Economia

Superbonus110 secondo Cuccu, produttore di infissi in pvc

Il serramentista Mauro Cuccu di Teikos (Cagliari) analizza gli articoli 119 e 121 del Decreto Rilancio: luci e ombre di una strategia che potrebbe dare una speranza Green alle nuove generazioni. Il rischio però è di “ vendere sardine allo stesso prezzo dell’aragosta” stando al decreto prezzi

Mauro Cuccu a capo di TeikosMauro Cuccu, a capo di Teikos, produttore di serramenti in pvc, di Assemini (Cagliari), analizza punto per punto gli articoli 119 e 121 del DL Rilancio su cui poggia il provvedimento del Superbonus 110%. Cuccu li esamina dalla sua angolatura di produttore di infissi ma anche di operatore dell’edilizia, che lo scorso anno fu probabilmente tra i primissimi, se non il primo, a praticare lo sconto in fattura e la cessione del credito secondo il tanto criticato articolo 10 del DL Crescita. Era il 4 agosto 2019 – ricorda Cuccu a Guidafinestra – pochi giorni dopo il rilascio del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che forniva le regole applicative della cessione del credito e dello sconto in fattura. Qui il suo intervento. (EB)


Il superbonus110pc per l’edilizia, riguardante riqualificazione energetica e adeguamento sismico, è sicuramente, a parer mio, è una grande opportunità per il nostro paese, che da una parte rimetterà in moto il settore, vero motore trainante della ns. economia, e dall’altra sarà una occasione irripetibile per eseguire una ristrutturazione a tutto tondo del patrimonio edilizio privato obsoleto e deteriorato. Alla fine dell’articolo ho riassunto le positività del provvedimento.

Tuttavia gli articoli 119 e 121 del DL Rilancio presentano, a mio avviso, alcune evidenti problematiche che qui evidenzio indossando i panni del serramentista e comunque di operatore dell’edilizia, per identificare alcune ombre e criticità che si annidano all’interno delle misure che il governo si appresta a varare.

Chi ha scritto il Superbonus110pc?

La mano che ha scritto la misura dell’Ecobonus al 110% è evidentemente la stessa che scrisse il tanto vituperato e criticato art. 10 previsto dal “Decreto Crescita 2019”, e che in qualche modo ha tracciato un solco innovativo per il settore dei serramenti e dell’edilizia in generale.
Sono stato uno dei pochi sostenitori dello sconto in fattura e non posso che vedere in modo positivo una misura come questa, ma poiché “il diavolo si annida nei dettagli”, il rischio che gli effetti vengano condizionati da scelte poco lungimiranti o peggio da tecnocrati, è elevatissimo.

Alcune criticità e potenziali ombre del Superbonus110pc

Livello di complessità dell’iter procedurale elevato;
responsabilità penale attribuita ai certificatori (es. Ape – Attestato prestazione energetica);
arco temporale limitato 2020-2021. Il forte interesse che la misura sta riscontrando sul mercato porterebbe a una impennata della domanda che si manifesterebbe in un ristretto lasso di tempo, con conseguente difficoltà di reperimento delle materie e prodotti necessari. Tal situazione provocherebbe l’innescarsi di azioni speculative a danno del cittadino e dello Stato;
– “criteri ambientali minimi”, i cosiddetti CAM richiamati al comma 1, lettera A, dell’articolo 119 del Decreto Rilancio. I materiali richiamati dal suddetto decreto richiedono l’impiego di materiali che per tipologia e quantità di componenti di riciclo utilizzato, nonché, le varie attestazioni e certificati richiesti, limiterebbero l’impatto della misura, in quanto attualmente le filiere produttive non sono in grado di garantire il rispetto di tali limiti. Si tratta per lo più, di prodotti ad alto costo e difficilmente reperibili sul mercato. Anche in questo caso potrebbero innescarsi azioni speculative;
la cessione del credito: argomento di estremo interesse, e quindi la tanto blasonata possibilità di ”ristrutturare senza spender soldi”, dipenderà anche dalle banche. Tenendo presente che la cessione alle banche è già possibile da tre anni per gli incapienti, e per i contribuenti ricadenti nella no tax area, non risulta che ci siano banche che abbiano mai attivato la procedura.

Certo che l’art. 121 non aiuta gli intermediari finanziari ad accettare senza pensieri la cessione del credito infatti al comma 6 testualmente dice “Il recupero dell’importo di cui al comma 5 è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario di cui al comma 1, fermo restando, in presenza di concorso nella violazione, oltre all’applicazione dell’articolo 9, comma 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, anche la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo di cui al comma 5 e dei relativi interessi

prezzi non certamente liberisti nella bozza di decreto di Ministero dello Sviluppo economico, MEF, Ambiente, Infrastrutture per quanto riguarda i serramenti con Ecobonus al 50%. I valori previsti sono al mq, uguali per tutte le tipologie di serramenti (pvc, legno e alluminio) comprensivi di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie.

