica dell’edificio e dei grandi megatrend globali, dall’urbanizzazione alla crescente scarsità di risorse.

Nell’analisi offerta dal Prof. Klaus Peter Sedlbauer (TUM / Chair of Building Physics), la fisica applicata all’architettura individua quattro strategie centrali per rispondere a questa sfida:

  • ​Ridurre alla radice il fabbisogno energetico in sicurezza
  • ​Aumentare l’efficienza dei componenti
  • ​Generare energia a costi contenuti direttamente in loco
  • ​Accumulare e regolare i flussi energetici in modo intelligente

​L’involucro diventa così un elemento attivo in grado di produrre energia e gestire i carichi termici. La vera sfida, tuttavia, non si misura unicamente in kilowattora, ma deve garantire il reale benessere degli occupanti. Come afferma il Prof. Sedlbauer nella presentazione del programma di ricerca “L’uomo negli spazi” (Menschen in Räumen), “l’ambiente fisico, nelle sue componenti di microclima, qualità dell’aria, illuminazione e acustica, svolge un ruolo fondamentale nel determinare la salute, le capacità cognitive e la produttività delle persone”. Oggi, strumenti di simulazione avanzati basati sull’Intelligenza Artificiale consentono di prevenire numerose criticità fin dalle prime fasi ideative.

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Lo scenario di mercato e le previsioni al 2027

​Tutti questi traguardi tecnici ed ecologici devono necessariamente misurarsi con le dinamiche del mercato reale. Martin Langen di B+L Marktdaten GmbH, società tedesca specializzata nell’analisi dei mercati e nelle previsioni per il settore delle costruzioni e dei prodotti per l’edilizia, con attività di ricerca a livello internazionale, analizza le prospettive del mercato tedesco dei serramenti.

Le previsioni indicano una graduale ripresa del mercato tedesco delle finestre, con volumi attesi in crescita dai 12,76 milioni di unità del 2025 ai 13,18 milioni previsti per il 2027.

Il motore principale del comparto rimane la riqualificazione, che secondo le stime B+L rappresenterà il 69,5% del mercato tedesco delle finestre nel 2027, considerando sia l’ambito residenziale sia quello non residenziale. Un ulteriore impulso potrebbe arrivare dagli investimenti pubblici legati al Sondervermögen, il fondo speciale tedesco per le infrastrutture. Nella sua analisi, B+L stima in circa 300 – 350 miliardi di euro il volume degli investimenti potenzialmente rilevanti per il settore delle costruzioni, a fronte di una dotazione complessiva del fondo pari a 500 miliardi di euro. Secondo le valutazioni della società, circa il 60 – 70% del volume dei lavori potrebbe distribuirsi tra imprese di medie e piccole dimensioni, aziende specializzate e altri operatori della filiera, attraverso il sistema degli appalti e dei subappalti.

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Scenari geopolitici e autonomia industriale dell’europa

​A completare il quadro vi è la lettura dello scenario macroeconomico e geopolitico globale firmata dal Prof. Peter R. Neumann (King’s College London). L’Europa si trova al centro di un profondo mutamento degli equilibri mondiali, caratterizzato da un ridimensionamento relativo del peso occidentale rispetto alle economie emergenti.

​Per affrontare le sfide della tecnologia avanzata, della marcata contrazione demografica (con un tasso di fecondità in Germania fermo a 1,35 a fronte del 2,1 necessario per il ricambio generazionale) e della necessità di ridefinire le alleanze strategiche, l’Europa deve ritrovare una solida autonomia energetica, digitale e industriale. La competitività internazionale della filiera passa inevitabilmente dal recupero di una forte solidità economica interna, fondata sulla qualità manifatturiera e sull’innovazione.

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Il futuro passa dal cambiamento

​Affrontare i problemi attuali richiede il superamento delle metodologie tradizionali. Come ricordano le celebri parole di Albert Einstein citate in chiusura dei lavori:

​“La forma più pura di follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi”.

​Per la filiera dell’involucro edilizio, la strada verso il futuro richiede l’adozione di una visione olistica, capace di unire la precisione della fisica tecnica, la certezza della circolarità e l’efficienza della digitalizzazione per definire l’architettura dei prossimi anni.