Secondo l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nella seconda parte del 2025 i canoni di locazione hanno continuato a crescere, ma con un ritmo più contenuto rispetto ai semestri precedenti. La domanda è rimasta elevata, sostenuta anche dagli studenti universitari, mentre l’offerta di case in affitto si è confermata limitata
Il mercato degli affitti in Italia ha mostrato nella seconda parte del 2025 un aumento dei canoni, pur con segnali di rallentamento rispetto alla fase di crescita più intensa degli anni precedenti. Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, i monolocali hanno registrato un incremento del 2,2%, i bilocali del 2,3% e i trilocali del 2,2%.
La domanda di immobili in locazione è rimasta elevata. A sostenerla hanno contribuito le difficoltà di accesso al credito, la scelta di non acquistare casa e gli spostamenti legati a lavoro e studio. Il mercato si è quindi mantenuto dinamico, ma all’interno di un contesto in cui l’offerta disponibile non è riuscita a rispondere pienamente alle richieste.
Grandi città e capoluoghi di provincia
Nel secondo semestre 2025 Milano e Bologna hanno registrato una flessione dei valori. A Milano, dove i canoni avevano raggiunto livelli elevati, un monolocale si attestava mediamente a 840 euro al mese, un bilocale a 1.130 euro e un trilocale a 1.525 euro. Genova e Palermo hanno invece evidenziato gli aumenti più significativi tra le città analizzate.
Anche nei capoluoghi di provincia gli affitti sono risultati in crescita, con un andamento più moderato rispetto al semestre precedente. I monolocali sono aumentati dell’1,9%, i bilocali del 2,7% e i trilocali del 2,4%. Il quadro ha confermato un mercato ancora sostenuto, ma meno accelerato rispetto agli anni passati.
Studenti e offerta limitata
La domanda legata agli studenti universitari è cresciuta, raggiungendo il 14,1% dei contratti rispetto all’11,1% rilevato un anno prima. Le locazioni per scelta abitativa sono rimaste la quota principale, pari al 59,3%, ma hanno segnato una lieve diminuzione rispetto al 2024. I contratti a canone libero sono saliti al 39,5%, mentre quelli transitori sono rimasti stabili al 33,4%.
L’offerta di immobili in affitto si è confermata insufficiente. Una parte dei proprietari ha preferito non immettere le abitazioni sul mercato per timore di morosità, mentre nelle località con forte presenza turistica gli affitti brevi hanno continuato a ridurre la disponibilità per la locazione residenziale. Nelle grandi città i tempi medi di locazione sono saliti a 34 giorni, contro i 31 dell’anno precedente, segnale di un mercato ancora attivo ma più selettivo.

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