Economia

Credito al consumo. Piano B dopo lo stop allo sconto in fattura?

Sparito lo sconto in fattura per i piccoli lavori di efficientamento energetico (rimane sopra i 200 000€) i produttori stanno aguzzando l’ingegno per favorire al massimo l’utente finale intenzionato a effettuare i lavori ma senza investire troppe risorse economiche

Sarà il credito al consumo a ridare slancio ai lavori di efficienza energetica dopo lo stop allo sconto in fattura decretato dal Parlamento? Come arcinoto, il comma 70 della Legge di Bilancio ha decretato il depotenziamento dello sconto in fattura immediato confinandolo ai lavori di efficientamento energetico di primo livello ex DM 26 giugno 2015 di un valore superiore o uguale a 200 mila euro. Una soglia molto alta, forse troppo, ma tale in ogni caso da disattivare la rabbia di artigiani e piccole e medie imprese.

Tuttavia, involontario merito del tanto detestato articolo 10 è stato quello di rilanciare alla grande il tema dell’aiuto finanziario al consumatore. Sparito lo sconto in fattura per i piccoli lavori di efficientamento energetico i produttori stanno aguzzando l’ingegno per favorire al massimo l’utente finale intenzionato a effettuare i lavori ma senza investire troppe risorse economiche. Il piano B appare essere il ricorso al credito al consumo, formula antica (del tipo “mi paghi a rate” che si usa ancora) ma vestita di panni moderni con poderose finanziarie che oggi arrivano a dare un credito al consumo esteso perfino su 10 anni. Mai visto in precedenza salvo che per i mutui casa. IL costo basso del denaro agevola come non mai queste operazioni.

Un esempio di piano B di ricorso al credito al consumo è quello elaborato (e pubblicato sul sito aziendale il 18 dicembre 2019) da Viessmann, produttore tedesco di primo piano nei sistemi di riscaldamento e condizionamento per la casa, gli uffici, l’azienda e l’industria.

Come prima opzione al consumatore finale e all’installatore il produttore segnala che fino al 31 dicembre di quest’anno lo sconto immediato in fattura è ancora valido “se accetti il preventivo, ricevi e saldi la fattura dell’installatore con bonifico “agevolazione fiscale” entro il 31.12.2019”. Mancano pochissimi giorni e ti puoi portare a casa una gamma molto ampia di prodotti che godono una detrazione del 50% e del 65%.

Tra quelli al 65% citiamo “impianti di riscaldamento esistenti con sistemi dotati di caldaia a condensazione in abbinamento a sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI e VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02 – pannelli solari per la produzione di acqua calda- pompe di calore – dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative – impianti di climatizzazione invernale con sistemi ibridi (caldaia a condensazione + pompa di calore) – microcogeneratori (fino a 50 kWel) in sostituzione di impianti esistenti, fino a un tetto massimo di detrazione di 100.000 €”. Da portarsi a casa con lo sconto immediato in fattura del 65%. Un’offerta che probabilmente qualche lettore troverà irresistibile.

Piano B: Detrazioni fiscali in 10 anni e finanziamento con il credito al consumo

Viessmann segnala di aver siglato accordi con importanti società di credito al consumo (es. Fiditalia) per finanziare la sostituzione della vecchia caldaia attraverso la rateizzazione in 10 anni, quindi 120 rate, del pagamento della quota oggetto di detrazione, o eventualmente della somma totale dell’investimento. Il produttore propone il caso concreto di una abitazione in provincia di Milano di 100 mq in cui abitano 4 persone, con un consumo di gas 1.300 mc/anno (circa 1.150€/anno) utilizzato per una caldaia a gas tradizionale da 35 kW con riscaldamento a radiatori. Il preventivo contempla un costo di intervento di 5.000 € mantenendo il circuito a radiatori e installando una caldaia a condensazione, che gode dell’ecobonus al 65% con le detrazioni fiscali su 10 anni.

L’accordo con Fiditalia prevede la dilazione del pagamento in 10 anni (120 rate) con importo della singola rata di 61,00 € (Tan: 8,13% – Taeg: 9,23%). E qui viene il bello stando a quello che scrive il produttore: “Questa rata, se confrontata con il risparmio mensile dato dalla somma tra detrazioni fiscali e risparmio energetico generato dalla nuova caldaia (circa 55 €), permette di capire come la famiglia sta eseguendo un intervento di efficientamento sostenendo per 10 anni una spesa netta di circa 5 € mese”.

L’esempio potrebbe essere benissimo preso a presto da un produttore di serramenti per valutare nel caso di un’abitazione monofamiliare (è più complesso per un’abitazione in condominio salvo se con riscaldamento autonomo). Qualcuno già da tempo sul proprio sito propone il calcolo del risparmio energetico ottenuto sostituendo i vecchi serramenti.
Oltre a Fiditalia, propone rateizzazioni su 10 anni anche Agos che vanta tassi molto interessanti mentre Findomestic rateizza al massimo su 9 anni.
Per Agos 10 mila euro di finanziamento su 10 anni significano 120 rate da 109,89 euro con Tan 5,78% e Taeg 6,42%.
Per Findomestic la stessa cifra ma su 9 anni significa una rata mensile di 123,70€ 6,73 % con Tan fisso del 6,73% e Taeg fisso del 6,94%.

Esistono banche locali che riescono a offrire condizioni leggermente migliori di quelle citate.

Conclusione. Il serramentista e il rivenditore devono agevolare al massimo il cliente finale. Il credito al consumo è una forma moderna di finanziamento non solo del cliente finale ma anche della propria azienda. Del resto è noto che molti rivenditori e produttori di serramenti per la propria flotta aziendale (e magari personale) ricorrono tranquillamente al credito al consumo ma non offrono questo stesso servizio ai propri clienti. E’ una specie di discrasia mentale. Non c’è nulla di difficile. Si tratta solo di organizzarsi adeguatamente in merito.

Immagine in alto: doc. Viessmann

a cura di Ennio Braicovich

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