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Settore costruzioni: tra sviluppo e incertezze

La situazione politica globale influisce sul settore delle costruzioni: i rincari di energia e materie prime pesano sui cantieri, ma si sente ancora l’impulso del PNRR e l’edilizia continua a generare valore, con percentuali - in Italia - sopra la media europea

Il settore delle costruzioni attraversa una fase di transizione complessa, come evidenziato dal report “Dalla crisi del Golfo ai cantieri: la congiuntura nelle costruzioni” elaborato dall’Ufficio Studi e Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia.

L’analisi, presentata da Silvia Cellini dell’Ufficio Studi e da Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI nell’ambito di un webinar Anaepa Confartigianato Edilizia, mette in luce l’impatto della crisi nello Stretto di Hormuz sui costi energetici e delle materie prime, oltre alle dinamiche produttive, agli investimenti legati al PNRR e agli sviluppi del mercato immobiliare e dell’occupazione.

Le tensioni nell’area mediorientale hanno innescato rincari significativi dell’energia e delle forniture strategiche, incidendo sulle catene di approvvigionamento globali. Nonostante ciò, il settore beneficia ancora dell’impulso degli interventi finanziati dal PNRR.

Il report evidenzia che l’edilizia continua a generare valore. Nel primo trimestre 2026, il valore aggiunto cresce del 3,0% su base annua, superando nettamente la media europea (+0,2%). Anche il 2025 si è chiuso con un aumento della produzione delle costruzioni del 3,5%, contro il +2,3% della media UE. Tuttavia, emergono segnali di rallentamento: la produzione registra un incremento marginale (+0,1%) nei primi mesi del 2026 e gli investimenti, pur restando superiori all’anno precedente, evidenziano una flessione congiunturale dello 0,4%.

Sul fronte dei costi, prezzi di metalli e minerali segnano un aumento annuo del 39,3% a maggio 2026, mentre le imprese anticipano ulteriori rialzi nei listini. Inoltre, le aspettative sui programmi di costruzione tornano negative, segnando un cambiamento dopo cinque anni di crescita.

Il quadro dell’occupazione nelle costruzioni resta positivo. Nel 2025 gli occupati crescono del 4,7%, una variazione ampiamente superiore al +1,3% registrato nell’Unione europea e al +0,8% dell’occupazione complessiva italiana. Tuttavia, cresce la difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste. Oltre il 62% delle assunzioni risulta complesso, ben al di sopra della media nazionale.

Guardando oltre il 2026, dalle elaborazioni presentate nel report di Confartigianato, emergono priorità strategiche per il settore costruzioni: pianificazione di nuove infrastrutture, interventi per la sicurezza del territorio e programmi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Diventa inoltre cruciale definire un sistema stabile di incentivi fiscali per supportare la domanda.