Le soglie a filo pavimento favoriscono la continuità tra interno ed esterno, ma richiedono una progettazione attenta del nodo inferiore. Tenuta all’acqua, drenaggio, isolamento e manutenzione devono essere valutati prima della posa
In questo articolo di luglio/agosto di “Raccontare i Cantieri” William Bisacchi (serramentista con oltre 30 anni di esperienza) ci parla di soglie a filo pavimento.
Le soglie a filo pavimento eliminano i dislivelli percepibili e rendono più continuo il passaggio verso terrazze e spazi esterni. La complanarità perfetta non coincide però con il semplice rispetto dei limiti previsti per l’accessibilità: è una richiesta progettuale che può aumentare il rischio di infiltrazioni, ponti termici e problemi di durabilità.
La fattibilità dipende dal tipo di serramento, dall’esposizione dell’edificio, dal clima e dalla stratigrafia delle pavimentazioni. Gli scorrevoli possono integrare guide e drenaggi predisposti per l’incasso, mentre le aperture a battente richiedono sistemi progettati espressamente per questo tipo di installazione.
Tenuta, drenaggio e manutenzione
Il nodo deve essere impermeabile, meccanicamente stabile e accessibile nel tempo. Il pavimento galleggiante esterno facilita l’ispezione dei drenaggi e gli interventi sulla guaina; quando non è possibile adottarlo, si può ricorrere a vasche di raccolta collegate alla rete delle acque bianche.
Materiali, scarichi, planarità e isolamento devono essere definiti con il contributo del serramentista, della direzione lavori e delle altre figure coinvolte. Una soglia complanare non dovrebbe quindi essere risolta durante la posa, ma coordinata fin dalle prime fasi del cantiere.
Per approfondire la progettazione delle soglie a filo pavimento, le soluzioni di drenaggio e le principali criticità applicative, leggi l’articolo completo nello sfogliabile di Nuova Finestra luglio/agosto.
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