Decreto AI Act: nuove regole per imprese e professionisti

Dal 23 ottobre 2026, con l’entrata in vigore del D.Lgs 179/2026, l’Italia completa un passaggio nell’attuazione nazionale dell’AI Act europeo, impattando sulla gestione delle imprese e l’attività dei professionisti

Il D.Lgs 179/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre, rappresenta un tassello attuativo della legge italiana sull’intelligenza artificiale e adegua l’ordinamento interno al Regolamento UE 2024/1689, con disposizioni che riguardano vigilanza, sanzioni, formazione, sicurezza sul lavoro e responsabilità nell’impiego dei sistemi di AI.

Uno degli aspetti più rilevanti del decreto riguarda l’assetto delle autorità nazionali chiamate a garantire il rispetto delle regole europee. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) viene individuata come autorità nazionale di notifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) assume il ruolo centrale nella vigilanza del mercato dei sistemi di intelligenza artificiale. Alle attività di controllo partecipano inoltre le autorità settoriali competenti con l’obiettivo di creare un sistema coordinato di supervisione in grado di garantire conformità, trasparenza e tutela dei diritti.

Il decreto introduce principi destinati ad avere un impatto diretto sull’organizzazione aziendale e sulla gestione delle risorse umane. Assunzioni, licenziamenti, procedimenti disciplinari, valutazioni delle performance e decisioni che incidono sul rapporto di lavoro non possono essere affidati esclusivamente a sistemi automatizzati. La responsabilità finale deve restare in capo a una persona fisica. Quando i sistemi di AI influenzano processi produttivi, organizzazione delle attività, modalità operative o aspetti legati alla sicurezza dei lavoratori, il datore di lavoro è tenuto ad aggiornare la valutazione dei rischi.

Tra le novità c’è inoltre l’obbligo di sviluppare competenze specifiche sull’utilizzo dell’AI. Le aziende dovranno informare e formare i lavoratori sui rischi connessi ai sistemi adottati e sulle misure di prevenzione previste, mentre gli ordini professionali saranno chiamati a integrare percorsi di alfabetizzazione digitale e formazione nei programmi di accesso e aggiornamento professionale. Ogni categoria definirà il monte ore minimo richiesto nell’ambito della formazione continua.

Il D.Lgs 179/2026 apre anche alla possibilità di valutare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito della disciplina dell’equo compenso, introducendo criteri che tengano conto dell’impiego di tali tecnologie nelle prestazioni professionali.

Sul fronte dei controlli, il mancato rispetto delle disposizioni previste dall’AI Act comporterà l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.

Dal 23 ottobre l’adozione dell’AI in Italia entra quindi in una nuova fase: più controlli, maggiore accountability e obblighi formativi destinati a incidere sulle strategie di imprese, professionisti e organizzazioni pubbliche.