Attualità

Lombardia e trasmittanze termiche. Mangione, SPI: “Onore e merito a Unicmi, ma sono troppe le associazioni del settore serramenti”
 

“Da inguaribile idealista, non posso tollerare un provvedimento chiaramente iniquo” ma "in Italia, anziché fare un'unica associazione dei produttori italiani,  ci dividiamo e poi ci ridividiamo  in mille rivoli e poi arriviamo alla scissione atomica!"

La notizia del rinvio al 2017 da parte di Regione Lombardia dei valori più severi di trasmittanza termica per i serramenti nei casi di riqualificazione energetica (vedi news) ha innescato un vivace di battito nonché qualche inevitabile strascico polemico. Qui interviene il produttore di infissi Francesco Mangione che parte dalla notizia del rinvio ma allarga le sue riflessioni sulla tutela del settore serramenti affidata oggi a troppe associazioni. Condividendo pienamente la conclusione di queste riflessioni riportiamo qui di seguito il suo intervento. (eb)


Sabato Unicmi ha diramato la notizia relativa al “ravvedimento” della regione Lombardia.

Evviva, ecco la prova provata di come “una” associazione di categoria, può preservare gli associati da una imposizione palesemente iniqua.

Nel caso di specie, vengono tutelati anche quei consumatori che, nella necessità di sostituire i serramenti in un alloggio realizzato negli anni passati, con metodi e materiali costruttivi  dell'epoca, non  avrebbero alcun beneficio nell'installare dei serramenti iper performanti. Paradossalmente ne avrebbero uno svantaggio dato dalla formazione di muffe e condensa all'interno dell'alloggio medesimo.

Mi sembra giusto dare onore e merito all'Unicmi ed al suo direttore Pietro Gimelli per essersi battuti come leoni a tutela dei propri associati.

Chi scrive, avendo più volte fatto degli interventi contro le improvvide decisioni della Regione Lombardia, potrebbe apparire come colui che svolge  attività  pro domus propria!

Vorrei chiarire che la mia società produce per il 40% serramenti in pvc, per il 35% finestre in alluminio/legno (già compatibili con il fattore Uw=1,4 W/m2K), per il 15% oscuranti in allumino e per il 10% serramenti in solo alluminio.

Di questo 10%, il 20% va in Lombardia ma alla fine diventa il 2% (due) del fatturato globale della mia impresa.

Fatta questa premessa, non avrei dovuto preoccuparmene più di tanto. Anzi avrei dovuto “gioire “. Eppure da inguaribile idealista, non posso tollerare un provvedimento chiaramente iniquo.

Ancor più sciocco sarebbe trarre esaltazione da un provvedimento che avvantaggia una tecnologia e/o un materiale a svantaggio di altri.

Come ho avuto occasione di affermare all' assemblea di Anfit, dare plauso oggi ad una norma iniqua significa aprire un'autostrada a chi vorrebbe un domani porre in essere una in contrapposizione , ad esempio :

  • La parte opaca di un serramento non deve superare il 20% del vano finestra! (In tal modo si potrebbero fare solo serramenti in acciaio), oppure
  • Nei centri storici possono essere installati solo serramenti in legno, o ancora
  • I serramenti e le vetrine dei locali commerciali devono essere solo in alluminio anodizzato ecc. ecc.

Insomma, deve essere il mercato l'unico sovrano nella scelta dei prodotti, nel rispetto delle norme vigenti.

Certo che sarebbe cosa giusta e saggia che ogni categoria di imprenditori fosse rappresentata da una sola associazione, questo è' il motivo per il quale, non senza polemiche, ho abbandonato negli anni passati  la Uncsaal (oggi Unicmi).

Ricordo qui le dichiarazioni di Filippo Piccone, titolare di Korus oltre che deputato al parlamento Italiano, sempre all'assemblea di Anfit :

“Alla regione Lombardia da un lato sentono Gimelli di Unicmi che li accusa di scelte scriteriate e dall'altro l'Anfit che plaude la medesima scelta!”

Insomma , io aggiungo che Mao diceva: “marciare divisi per colpire uniti”. Nel caso di specie si potrebbe coniare il detto : Marciare divisi per colpire ad “minchiam”!  Mi scuso per il francesismo.

Oggi ci sono 4/5 associazioni che rappresentano i produttori di serramenti che qualche volta si azzuffano come i capponi di Renzo!

“E nel mentre a Roma si discute , Sagunto viene espugnata!”

Mi riferisco, ad esempio,  ai circa 70 mila serramenti in PVC prodotti da un'impresa bulgara è arrivati  in Italia. Ebbene ne ho comprato uno e  l'ho sezionato, risultato :

Profili in PVC di infima qualità, rinforzi in ferro dello spessore da un “millimetro”, profilo di inversione di battuta privo di rinforzo in ferro,  scontri di chiusura in plastica, catenacci sull'anta semifissa al posto di asta a leva, cerniere senza perni di ancoraggio, assenza di apertura per microareazione e sopratutto VETRI NON A NORMA!

Nel frattempo, in Italia, anziché fare un'unica associazione dei produttori italiani,  ci dividiamo e poi ci ridividiamo  in mille rivoli e poi arriviamo alla scissione atomica!

Mi premeva sottolineare tutto ciò dopo aver dato, giustamente , onore e merito ad Unicmi e Pietro Gimelli!

Francesco Mangione