Economia

Alluminio: tornano a crescere i consumi di estrusi. Anche in edilizia

L'assemblea Assomnet ha confermato alla presidenza Italo Amedeo Romano. In quell'occassione e nel corso di un convegno tenuto da Centroal a Metef sono stati forniti dati sul 2016 dell'alluminio.

Il 29 giugno, l’assemblea generale dei soci Assomet (associazione metalli non ferrosi) svoltasi presso la sede di Viale Sarca a Milano ha confermato alla presidenza per un secondo mandato biennale Italo Amedeo Romano.

Nel presentare la situazione dei diversi metalli non ferrosi riprendiamo quanto detto sull’alluminio: “L'alluminio è tornato – ha ricordato Romano –  a superare i due milioni di tonnellate (+7,7%), recuperando i livelli precrisi. Tutti gli usi sono in crescita e pertanto i semilavorati hanno fatto segnare una performance a due cifre (+10,7%) e i getti un comunque importante +5,3%. I primi sono stati trainati da un’espansione di circa il 20% della produzione di laminati grazie al trend positivo della domanda del settore automotive e da un più moderato aumento dei prodotti estrusi, che vedono riaffacciarsi il segno positivo anche nel settore dell’edilizia da anni in contrazione”. 

Qualche giorno prima il 22 giugno, nell’ambito del programma “Alluminio per le generazioni future”, Centroal ha organiz­zato all’interno dell’evento fieristico in­ternazionale Metef, expo dedicata al me­tallo leggero e ai materiali innovativi, un importante confronto che ha visto prota­gonisti rappresentanti dell’industria ita­liana e internazionale dell’alluminio ed esponenti delle nostre istituzioni. Tema del panel è stato “L’industria dell’allumi­nio alla sfida del futuro”, con particolare attenzione all’economia circolare.

Mauro Cibaldi, presidente Centroal, il Gruppo Alluminio all'interno di Assomet, ha presentato il qua­dro completo dell’industria dell’alluminio in Italia. “L’uso globale in tutte le forme nel 2016 si è attestato a 2 milioni di t, con il primario a 608.000 t (30% del to­tale utilizzato), in crescita di circa il 14% rispetto all’anno precedente, a fronte di un impiego di metallo da riciclo di 1,4 milioni di t, oltre il 70% del totale e +6,2% rispetto al 2015. La produzione di metallo grezzo per semilavorati (plac­che e billette) ha raggiunto le 810.700 t (+10,5%), quella di leghe per getti è sta­ta di 721.600 t, con un leggero aumento rispetto all’anno precedente.

Passando ai semilavorati, la produzione comples­siva 2016 è stata di 1.145.500 t (+10,7%), con gli estrusi in leggero aumento (a 554.000 t) e i laminati che confermano il trend positivo attestandosi a 576.500 t. L’uso apparente di estrusi è in linea con il 2015 (a 406.600 t), ancora penalizza­to dal protrarsi della stasi dell’edilizia; quello dei laminati è invece di 539.800 t (+14% rispetto all’anno precedente) gra­zie all’ottima richiesta a livello europeo proveniente dal comparto automotive.

Le previsioni per l’intero 2017 appaiono positive, con un ulteriore rafforzamen­to della domanda che si tradurrà in un più soddisfacente utilizzo della capacità produttiva, sia per i semilavorati che per i getti. L’aumento della domanda di me­tallo grezzo sarà coperto da una più alta quota di riciclo e da uno stabile ricorso all’importazione per quanto riguarda il metallo primario. Il 2017 dovrebbe risul­tare un anno di assestamento”.