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Detrazioni fiscali 65% ed efficienza energetica. Mozione senatori PD: “Stabilizzare ed estendere l’agevolazione fiscale”

Proposta l’estensione delle detrazioni anche per l’edilizia residenziale pubblica, per gli edifici interi e quelli nuovi a energia quasi zero e zero. Invito anche a un maggior impegno sul fronte della comunicazione.

Iniziano le grandi manovre in vista della discussione parlamentare d’autunno sulla legge finanziaria 2016. Oggi fa discutere la mozione di un nutrito gruppo di senatori del Partito Democratico che vuole impegnare il Governo in maniera più decisa sul fronte dell’efficientamento energetico del nostro patrimonio immobiliare.
La mozione è stata presentata il 23 luglio dal senatore Salvatore Tomaselli, primo firmatario, e dai colleghi Caleo, Dalla Zuanna, Astorre, Cuomo, Fabbri, Fissore, Giacobbe, Lanzillotta, Mirabelli, Morgoni, Puppato, Scalia, Sollo, Vaccari, Valdinosi.

Al punto numero uno della proposta vi è il “dare stabilità, a decorrere dall’anno 2016, all’agevolazione fiscale del 65 per cento prevista per la riqualificazione energetica degli edifici”. Come noto, le detrazioni cesseranno il 31 dicembre 2015 e attualmente non è prevista alcuna proroga. Molto interessante è anche la proposta di rimodulare i tempi di detrazione, ora di 10 anni, in funzione dell’ammontare della spesa in modo da favorire i microinterventi di risparmio energetico. Ottima anche l’idea di promuovere “in maniera diffusa ed ancora più incisiva su tutti i media” le regole per ottenere le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

Ma vi è di più nella mozione ed è l’invito al Governo di inserire le agevolazioni per il risparmio energetico “all’interno del complessivo quadro normativo in materia di agevolazioni fiscali, avendo cura di garantire, in ogni caso, un effettivo vantaggio agli interventi volti alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, tenendo fermo, a tal fine, l’attuale parametro normativo che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra la predetta agevolazione fiscale (“ecobonus”) e quella riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione edilizia”.

Inoltre occorrerebbe “estendere l’applicazione dell’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici, includendo in via permanente nell’elenco degli interventi per i quali è possibile godere di tale agevolazione fiscale i seguenti: la riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di edifici di proprietà di onlus, la riqualificazione energetica di edifici interi, il consolidamento antisismico degli edifici ricadenti in aree a rischio sismico, il consolidamento antisismico dei beni immobili strumentali, ivi comprese le strutture alberghiere e ricettive in generale”.

Infine “estendere l’applicazione dell’agevolazione alla costruzione di edifici nuovi, nel caso siano rigorosamente seguiti criteri di bio-edilizia o a energia zero o quasi-zero”.
Tutti i punti appaiono largamente condivisibili. Anzi, ci sembra di essere di fronte a un forte desiderio di premere sull’acceleratore sulla strada dell’efficientamento energetico del paese, anche per porre, come sottolineano i firmatari della mozione, “argine alla crisi del settore edilizio, che ha perso più di 700.000 posti di lavoro”.