Economia

Sconto in fattura e cessione. Il MEF ci ripensa?

Il Ministero dell’Economia e Finanze starebbe riscrivendo l'articolo 8 ddl di Bilancio per reintrodurre lo sconto in fattura e la cessione del credito per ecobonus e bonus casa

“Bonus edilizi, tornano sconto in fattura e cessione del credito”. Così intitola l’articolo a pag. 8 de IlSole24Ore di oggi dando per scontato un qualcosa che non è per niente scontato. Del resto si sa anche che i titolisti dei giornali sono sempre stati un po’ birichini e un bel titolo speranzoso aiuta a vendere.

Riscrittura dell’articolo 8 del ddl Bilancio 2022?

Secondo i giornalisti del giornale finanziario, sempre bene informati di quanto succede nei corridoi del MEF Ministero dell’Economia e Finanze, “i tavoli tecnici e politici che si stanno riunendo a ripetizione per il testo definitivo atteso a questo punto al Senato solo nei primi giorni della prossima settimana, potrebbero portare buone notizie.” Il testo definitivo è quello del disegno di legge di Bilancio 2022.

Ovviamente ben vengano le buone notizie perché lo sconto in fattura e la cessione del credito erano stati mantenuti solo per gli interventi di Superbonus in quella bozza del ddl di Bilancio che è circolata appena approvata dal Consiglio dei Ministri di settimana scorsa. E’ bastata qualche ora per “capire che il compromesso finito nella bozza di manovra esaminata dal governo, con la stabilizzazione triennale dei bonus al 50 e al 65% e la proroga annuale del bonus facciate in formato ridotto dal 90 al 60%, avrebbe rischiato grosso nel corso dell’esame parlamentare”.

Fuoco sul testo del MEF

In effetti proprio sull’articolo 8 del ddl si sono concentrati i siluri e le cannonate di qualche partito di maggioranza (i 5 Stelle) e di diverse associazioni. La più aggressiva è stata Confedilizia che riunisce i proprietari di case e che ha parlato subito di “manovra deludente, bonus edilizi decimati” tanto per andare al sodo.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa ha definito carico da undici “l’eliminazione – per tutti gli incentivi escluso quel che resta del superbonus – del meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito, creato proprio per agevolare l’utilizzo delle detrazioni, specie da parte delle famiglie a basso reddito”. Per concludere con un tombale “L’effetto di queste novità è facile da prevedere: in futuro meno cantieri e meno lavoro, oggi rischio paralisi per gli interventi programmati o già avviati”.

Le bordate di CNA e Confartigianato

Il presidente di CNA, Daniele Vaccarino ha bollato così la bozza del ddl: “la forte limitazione del Superbonus 110%, la riduzione del bonus facciate e, elemento ancor più grave, la cancellazione della cessione del credito per i bonus del 65% e 50% mettono a rischio il positivo andamento del settore dell’edilizia che sta finalmente mostrando robusti segnali di ripresa dopo un lungo periodo di crisi. Inoltre, le nuove misure renderanno più complicato il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni, e di valorizzazione delle nostre città”.

Preoccupato anche il presidente di Confartigianato Marco Granelli per “il depotenziamento del superbonus 110% e dei bonus edilizia (compreso il bonus mobili) e riqualificazione energetica che sembra emergere dalle anticipazioni sui contenuti della manovra di bilancio all’esame del Consiglio dei Ministri, come pure la mancata proroga dello sconto in fattura e della cessione dei crediti diversi dal 110%. Eventuali ‘revisioni al ribasso’ di questi incentivi limiterebbero l’effetto anticiclico della misura stessa… In questa fase così delicata della nostra economia, è infatti essenziale dare certezze agli imprenditori e ai cittadini nella programmazione degli interventi previsti””.

Tra le vive proteste anche quelle delle nostre associazioni di settore, di cui abbiamo dato ieri qui, e di tante altre associazioni.

Così ritornerebbero lo sconto e la cessione

Insomma, cannoni e siluri avrebbero convinto il MEF a riscrivere l’articolo 8 e “a fare macchina indietro e preparare un nuovo testo che fa sopravvivere le due opzioni alternative per tutta la nuova vita dei bonus: per un triennio, quindi, nel caso degli incentivi stabilizzati fino al 2024”. Sempre secondo il Sole.

Vedremo se queste anticipazioni saranno concrete. E in ogni caso il Parlamento è molto compatto nel sostenere i bonus edilizi. E pure i meccanismi finanziari come sconto in fattura e cessione del credito che hanno reso possibile l’accesso ai lavori edili a larghe fasce di popolazione.

 

a cura di Ennio Braicovich