E’ come vendere sardine allo stesso prezzo dell’aragosta

Vediamo il perché di questa metafora:
-sembra che chi ha previsto il prezzo comprensivo di Iva abbia scordato che in edilizia sono previste per le manutenzioni e ristrutturazioni diverse aliquote quali 10%, 10% con la limitazione dei beni significativi, 22%;
-comprendere la posa qualificata nei prezzi indicati sarà impossibile, si deve tornare alla posa “due viti, giro di silicone e via”?
aumento di 100 euro a mq per persiane, scuri e cassonetti con avvolgibili coibentati. Ricorderei per esempio che una persiana in PVC costa al mq quanto un serramento con vetro;
I prezzi proposti evidentemente non tengono conto di quanto incida l’isolamento acustico su un mq di vetro;
o usare il mq come unità di misura è quanto meno curioso e anacronistico, per prendere un felice esempio usato da un collega “è come vendere gli impianti di riscaldamento al chilo”:
i prezzi previsti dal nuovo decreto non tengono conto degli oneri finanziari derivanti dal finanziamento della cessione del credito al 50% dei serramenti, da recuperare in 10 anni, pari al 15/20pc del valore dei serramenti stessi.

Inizio lavori: il giorno della pubblicazione su GU il decreto entrerà in vigore, collegando le nuove disposizioni alla data di inizio lavori. Da una lettura restrittiva l’inizio lavori sembrerebbe intendersi come l’inizio fisico e non ad esempio dal ricevimento dell’acconto e dall’emissione della relativa fattura. Se fosse corretta questa interpretazione la legge avrebbe effetto retroattivo (vizio italico) e conseguentemente tutti i contratti sottoscritti precedentemente, anche con acconto ricevuto, rientrerebbero nelle nuove disposizioni. Il che significherebbe aprire un contezioso con i clienti in quanto i prezzi probabilmente non saranno più idonei a rispettare i parametri del decreto ministeriale.

Nonostante tutto ciò, il mio invito è lavorare insieme perché l’unica e visionaria misura post Covid-19 dia una speranza per il futuro e non si tramuti nel solito flop causato dal dirigismo e burocrazia.

Mauro Cuccu, Teikos

P.S:. Qui di seguito trovate alcune considerazioni di politica economica di Mauro Cuccu sul Superbonus 110%

Ci vuole una politica keynesiana sostenibile

La ripresa resiliente è l’unica strada per uscire in modo rapido ed efficace dagli effetti del Covid-19; attivare i mercati e conseguentemente le filiere produttive è l’unico modo di ripartire.
Solo dando priorità a politiche e strategie che creano valore economico e lavoro, stimolando la creazione di nuovi modelli socio-economici, imprenditoriali e organizzativi e soprattutto puntando su una nuova sostenibilità ambientale, si potranno rimarginare le ferite provocate dalla crisi.
Una politica keynesiana sostenibile è ciò che permetterà di offrire alle nuove generazioni un futuro diverso, dove impresa e lavoro siano in equilibrio con una visione green, atta a salvaguardare l’utilizzo delle risorse.
L’art. 119 è una occasione unica per cambiare in modo radicale il tradizionale modello edile del nostro Paese, che ancora oggi sconta importanti deficit in termini di efficienza energetica, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente e inoltre permetterà di allinearsi alle strategie Green Deal europee.
Perché gli effetti di una misura di tale portata possano realmente massimizzare i risultati è necessario che l’arco temporale sia di almeno a 5 anni e che conseguentemente diventi una misura strutturale; il termine non può certamente essere il 31 dicembre 2021.

Ce la farà lo Stato a reggere l’impatto del Superbonus 110%?

Il sospetto che il bilancio dello stato non sia in grado di sostenere uno sforzo cosi importante è nella mente di tanti, ma l’equilibrio di cassa non può basarsi solo sulle uscite derivanti dall’Ecobonus 110% ma anche sugli effetti indiretti che la misura genererà in termini di risparmio su altre voci dello stesso bilancio.
Infatti una corretta applicazione e utilizzo dell’Ecobonus 110% provocherà un importante stimolo allo sviluppo del mercato edilizio in crisi, a seguito della maggiore propensione all’acquisto dei cittadini incoraggiata dai minori esborsi monetari. Il mercato edilizio stimolerà anche la crescita delle a produzioni industriali direttamente collegate al processo di efficientamento.

Conseguentemente si genereranno:
– aumento del PIL e maggior gettito fiscale;
– contrasto all’evasione fiscale e conseguente emersione del nero in edilizia;
– minori uscite per il pagamento della cassa integrazione e reddito di cittadinanza;
– entrate o comunque riduzioni della bolletta energetica a seguito della “…cessione in favore del GSE, con le modalità di cui all’articolo 13, comma 3 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, dell’energia non auto-consumata in sito ovvero non condivisa per l’autoconsumo…”
– accelerazione del processo di efficientamento energetico degli edifici e conseguente risparmio in termini di costi per l’energia, nonchè riduzione delle emissioni di gas in atmosfera e conseguente avvicinamento agli obiettivi UE;
– riduzione delle morti e riduzione della spesa sanitaria statale provocata dall’abbassamento dei livelli di inquinamento;
– incremento del valore degli immobili entro un range del 25-35%;
– migliori condizioni di comfort abitativo anche dal punto di vista dell’isolamento acustico.


 

a cura di EB

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