La disponibilità di spesa degli acquirenti immobiliari italiani continua a concentrarsi nelle fasce di budget più contenute, ma l'aumento dei prezzi delle abitazioni sta favorendo una graduale crescita delle richieste nelle categorie di spesa superiori. L'analisi dell'Ufficio Studi Tecnocasa evidenzia le principali differenze tra grandi città e capoluoghi di regione
La disponibilità di spesa degli acquirenti nelle grandi città italiane si concentra prevalentemente sotto i 250 mila euro. Tuttavia, il progressivo aumento dei prezzi delle abitazioni sta riducendo il peso di questa fascia e spingendo una parte della domanda verso budget più elevati. Il fenomeno riflette l’evoluzione del mercato immobiliare e la necessità per molte famiglie di incrementare il proprio investimento per acquistare un’abitazione.
Aumento dei prezzi nelle grandi città
L’andamento della disponibilità di spesa è strettamente collegato ai valori immobiliari registrati nei principali centri urbani. Milano e Roma mostrano una crescente concentrazione di richieste nelle fasce comprese tra 250 e 349 mila euro, mentre Bari si distingue per uno degli incrementi più significativi dei prezzi e per la crescita della domanda nelle categorie di spesa superiori. Questi dati confermano come il mercato stia progressivamente modificando le capacità di acquisto dei potenziali compratori.
La disponibilità di spesa nei capoluoghi di regione
Nei capoluoghi di regione che non rientrano tra le grandi città, la disponibilità di spesa rimane maggiormente orientata verso budget contenuti. Una quota significativa di acquirenti dichiara infatti una capacità di acquisto inferiore a 119 mila euro, con punte particolarmente elevate in realtà come Campobasso. Il confronto con le grandi città evidenzia come la disponibilità economica e i prezzi degli immobili continuino a determinare profonde differenze tra i mercati locali italiani.

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