Il Piano sociale per il clima approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto, punta ad aiutare le microimprese a sostenere i costi della transizione ecologica
Sostenere famiglie e microimprese nell’affrontare i costi della decarbonizzazione e del nuovo sistema europeo di tassazione delle emissioni di CO2 (Ets2), che colpirà i settori del riscaldamento degli edifici e dei trasporti su strada. È questo l’obiettivo del Piano sociale per il clima, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto nel periodo 2026-2028 per attingere ai fondi europei del Fondo Sociale per il Clima e finanziato con 9,3 miliardi di euro (7 miliardi dal fondo UE).
Tra le misure più rilevanti figurano anche i contributi destinati alle microimprese vulnerabili, definite come aziende con meno di dieci dipendenti e fatturato o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Si tratta di realtà particolarmente penalizzate dal rincaro dell’energia e spesso prive delle risorse necessarie per investire nella riqualificazione degli immobili o nel rinnovo dei mezzi aziendali. Per questi soggetti sono previsti incentivi che possono coprire dal 65% fino al 100% delle spese ammissibili per interventi di efficientamento energetico. Le agevolazioni riguardano opere di riqualificazione degli edifici, installazione di impianti fotovoltaici, integrazione con pompe di calore e sostituzione di sistemi di climatizzazione alimentati da fonti fossili. Priorità sarà data agli immobili con le prestazioni energetiche peggiori e alle imprese caratterizzate da un’elevata incidenza dei costi energetici sul fatturato. Gli interventi dovranno garantire un miglioramento significativo dell’efficienza energetica, pari ad almeno il 30%.
Per rendere più sostenibile la transizione ecologica, evitando che i nuovi costi del carbonio ricadano sulle microimprese svantaggiate, il Piano Sociale per il Clima dedica inoltre particolare attenzione alla mobilità sostenibile. Le microimprese operanti nella logistica dell’ultimo miglio potranno accedere a incentivi per l’acquisto, il leasing o il noleggio a lungo termine di veicoli a basse o zero emissioni. Gli aiuti contribuiranno a rinnovare le flotte aziendali e a ridurre l’impatto dei maggiori costi di carburanti ed emissioni.
Durante l’autunno il documento verrà trasmesso alla Commissione Europea per la convalida e l’esame finale propedeutico allo sblocco delle risorse. L’intera attuazione si svilupperà lungo l’orizzonte temporale 2026-2032.
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