Grandi vetrate, scorrevoli di 12 metri, angoli senza montante e finestre triangolari caratterizzano una villa di nuova costruzione a Milano Marittima. Un progetto che evidenzia il ruolo della progettazione e della posa nella realizzazione di serramenti dalle geometrie complesse, anche in presenza di condizioni ambientali impegnative
In questo articolo di ottobre di “Raccontare i Cantieri” William Bisacchi (serramentista con oltre 30 anni di esperienza) ci parla di serramenti su misura.
La realizzazione di serramenti su misura assume particolare complessità quando il progetto architettonico prevede grandi superfici vetrate, configurazioni geometriche non standard e soluzioni che richiedono un’integrazione precisa con le strutture dell’edificio. È il caso di una villa monofamiliare di nuova costruzione a Milano Marittima.
Il progetto comprende scorrevoli tutt’altezza, vetrate a forma di U e di L, angoli a 90 gradi senza montante, soglie a filo pavimento e finestre triangolari. Elementi che hanno richiesto uno studio specifico dei nodi costruttivi, delle modalità di installazione e della sequenza di montaggio.
A queste esigenze si aggiungono le condizioni ambientali della località costiera, caratterizzata dalla presenza di salsedine e umidità. Per i profili in alluminio è stata scelta una finitura ottenuta mediante ossidazione anodica, mentre la progettazione dei controtelai e dei giunti di posa ha posto particolare attenzione all’isolamento e alla riduzione dei ponti termici, secondo i principi della norma UNI 11673-1.
Serramenti su misura tra grandi dimensioni e nodi di posa
Uno degli aspetti più articolati del progetto riguarda le vetrate scorrevoli, alcune delle quali raggiungono una lunghezza complessiva di 12 metri. La richiesta di eliminare le barriere architettoniche ha portato all’adozione di soglie a filo pavimento, realizzate mediante vasche in acciaio inox a taglio termico integrate nella pavimentazione.
Questi elementi svolgono una doppia funzione: accolgono le guide degli scorrevoli e consentono il drenaggio dell’acqua, attraverso un collegamento alla rete di scarico. La loro installazione richiede particolare precisione, poiché anche piccoli dislivelli possono compromettere il corretto scorrimento e l’allineamento delle ante.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dagli angoli vetrati a 90 gradi, soprattutto nelle configurazioni prive di montante. In questi punti il comportamento termico del sistema e la continuità delle sigillature richiedono verifiche specifiche. La scelta dei vetri, delle canaline distanziatrici e dei sigillanti strutturali deve tenere conto sia delle prestazioni richieste sia dell’esposizione agli agenti atmosferici.
Tra le soluzioni realizzate figurano scorrevoli alti 2,7 metri, con una parte centrale apribile di 3,5 metri, affiancata da elementi fissi con angoli in vetro. Per definire queste configurazioni, non previste nei sistemi standard, sono stati utilizzati strumenti di progettazione CAD e software tridimensionali dedicati ai serramenti.
Lo studio preliminare ha riguardato anche la movimentazione e la posa delle lastre, condizionate dalla presenza di pilastri strutturali e da elementi incassati nella pavimentazione. In alcuni casi è stato necessario prevedere sequenze di montaggio specifiche per consentire l’inserimento dei vetri negli spazi disponibili.
Dalle finestre triangolari alla gestione degli imprevisti in cantiere
La complessità delle geometrie emerge anche nella realizzazione di alcune vetrate fisse a L, caratterizzate da segmenti di 1,9 e 4,5 metri senza montanti intermedi. La presenza di una colonna in acciaio in corrispondenza dell’angolo ha richiesto una procedura di posa dedicata, basata sulla rotazione della lastra durante il posizionamento.
Un altro episodio significativo riguarda due finestre triangolari, introdotte in seguito alla presenza di una trave diagonale in cemento armato, rilevata durante le verifiche in cantiere. La modifica ha reso necessario ripensare la geometria degli infissi, con conseguenze sulle lavorazioni del vetro, sul taglio dei profili e sulle operazioni di sigillatura.
La presenza di angoli particolarmente acuti ha richiesto attenzione sia nella produzione sia nella movimentazione delle lastre, evidenziando l’importanza del rilievo dimensionale prima della definizione esecutiva.
Il progetto ha interessato anche le schermature della zona notte, dove era prevista l’integrazione di tende oscuranti in vani finestra con sguinci esterni. La limitata profondità disponibile ha richiesto una soluzione compatta, in grado di contenere l’ingombro del sistema serramento e tenda, lasciando lo spazio necessario alla configurazione architettonica richiesta.
L’esperienza di Milano Marittima mette in evidenza come, nei progetti caratterizzati da geometrie non convenzionali, il lavoro del serramentista si estenda alla collaborazione con progettisti, strutturisti e altri operatori del cantiere. Il coordinamento delle diverse fasi, dalla verifica delle misure alla definizione dei dettagli di posa, diventa determinante per gestire correttamente le soluzioni fuori standard.
Per approfondire gli aspetti tecnici, le scelte progettuali e le soluzioni adottate in cantiere, leggi l’articolo completo di William Bisacchi nello sfogliabile di Nuova Finestra di ottobre 2026.
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