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Sostenibilità degli edifici: focus su porte e finestre

Finestre, porte e facciate diventano i principali elementi costitutivi della transizione energetica e dell’uso consapevole delle risorse.

Come parte integrante dell’involucro edilizio, le finestre, porte e facciate costituiscono un elemento chiave della sostenibilità degli edifici. Per questo motivo, l’impatto ambientale dei singoli prodotti è sempre più al centro dell’attenzione.

Per potere valutare l’impatto ambientale è necessario considerare l’intero ciclo di vita dei prodotti. Il ciclo di vita viene a sua volta analizzato e valutato in base a una varietà di criteri. Oggigiorno, a causa del gran numero di parametri e impatti ambientali di cui tenere conto, per i consumatori e i decision-maker è diventato molto difficile selezionare il prodotto giusto per la rispettiva applicazione.

D’altra parte, i cambiamenti climatici stanno portando sempre più eventi meteorologici estremi come ondate di calore, precipitazioni torrenziali con inondazioni, forti venti e grandine. Di conseguenza non è più sufficiente ricorrere a prodotti da costruzione efficienti e sostenibili dal punto di vista energetico, ma occorre anche proteggere gli elementi costruttivi dell’involucro edilizio da eventi meteorologici sempre più estremi: oltre alla sostenibilità dei prodotti, si tratta anche di proteggere la vita, la salute e i beni delle persone.

Definizione di sostenibilità

La sostenibilità in senso ecologico viene comunemente descritta come lo sfruttamento delle risorse nella misura in cui ciò può essere tollerato dalla natura. In pratica, il fine è quello raggiungere gli obiettivi ambientali, economici e sociali (ovverosia i tre pilastri della sostenibilità) in maniera equilibrata.

Il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) come base a livello comunitario europeo per il commercio e la valutazione dei prodotti da costruzione, prevede anche una valutazione degli aspetti della sostenibilità sotto forma di Dichiarazione ambientale di prodotto (EPD – Environmental Product Declaration).

In Germania, la materia è regolata dalla legge sull’energia degli edifici (GEG), dalla legge sulla valutazione dell’impatto ambientale, dalla legge federale sulla protezione del suolo, dalla legge sulla gestione del ciclo chiuso delle sostanze, dal codice edilizio e dalla direttiva per l’attuazione dei progetti di costruzione.

Tutte queste norme richiedono che i progetti edilizi siano pianificati e realizzati nel modo più ecologico e rispettoso delle risorse possibile.

Di pari passo cresce l’importanza dei sistemi di certificazione per l’edilizia sostenibile (LEED, BREEAM oltre che BNB, DGNB). I sistemi di certificazione della sostenibilità richiedono ai produttori di fornire informazioni sul prodotto in ossequio ai criteri fissati per valutare la sostenibilità durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

Per esempio, per i sistemi di certificazione degli edifici, l’impatto ambientale viene determinato nell’ambito di una dichiarazione EPD in base alle norme EN ISO 14025 ed EN 15804. Ai fini della dichiarazione EPD, è necessario produrre un documento chiamato regole di categoria di prodotto (PCR – Product Category Rule) e un’analisi del ciclo di vita (LCA).

Le regole PCR definiscono le condizioni e le procedure quadro per i vari gruppi di prodotti, mentre l’analisi LCA registra e analizza i flussi di materiali ed energia relativi al prodotto durante l’intero ciclo di vita e, inoltre, quantifica l’impatto ambientale.

Sostenibilità durante l’uso

La dichiarazione EPD contiene informazioni obbligatorie sulle fasi di produzione e di riutilizzo del prodotto. Sono invece facoltative le informazioni riguardanti la costruzione e l’uso, per raggiungere la sostenibilità degli edifici.

Spesso in passato è stata trascurata una proprietà particolarmente importante degli elementi costruttivi trasparenti, gli unici nell’involucro edilizio con la proprietà intrinseca di generare energia in modo passivo. Se progettati in modo corretto, nella stagione fredda da ottobre ad aprile essi possono assicurare un guadagno solare maggiore delle perdite di trasmissione. Quindi nella fase di utilizzo gli elementi costruttivi trasparenti sono neutri dal punto di vista energetico. Naturalmente, questo ha un effetto positivo sulla sostenibilità dei prodotti che li contengono.

Ulteriori fattori che favoriscono la sostenibilità degli edifici sono la manutenzione e la cura del prodotto nonché l’intercambiabilità degli elementi costruttivi, in quanto consentono di prolungare il ciclo di vita del prodotto. La facilità di disassemblaggio e la riciclabilità dei materiali comporta inoltre dei crediti a fine vita, contribuendo ulteriormente alla sostenibilità del prodotto. Di conseguenza, è importante pianificare il riciclo già nella fase di sviluppo del prodotto. I dati necessari e le informazioni per il corretto riciclo sono riportati nella EPD che viene consegnata al proprietario dell’edificio unitamente al prodotto.

Questi dati aiutano nella gestione della struttura durante l’uso, le conversioni o la demolizione. L’importanza delle informazioni sui materiali e sui componenti costruttivi nel riutilizzo o nel riciclo del prodotto è dimostrata dal problema dell’amianto o del legno trattato e dei ritardanti di fiamma presenti nei prodotti.

Se durante il disassemblaggio è possibile dimostrare che il prodotto non contiene sostanze pericolose, diventa possibile uno smaltimento economico o la reintroduzione del materiale nel circuito del riciclo.

Qual è il prodotto più adatto per la sostenibilità degli edifici?

I progettisti, gli enti appaltatori e i costruttori si trovano spesso di fronte alla questione di come individuare il prodotto in grado di offrire la soluzione più sostenibile nell’ambito del progetto edilizio.

Le dichiarazioni EPD dei produttori non danno risposte univoche su cui basare una scelta corretta. La moltitudine di parametri da considerare porta confusione piuttosto che offrire una solida base per il processo decisionale. La valutazione della sostenibilità attualmente avviene solo nell’ambito della certificazione dell’edificio. A questo punto, tuttavia, la decisione di utilizzare un certo prodotto piuttosto che un altro, come per esempio una data finestra, una porta o una facciata, è già stata presa e il prodotto è ormai installato nell’edificio.

Per ovviare a questa carenza, è necessaria una procedura di certificazione a livello di prodotto che renda confrontabili le corrispondenti prestazioni di sostenibilità. Oltre alle fasi di produzione e del riutilizzo, riportate nell’EPD, dovrebbero quindi essere prese in considerazione anche le fasi di costruzione e uso. A tal fine, occorrerebbe tenere conto di aspetti come il guadagno solare, la manutenzione e la durata del prodotto. Tuttavia, attualmente mancano ancora i criteri di valutazione che descrivano l’impatto ambientale.

Un prodotto sostenibile consuma poche risorse, ha un limitato contenuto di energia grigia, è efficiente dal punto di vista energetico nell’uso, evita il surriscaldamento dei locali interni in estate causato delle radiazioni solari e può essere riciclato a fine vita nel modo più pulito possibile.

Un’etichetta di sostenibilità a livello di prodotto dovrebbe rendere visibili i vantaggi degli elementi costruttivi trasparenti rispetto all’involucro opaco dell’edificio, e potrebbe quindi essere utilizzata efficacemente anche come strumento di marketing.

a cura di Prof Jörn P. Lass, ift Rosenheim