Normativa

UNI 7697. Broglio, Confartigianato: Non si è ottenuto molto,tuttavia..

Un serramentista normatore analizza i risultati della riunione del GL Vetro Piano UNI del 14 luglio scorso che ha posto in revisione la revisione della norma

Il 14 luglio scorso si è riunito il Gruppo di Lavoro GL Vetro Piano dell’UNI per discutere dei problemi emersi con la pubblicazione della norma UNI 7697:2014 sui criteri di sicurezza nelle applicazione vetrarie in edilizia.
I problemi erano di doppio ordine: legali (contrattuali, nella fattispecie) e tecnici. Ne abbiamo scritto a iosa su queste pagine (vedi news).

Tra i partecipanti invitati da UNI al GL v’era Samuele Broglio, produttore di serramenti e rappresentante per la normativa italiana e europea di Confartigianato. Qui il lettore troverà una analisi dei risultati della riunione del 14 luglio vista con gli occhi del rappresentante di una categoria che ha potuto dire la sua in maniera molto limitata su una norma che riguarda al 90% prodotti dell’area serramenti, facciate e affini.


UNI 7697:  una riunione molto accesa….

Effettivamente è stata una riunione molto accesa, che in alcuni casi ha pesantemente sconfinato nel cattivo gusto soprattutto quando qualche soggetto presente si è permesso addirittura battute di stampo antisemita-revisionista. Comunque tant’è, quando si toccano gli interessi e gli orgogli personali vi sono persone che travalicano i confini e quindi, a cose fatte, non si può fare altro che cercare di dimenticare.
Omettendo la parte umana che, alle aziende, non può e non deve interessare, certamente dal punto di vista tecnico qualcosa si è ottenuto, anche se a mio avviso non è stato molto.

In prima analisi la decisione di procedere ad un’immediata revisione non può essere considerata altro che positivamente in quanto certi punti andavano chiariti, primo fra tutti quello relativo all’obbligo di utilizzo di vetri temperati HST all’esterno al di sopra dei 4 metri dal piano di campagna.
Certamente si potrà dire che già la versione oggi in vigore non contiene obblighi per i serramenti e per i vetri intelaiati in genere, ma se le interpretazioni del paragrafo relativo, espresse da soggetti sì esterni alla commissione vetro ma dotati di indubbia competenza in materia normativa, hanno presentato parecchie divergenze potrebbe anche significare che lo stesso necessitasse di una riscrittura tale da portare a letture univoche.

Anche il completamento delle tabelle 1 e 2 è apprezzabile in quanto una norma che ha risvolti pesanti sulla sicurezza, e quindi evidentemente anche penali, non può dare adito a dubbi, in quanto se è vero che le norme devono essere lette ed applicate e non interpretate (in questo concordo in pieno con il coordinatore Mario Boschi) ne consegue che il testo deve essere contraddistinto dalla massima chiarezza.
Per quanto riguarda poi le modalità di gestione del “periodo di transizione” , con le problematiche connesse ai contratti già in essere alla data del 22 maggio e quindi stipulati nel rispetto della vecchia versione della 7697, si è fatto il massimo di ciò che si poteva fare senza procedere al ritiro della norma durante il periodo di revisione, opzione avanzata dal Gruppo Serramenti ma sulla quale, per varie ragioni, la Commissione Vetro ha espresso la sua totale contrarietà.

La pubblicazione di una nuova versione della norma nella quale si preveda una sorta di “validità limitata” relativamente ai contratti già in essere alla data di entrata in vigore della UNI 7697:2014, per un periodo che mi pare fosse stato fissato in 6 mesi (se poi si decidesse di estenderlo ad un anno, da rappresentante sindacale delle piccole aziende produttrici di serramenti non piangerei di certo), non servirà certamente come difesa totale in caso di contenziosi legali, ma potrà quantomeno servire ad ingenerare sia nel CTU che nel Giudice il dubbio che lo stesso Ente Normatore abbia considerato necessario tutelare nel contempo sia gli aspetti legati alla sicurezza sia i vincoli pregressi derivanti dai contratti stipulati dalle aziende portando quindi, si spera, a giudizi più moderati qualora ci si trovi in presenza di questi casi.

Certamente continuo a considerare illogico l’obbligo di installare una lastra stratificata di sicurezza anche su vetricamera di piccole dimensioni posati su finestre , quindi completamente intelaiati, e posti sopra al metro dal piano pavimento finito; questa è la mia opinione, e la mancanza di statistiche che premettano di definire quanto siano frequenti incidenti legati a questa tipologia di vetrature fa sì che, al di là di ogni presa di posizione demagogica, la stessa rimanga inalterata in quanto non mi risulta possibile convincermi, smentendo la mia esperienza personale, del fatto che tale rischio sia veramente esistente e richieda quindi un intervento normativo in tal senso.

Comunque la norma c’è e quindi la si dovrà applicare; certamente il mio dissenso, espresso nel rispetto del diritto di opinione dovuto ad ogni libero cittadino, non comporta una mia opposizione alla messa in pratica della 7697 che sarebbe illogica oltre che dannosa.

Rimane, poco o tanto, il problema della gestione dei contratti pregressi che il nuovo testo sanerà solo in parte. A mio avviso, soprattutto in futuro, sarà necessario che UNI accetti il fatto che ormai non tutte le norme emanate sono da considerare volontarie (stante il Codice al Consumo, soprattutto quelle legate alla sicurezza in uso), e che quindi potrebbe essere necessario introdurre nei regolamenti dell’Ente l’esistenza di un periodo di coesistenza modellato sulla falsa riga di quello già oggi operativo per le norme armonizzate europee.

Samuele Broglio, Confartigianato