Economia

Usa. Vanno su le vendite di case esistenti e.. giù gli housing starts

La discesa del numero di abitazioni messe in opera (housing starts) potrebbe essere episodica

Va bene il settore del real estate negli Stati Uniti. Tuttavia non mancano i problemi, come segnala l’analista di mercato e corrispondente dagli Usa Donato Grosser (www.grosserconsulting.com). Cominciamo con i dati positivi del settore immobiliare.
La National Association of Realtors (NAR), associazione che raggruppa gli operatori dell’industria del real estate, ha rilasciato i dati delle vendite di case esistenti (existing home sales) relativi a giugno 2014: l’aumento è stato del 2,6% rispetto al mese precedente a un tasso annuale stagionalizzato di 5,04 milioni di unità, di poco superiore a quanto avevano stimato gli analisti. Il valore rappresenta il livello più elevato dallo scorso ottobre (5,13 milioni), ma rimane sotto del 2,3% rispetto a quello di giugno 2013 (5,16 milioni).

Di queste, le vendite di case monofamiliari sono aumentate del 2,5% (da un tasso di 4,32 a 4,43 milioni) ma restano sotto del 2,9% rispetto a un anno fa (4,56 milioni). Le vendite di condomini hanno registrato un aumento del 3,4% (da 590mila a 610mila unità abitative) e sono sopra dell’1,7% rispetto all’anno scorso (600mila unità).

Secondo Lawrence Yun, capo economista presso la NAR, il mercato si sta muovendo nella giusta direzione: “gli inventari sono al loro livello più alto da un anno a questa parte e l’aumento dei prezzi è rallentato a livelli più accessibili in diverse parti del paese. Questo fa ben sperare in un aumento delle vendite di case nei prossimi mesi, visto che i consumatori avranno più scelte a disposizione”. Yun ha però notato che la mancanza di crescita dei salari sta limitando le vendite: “le assunzioni sono state un fattore positivo per l’economia quest’anno, aggiungendo in media 230mila nuovi posti di lavoro al mese. Tuttavia, la mancanza di un aumento dei salari estromette un grosso numero di potenziali acquirenti, che potrebbero altrimenti trarre vantaggio dai bassi tassi d’interesse”.

Scende il numero di abitazioni messe in opera (housing starts)
Le nuove abitazioni messe in opera negli USA sono scese a giugno del 9,3% rispetto al mese precedente a un tasso annuale stagionalizzato di 893mila unità. Il calo si deve principalmente a un declino di quasi il 30% nel Sud, la regione più grande del paese, che ha trascinato al ribasso il livello nazionale vanificando la crescita registrata nelle altre regioni. Secondo David Crowe, capo economista presso la National Association of Home Buildeers (NAHB), “il brusco declino regionale potrebbe essere legato alla scarsità di terreni e di forza lavoro particolarmente acuta in quella parte del paese. Tuttavia, la tendenza generale della produzione immobiliare è in salita e ci aspettiamo che il 2014 sia un anno positivo”. I dati confermano, inoltre, l’opinione di Janet Yellen, Chairman della Federal Reserve, che aveva definito “deludenti” i progressi nel mercato immobiliare quest’anno.